domenica 22 ottobre 2017

Se son rose…

Ho avuto il piacere di coordinare i lavori, venerdì scorso, a Latiano, di un incontro pubblico, organizzato dall’Assessore Michele Locorotondo, sulle cooperative di comunità.
Sono intervenuti  - oltre, naturalmente, il Sindaco Mino Maiorano -  il presidente di Legacoop Puglia, Carmelo Rollo, e la presidente della cooperativa di comunità di Melpignano, Grazia Giovannetti.
E’ stato un incontro molto interessante, per le esperienze riportate e per le prospettive che, in termini di opportunità, si sono appalesate per la crescita, anche sotto il profilo etico, della comunità latianese.

Mediazione familiare: lo stato dell’arte

Giovedì scorso sono tornato a coordinare i lavori di un convegno sulla mediazione familiare, a qualche mese di distanza dalla precedente esperienza avuta a Latiano, per amicizia verso i soci AIMEF (Associazione Italiana Mediatori Familiari) di Brindisi.
E’ stata davvero una bellissima iniziativa, che ha ottenuto il riconoscimento dei crediti formativi da parte dell’Ordine degli Avvocati e da parte dell’Ordine degli Assistenti Sociali.
Sono intervenuti Tiziana Recchia (consigliera regionale AIMEF), Federica Anzini (presidente nazionale AIMEF), Gabriella Dell’Aquila (avvocato), Luciano Sardelli (Pediatra), Adelaide Guadalupi (funzionario dell’Ufficio Programmazione Servizi Sociali del Comune di Brindisi), Valentina Farina (assistente sociale specialista del Comune di Oria), Luca Scuzzarella (magistrato della Sezione Famiglia del Tribunale di Brindisi).
Importante è stato anche il contributo offerto dalla compagnia “Mino Di Maggio” di Torre Santa Susanna, con le sue letture sceniche, e dalla mostra fotografica “L’acqua e le sue forme” di Francesca Giugno.

sabato 30 settembre 2017

Un ponte verso…

Martedì prossimo, 3 ottobre, alle ore 18 presso il salone “Flora” di palazzo Imperiali, in occasione della conclusione dei lavori di rifacimento del ponte sul Canale Reale (nei pressi della Strada Statale 7, allo svincolo per San Vito dei Normanni), avrà luogo un confronto – dibattito dal titolo: “Un ponte verso il parco plurivalente naturalistico e paesistico del Canale Reale”.
Nel corso dell’incontro sarà presentato il film – documentario “Acqua Reale”, della regista Paola Crescenzo.
Interverranno il Sindaco di Latiano, Mino Maiorano, l’Assessore ai Lavori Pubblici, Maria Rosaria Martina, l’Assessore alle Politiche Ambientali, Michele Locorotondo (che ha organizzato l’iniziativa), la stessa regista Paola Crescenzo, l’architetto Roberta Lopalco e l’archeologo Christian Napolitano. Io coordinerò i lavori.
Sarà spiegato cosa manca per rendere fruibile il ponte, i cui lavori strutturali sono ormai, appunto, completati e quali sono le caratteristiche dell’intervento realizzato;  si rifletterà quindi, insieme, sulla particolare proiezione metaforica di quel ponte, come affaccio verso la terra dei trulli e come passaggio su quello scrigno straordinario di natura e di paesaggio che è il Canale Reale.

martedì 26 settembre 2017

Latiano. Centro di Aggregazione Giovanile: lavori in corso.

Quando mancano ormai poche settimane alla conclusione dei lavori di riqualificazione dell’area che ha ospitato il cinema Tanzarella ed il mercato coperto  - nella quale si sta realizzando, con finanziamento dell’Unione Europea, un centro polifunzionale di aggregazione giovanile che si contestualizzerà in contiguità di un’area urbana verde attrezzata -  l’Amministrazione Comunale di Latiano intende stimolare la realizzazione e l’organizzazione di esperienze locali che sappiano operare con efficacia al servizio delle nuove generazioni, utilizzando la nuova struttura, le attrezzature di cui la stessa sarà dotata e le risorse che si potranno rendere disponibili attraverso un’azione progettuale rispondente ai bisogni urgenti del presente e sintonizzata su un pensiero “lungo”, di futuro, a cui affidare il destino di questa comunità cittadina.
Per tali ragioni, nell’ambito del ricco cartellone delle iniziative che preparano la tradizionale “Fiera” latianese (sempre puntuale nella prima domenica di ottobre), domani, mercoledì 27 settembre, alle ore 18,30 presso la sala consiliare di Palazzo Imperiali (accesso da via Attilio Spinelli) avrà luogo un convegno dal titolo: “Ex cinema Tanzarella: idee per costruire insieme il centro di aggregazione giovanile. Esperienze a confronto”.
Introdurranno il Sindaco di Latiano, Mino Maiorano, ed il Vice – Sindaco (Assessore con delega per le Politiche Giovanili) Mauro Vitale. Relazioneranno il Coordinatore dei progetti Erasmus Plus dell’Associazione SEI, Francesco Romano, la psicologa di comunità – coach e formatrice dell’Associazione SEI, Annarita Del Vecchio, il presidente dell’Associazione Hortus Puglia, Pierangelo Argentieri. I lavori saranno coordinati da me.
L’Associazione di promozione sociale SEI, nata nel 2013 grazie al finanziamento del programma “Bollenti Spiriti” della Regione Puglia, opera nel campo della sostenibilità intesa nella sua accezione più ampia (sociale, ambientale, economica ed istituzionale), per realizzare un modello sociale “sostenibile” in quanto utile al presente e conveniente per il futuro. SEI nasce con l’obiettivo di diffondere pratiche di sostenibilità in tutte le sue forme ed a tutti i livelli della società, sensibilizzando i cittadini, cooperando con le associazioni, collaborando con le imprese e le istituzioni al fine di contribuire a realizzare un mondo più equo, solidale e, appunto, sostenibile.
Erasmus Plus è il programma europeo per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport.
Hortus Puglia è un’Associazione di promozione sociale che ha lo scopo di promuovere, consolidare e difendere un sistema di sviluppo sostenibile, anche attraverso la conoscenza e l’amore per la natura, l’ambiente, il paesaggio naturale e storico, con particolare riguardo per quello mediterraneo.

domenica 20 agosto 2017

Samuele De Guido e tutti quelli che hanno fatto democratica l'Italia

L’articolo di mons. Angelo Catarozzolo, pubblicato da La Gazzetta del Mezzogiorno lo scorso 10 agosto nella ricorrenza dei cento anni dalla nascita di Samuele De Guido, stimola riflessioni profonde e può scuotere una classe politica che è spesso unicamente concentrata sul governo del quotidiano nonché inconsapevole del dovere di scrutare il destino della comunità e del territorio di riferimento.
Vale allora la pena provare a riprendere ancora una volta, sia pure con molta più modestia, quelle sollecitazioni di Catarozzolo.
Nello studio di mio padre, da che ne ho memoria, è sempre campeggiato il ritratto di Samuele De Guido, tuttora custodito da mia madre: sul retro dell’immagine, commemorativa, stampata in occasione del decesso, un brano, tratto da un articolo dell’Avvocato (“Economia Brindisina”, n. 1, 1975). Si legge: «Per lo sviluppo del Mezzogiorno è necessario che non ci si abbandoni al miraggio di un processo di industrializzazione alienante, creato solo con interventi dall’alto. Si vuole una industrializzazione umana tendente a trasformare i prodotti della nostra “buona terra” ed a rinsaldare i rapporti tra la classe operaia, contadini, uomini di cultura ed operatori economici in un travaglio oneroso, alla ricerca di formule sempre nuove, capaci di promuovere la crescita civile delle nostre popolazioni». Il pensiero risale a poco più di quarant’anni fa, meno di due generazioni da oggi; non avevamo ancora dissipato quel tanto di cui, in così poco tempo, siamo stati capaci; la centrale a carbone di Cerano, forse, allora era meno che un’ipotesi. 
E’ stato, Samuele De Guido, parte di quella generazione che  - soffrendo, pagando con segni indelebili nel corpo e nello spirito -  aveva fatto l’Italia democratica.
Una generazione  - di cattolici e non -  che si attribuiva una responsabilità educativa, prima ancora che di governo, della comunità: Uomini e Donne impegnati, anzitutto mediante la loro personale testimonianza, sia nella formazione all’impegno civile e ad una cultura sociale finalizzata al conseguimento del bene comune, sia nella promozione di coscienze autenticamente libere e responsabili.
Quegli Uomini e quelle Donne hanno decisamente contribuito all’edificazione della nostra Repubblica, alla ricostruzione materiale e morale del nostro Paese, allo sviluppo di una Democrazia matura che va oggi rinvigorita vincendo il populismo dei demagoghi.


domenica 16 luglio 2017

Da soli non c’è storia

Nella serata di venerdì scorso, 14 luglio, ho assistito, insieme a tantissime persone, al saggio conclusivo del laboratorio teatrale di Koreja con i ragazzi e le ragazze del centro diurno gestito a Latiano dalla cooperativa “Si può fare”.
E’ stato un evento ricco di emozioni, ospitato nella suggestiva cornice del piazzale interno del monastero di Cotrino.
Tra gli intervenuti, oltre il Sindaco e l’Amministrazione Comunale latianese, i Presidenti di due Associazioni di famiglie che condividono l’esperienza della diversabilità  - “La forza della vita” di Francavilla Fontana e “Da Sparta a un mondo a colori” di Erchie -  nonché Carmelo Rollo, presidente regionale di Legacoop: l’organizzazione a cui “Si può fare” ha annunciato di aver aderito.

sabato 10 giugno 2017

I 40 anni della biblioteca civica “Gilberto De Nitto” di Latiano

Lunedì 12 giugno, a partire dalle ore 19 presso la sala Flora di palazzo Imperiali, avrà luogo un incontro pubblico su “La biblioteca civica Gilberto De Nitto – 40 anni al servizio della comunità”. Sarà un’occasione per ripercorrere la storia della biblioteca latianese e per fare il punto sul suo ricco patrimonio librario nonché sull’importante ruolo che oggi assume nel panorama culturale salentino. Introdurranno l’incontro il Sindaco di Latiano, Mino Maiorano, ed il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi, Carlo Panzuti. Relazioneranno l’on. Domenico Amalfitano (“Gilberto De Nitto, a venti anni dalla scomparsa: cultura e impegno politico al servizio del territorio”), Leopoldo Calò (“Gilberto De Nitto, uomo di fede e di cultura”), Angelo Sante Trisciuzzi (“Biblioteche, cultura, territorio”), Rita Caforio (“Libri, lettori, biblioteche…”). Io coordinerò i lavori. La ricorrenza dei quarant’anni della biblioteca civica di Latiano coincide con i venti anni dalla morte del suo fondatore, Gilberto De Nitto, e con la cessazione dal servizio presso il Comune di Latiano della direttrice Rita Caforio, che per molti anni ha servito questa istituzione culturale, divenuta ormai importante, contribuendo in maniera determinante al suo sviluppo nella condizione odierna. L’incontro si inserisce a pieno titolo nel “Maggio dei libri 2017”: rassegna organizzata dall’Amministrazione Comunale di Latiano che ha riscosso un notevole successo.

venerdì 12 maggio 2017

Verso le elezioni politiche (2018?)

L’iniezione di fiducia al processo di consolidamento dell’Unione Europea, prodotta dall’elezione di Emmanuel Macron come nuovo Presidente della Repubblica francese, e la conclusione delle importanti consultazioni primarie del PD, offrono in questi giorni una condizione di serenità sufficiente a condividere qualche modesta considerazione sugli scenari in vista delle prossime elezioni politiche italiane.
Non mi soffermo sui preamboli e giungo al punto: affinché gli italiani possano esprimere, al pari dei “cugini” d’Oltralpe, una prova di maturità e di responsabilità, dovranno, a mio parere, poter contare su analoga prova di responsabilità e di maturità da parte del centrosinistra.
Chi mi conosce sa che non sono nato… con il cuore a sinistra  - anzi, sono nato, e rimarrò sempre, democratico – cristiano -  ma francamente non credo che ci siano oggi, in Italia, alternative di governo credibili rispetto al centrosinistra unito.
Certo, le deleghe in bianco non ci sono più per nessuno e dunque la credibilità si gioca anzitutto sulla capacità di coniugare sensibilità diverse, in uno spettro ampio che tenga conto delle culture, dei territori, delle generazioni, dei generi e (perché no?) degli interessi.
Quanto meno quale riparo da deleghe in bianco, sono allora benvenute anche le esperienze politiche nuove, come quella del Movimento dei Democratici e Progressisti – Articolo 1, nato dalla recente scissione del Partito Democratico per porre l’accento sull’urgente necessità di contrastare il populismo e l’avanzata delle forze isolazioniste attraverso un progetto “plurale” (non soffocato da ambizioni leaderistiche e da pretese di arrogante autosufficienza).
Perché gli elettori non scelgano il disimpegno, rimane però fondamentale il fattore umano, ovvero la volontà, di coloro i quali assumono un ruolo di rappresentanza politica, di essere riferimenti assidui, attenti, autorevoli, e la loro capacità di essere persone di qualità, che sappiano mettere in connessione le istanze, emergenti dalle realtà sociali e territoriali, con la complessità dei momenti decisionali nelle diverse sedi istituzionali competenti.
In ambito locale, per quella che è la mia personale esperienza quotidiana, riconosco oggi questa capacità, e questa disponibilità, su tutti, al Consigliere Regionale Pino Romano ed all’Onorevole Toni Matarrelli.
So che il Movimento dei Democratici e Progressisti – Articolo 1, proprio sulla forte spinta di Pino Romano e di Toni Matarrelli, si va capillarmente strutturando sul territorio.
Questa mia esperienza al fianco del Sindaco Mino Maiorano è iniziata nella forma della partecipazione civica e credo che oggi tutto il nostro gruppo politico sia troppo concentrato, sulla sfida quotidiana per il miglior governo possibile della Città di Latiano, da non potersi concedere una attenta e consapevole riflessione sul tema dell’eventuale adesione a Partiti, o a Movimenti politici, nazionali.
Una qualsivoglia mia adesione  - autonoma da un preventivo confronto con il Sindaco, che io per primo sostengo, e con il Gruppo Consiliare a cui mi onoro di appartenere -  oggi non è, dal mio punto di vista, ipotizzabile.
Tuttavia, così come, alle elezioni regionali del 2015, mi sono speso apertamente a sostegno di Pino Romano (peraltro con favorevole riscontro da parte dei miei concittadini elettori)  - pur non essendomi candidato, al Consiglio Comunale, nel Partito di cui lui è poi risultato il maggior suffragato in Provincia di Brindisi -  certamente ci saranno modi e forme che possano consentirmi di offrire un contributo attivo anche in occasione delle prossime elezioni politiche. 
F.to
Gabriele Argentieri

venerdì 5 maggio 2017

Madonna di Cotrino. I frutti della devozione popolare ed il (giusto) tributo della Scuola “Rousseau”.


"Gli ori della Madonna di Cotrino. Devozione, culto e storia", questo il titolo di un volumetto, espressamente dedicato "a tutti coloro che hanno donato ori per devozione alla Vergine Santissima di Cotrino", che sarà presentato presso la Chiesa Madre di Latiano domenica 7 maggio alle ore 19,30.
La presentazione del libro, stampato da Locorotondo Editore e realizzato a spese della Scuola Professionale "Giacomo Rousseau", inaugurerà la mostra fotografica sugli ori della Madonna di Cotrino che rimarrà aperta al pubblico, presso la Chiesa Madre di Latiano, fino a domenica 14 maggio.
La pubblicazione e' stata realizzata con il coordinamento scientifico di Laura Argentieri, Rita Caforio, Regina Poso e Salvatore Settembrini. 
Il coordinamento editoriale e' stato curato dalla Scuola Professionale "Giacomo Rousseau" e dal Parroco della Chiesa Madre di Latiano, don Salvatore Rubino.
Le immagini del libro e della mostra sono state realizzate da Art Photo di Angelo Laneve; progetto grafico e impaginazione di Giuseppe Argese; hanno collaborato alla realizzazione Giuseppe De Fazio, Rizzo Gioielli e Uccio Marciante.
La pubblicazione, oltre a soffermarsi sull'illustrazione e la descrizione del prezioso patrimonio costituito dalle donazioni pervenute nel corso degli anni a devozione della Madonna di Cotrino, tuttora custodite dalla Parrocchia Santa Maria della Neve e dalla Diocesi di Oria, descrive i riti della religiosità mariana a Latiano e si completa con una interessante appendice documentaria.

venerdì 3 marzo 2017

Emergenza Xylella – il convegno

L’Assessore comunale alle Attività Produttive – Agricoltura, Mauro Vitale- cogliendo tempestivamente l’innalzarsi dello stato di allerta del mondo agricolo, ed olivicolo in particolare, per l’avvicinarsi al nostro territorio dell’aggressione dell’ormai purtroppo celebre batterio killer degli ulivi -  si è attivato per organizzare a Latiano un apposito convegno.
L’iniziativa- che avrà luogo lunedì 13 marzo, alle ore 17, presso il teatro Olmi -  è stata prontamente condivisa e sostenuta dal Sindaco, Mino Maiorano, e dall’Assessore alle Politiche Ambientali, Michele Locorotondo.
I relatori invitati a partecipare sono oggi tra i più autorevoli sulla materia: Gianluigi Cesari, segretario della Task Force Co.Di.Ro. della Regione Puglia, si soffermerà sull’applicazione delle misure fitosanitarie per l’eradicazione ed il contenimento; Marco Scortichini, Direttore dell’Unità di ricerca per Iaq Frutticoltura del CREA di Caserta, illustrerà le strategie di contenimento della xylella e riporterà gli esiti di prove sul campo effettuate in oliveti salentini; Salvatore Camposeo, docente di Arboricoltura generale all’Università degli Studi di Bari, terrà una relazione (che, nel titolo, suona quasi come una sfida) sul tema: “Ripartire con l’olivo e le altre colture arboree negli areali infetti da xylella”.
Sono invitati a partecipare, oltre naturalmente tutti i cittadini interessati, anche i Sindaci e gli Assessori all’Agricoltura dei Comuni della Provincia di Brindisi (e tale circostanza servirà ad individuare, sulla base del contributo che perverrà dagli esperti che relazioneranno, eventuali iniziative da intraprendere insieme), i rappresentanti delle Organizzazioni agricole e delle O.P. olivicole.
Il titolo del convegno fotografa la situazione e, allo stesso tempo (al cospetto degli allarmi registrati negli ultimi giorni), è quasi un auspicio per il territorio di Latiano: “Emergenza xylella: tra zona infetta e zona di contenimento – prevenzione, proposte e prospettive”.
 

giovedì 1 dicembre 2016

Le nostre ragioni per il “NO”.

Riporto qui di seguito l’appello a firma congiunta, mia e di Mino Maiorano, che stiamo diffondendo stasera. 

Negli ultimi venticinque anni la politica si è impegnata a seguire la strada della semplificazione, per realizzare un Paese più efficiente e più competitivo: ricordiamo chi ha invocato “mani libere”, chi si è lamentato dei “lacci e lacciuoli”, chi ha sognato il “Sindaco d’Italia”, chi ha sostenuto i “Sindaci – sceriffo”, chi pensa che per non farsi carico dei dolori degli altri basti lasciarli fuori dalla porta (o al di là di un muro, o in mezzo al mare).
Si è pensato che tutto questo, ed altro ancora, consentisse di muovere passi avanti, aiutasse a giungere preparati alle sfide della competizione globale, che insomma fosse il modo giusto (a parere di qualcuno, addirittura unico) per guardare al futuro con fiducia.
Invece ci accorgiamo che la strada della semplificazione, e talvolta dell’egoismo,haallontanato i cittadini dalla politica, non ha reso più efficiente il Paese, ha allargato il divario tra ricchi (sempre più pochi) e poveri (sempre più numerosi), ha mortificato i territori ed ha umiliato i Comuni (la cui autonomia di programmazione degli investimenti è ormai, di fatto, subordinata all’occasionale disponibilità di bandi per finanziamenti mirati su specifiche tipologie di interventi decisi a livello regionale, nazionale o comunitario europeo).
Quella politica che voleva portare avanti l’Italia, ha lasciato indietro gli italiani.
Il Referendum del prossimo 4 dicembre prosegue, a suo modo, nel solco della semplificazione: non abolisce il Senato ma ne ridisegna le competenze ed impedisce ai cittadini di votarlo; offre rappresentanza in Senato a Sindaci e Consiglieri Regionali ma le materie più importanti diventano di esclusiva competenza dello Stato.
Noi siamo per la salvaguardia della “Casa Comune”: quella Carta Costituzionale entrata in vigore l’1 gennaio 1948, votata a larghissima maggioranza, sintesi di sensibilità e di energie diverse ma coese nell’intento di realizzare un’Italia libera e democratica.
Noi siamo convinti che la partecipazione diretta dei cittadini alla vita pubblica sia la qualità necessaria per il vero progresso di un Paese.
Noi domenica 4 dicembre votiamo “NO” ed invitiamo i concittadini latianesi a farlo con noi.
F.to
Mino Maiorano – Sindaco
Gabriele Argentieri – Presidente del Consiglio Comunale

sabato 26 novembre 2016

Le ragioni del “NO”

Il Comitato per il “NO” al Referendum del prossimo 4 dicembre organizza a Latiano, per mercoledì 30 novembre alle ore 18 presso la sala “Flora” di palazzo Imperiali, un incontro – dibattito sul tema: “Le ragioni del no al referendum”.
Introdurrà  il prof. Giovanni Calcagno; relazioneranno il prof. Luigi Melica, ordinario di Diritto Costituzionale e Comparato dell’Università del Salento, e Pino Romano, consigliere regionale del Partito Democratico; modererà i lavori il prof. Ferdinando Parlati. 
Seguirà il dibattito.
La cittadinanza è invitata a partecipare. 

giovedì 27 ottobre 2016

Referendum sulla Costituzione: cosa ci ha insegnato Dossetti.

Riporto qui di seguito un articolo, che reputo molto interessante per gli spunti di approfondimento offerti, scritto da Giovanni Nicolini e pubblicato sul sito delle “Famiglie della Visitazione” (sito che invito a consultare).
Giovanni Nicolini è stato assistente dell’Azione Cattolica della Diocesi di Bologna, Direttore della Caritas della stessa Diocesi ed oggi si dedica alla comunità delle Famiglie della Visitazione, che ha fondato.
Molto importante, nella formazione di Nicolini, è stato l’incontro con Giuseppe Dossetti.

«BOLOGNA – In questo grave momento per le sorti del nostro paese, per la mia adesione alla Regola di don Giuseppe Dossetti, che fu giurista e padre costituente, ritengo che non si possa dimenticare che egli spese le ultime energie della sua vita per la difesa della Costituzione, fondamento di unità e di giustizia di tutto il nostro popolo. È quindi per me doveroso lasciarci guidare dal suo insegnamento.
Egli fortemente combatté la riforma berlusconiana e per mostrare quanto la sua posizione di allora sia del tutto attuale e applicabile alla riforma di oggi basta rileggere alcune sue affermazioni.
1. Senza ombra di dubbio Dossetti avrebbe combattuto questa riforma prima di tutto perché operazione illegittima e pericolosa: un parlamento eletto con legge dichiarata incostituzionale che si arroga il compito di cambiare un’ampia parte della Costituzione (47 articoli, pari a 1/3 della Costituzione) con stretta maggioranza politica.
In occasione della festa della liberazione del 1994 così scriveva al sindaco di Bologna:
Si tratta di impedire a una maggioranza che non ha ricevuto alcun mandato al riguardo, di mutare la nostra Costituzione: si arrogherebbe un compito che solo una nuova Assemblea Costituente, programmaticamente eletta per questo, e a sistema proporzionale, potrebbe assolvere come veramente rappresentativa di tutto il nostro popolo. Altrimenti sarebbe un autentico colpo di stato (Bazzano, 25 aprile 1994)
2. In secondo luogo perché ne risulterebbe una Costituzione di parte. I padri costituenti parlavano di “Casa comune”.  La costituzione del ‘48 fu scritta insieme e fu votata a larghissima maggioranza, 88%, da quanti erano avversari politici. La riforma di oggi invece divide gli italiani: se prevalesse il sì, metà degli italiani non si riconoscerebberonel nuovo testo della Costituzione.
Ricordando i lavori dell’Assemblea Costituente Dossetti osservava:
È qui il luogo di ricordare che questa base di largo consenso – nonostante i dibattiti assai vivaci lungo il corso di tutti i lavori e gli antagonismi che dividevano allora il paese – portò a una votazione finale del testo della Costituzione che raggiunse quasi il 90% dei componentidell’Assemblea costituente (Le radici della Costituzione, Monteveglio 16 settembre 1994).
3. Infine non si tratta di discutere se c’è qualcosa di buono nel progetto di riforma ma di difendersi dalla manipolazione del consenso.
Esprimendo la sua preoccupazione, Dossetti diceva: Ora la mia preoccupazione fondamentale è che si addivenga a referendum, abilmente manipolati, con più proposte congiunte, alcune accettabili e altre del tutto inaccettabili, e che la gente totalmente impreparata e per giunta ingannata dai media, non possa saper distinguere e finisca col dare un voto favorevole complessivo sull’onda del consenso indiscriminato a un grande seduttore: il che appunto trasformerebbe un mezzo di cosiddetta democrazia diretta in un mezzo emotivo e irresponsabile di plebiscito (Lettera ai Comitati per la difesa della Costituzione, Oliveto 23 maggio 1994).
Giovanni Nicolini»

sabato 10 settembre 2016

Rischio di riduzione del servizio di integrazione scolastica nei nove Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale di Mesagne: è giusto partire in queste condizioni?

Ho diffuso stamane il seguente comunicato stampa.

Il servizio di integrazione scolastica degli alunni diversamente abili nell’Ambito Territoriale Sociale di Mesagne è gravemente messo in discussione.
Desta infatti forte preoccupazione ciò che potrà emergere dalla definenda determinazione del correlato impegno di spesa da parte del Responsabile dell’Ufficio di Piano.
Il prospetto di organizzazione del servizio per l’anno scolastico ormai alle porte evidenzia, infatti, in media, una riduzione del 70% (settanta) delle ore: il disagio è significativamente mitigato solo nelle realtà che possono contare sulla presenza di operatori ASL.
Va ricordato che il servizio di integrazione scolastica prestato dalle cooperative è oggetto di compartecipazione alla spesa da parte dei Comuni e della Regione.
La condizione economica, assai critica, in cui, ad oggi, versano le casse degli enti locali è nota a tutti ma ciò che provoca incertezza, in questa circostanza, è la quota regionale.
Di fronte a questa situazione invito i Sindaci dei nove Comuni dell’Ambito ad operare una seria, congiunta, riflessione: è serio, è civile, far partire un servizio che incontra alti livelli di sensibilità sociale, in condizioni di profondo ripiegamento? A mio modesto parere, in tali condizioni, sarebbe più rispettoso  - al cospetto del disagio a cui, con tale servizio, si intende corrispondere -  rinviarne l’avvio!
Invito, inoltre, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ed il presidente della Commissione consiliare regionale per la Sanità ed i Servizi Sociali, Pino Romano, per la sensibilità di cui più volte hanno dato concretamente prova, ad intervenire per dare elementi di certezza a tanti minori a cui è doveroso garantire un servizio di oggettiva ed irrinunciabile utilità.
Gabriele Argentieri

sabato 3 settembre 2016

Domani sera, “Profumi di vendemmia”: quattordicesima edizione della festa della Cooperativa “L’Agricola Latianese”

La cooperativa “L’Agricola Latianese”, per quello che è oggi, è prova concreta che un futuro di benessere, per il nostro settore agricolo, è possibile.
Dopo la stagione della sfiducia e dell’abbandono dei campi, questo sembra essere il tempo di una consapevolezza nuova: l’agricoltura di qualità, la trasformazione responsabile, la commercializzazione intelligente possono offrire un’opportunità… non solo di sopravvivenza ma anche, addirittura, di ricchezza.
La cooperativa di via Torre  - anche con l’esempio personale offerto da alcuni accorti imprenditori agricoli, tra i quali lo stesso presidente Pino Schiena -  marcia verso questa direzione.
Allora la festa di domani sera non è solo un ritrovarsi, un salutare la nuova vendemmia, ma sentirsi parte di una storia, che prosegue, e dirsi disponibili a scommettere su un futuro che è qui: tra le nostre mani, sotto i nostri piedi e nell’aria che ogni momento respiriamo.
Solo noi, mai come adesso, padroni del nostro destino.

domenica 28 agosto 2016

Quanto fa un Parroco, per Latiano. (piccoli pensieri di un profano)

Giovedì 1 settembre, alle ore 19, presso la Chiesa Madre, don Angelo Altavilla celebrerà la Santa Messa di commiato dalla comunità parrocchiale latianese.
Domenica 4 settembre, alle ore 11, sempre presso la Chiesa Madre di Latiano, sarà celebrata la Santa Messa di presentazione del nuovo Parroco, don Salvatore Rubino.
Don Angelo e don Salvatore sono due “figli” della Parrocchia Santa Maria della Neve e sono… semplicemente diversi, tra loro.
Li conosco bene, entrambi, ma scriverò poco: solo l’essenziale, perché lo ritengo necessario.
Don Angelo è stato, per due volte, il mio Parroco; è stato, tutto sommato, un bravo Parroco; don Angelo è un Uomo di Chiesa e di Dio, uno con il quale è difficile “attaccare bottone” ma uno che sa essere presente quando conta, un grande lavoratore, una persona intelligente, una personalità forte almeno quanto lo fu quella di un altro Parroco ancora oggi ricordato dalla comunità latianese: don Giovanni Mauro.
Don Angelo lascia tanto alla Parrocchia ed alla città di Latiano.
Don Angelo ha celebrato il mio matrimonio con Annamaria.
Don Salvatore è quasi un mio coetaneo (è un anno più grande di me), come me ha frequentato la Scuola Elementare presso le Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore (in piazza Bartolo Longo); i primi Sacramenti, a me ed a lui, sono stati impartiti da don Antonio Calò, un Parroco che, forse per l’aspetto fisico un po’ “importante”, sin da ragazzo ho sempre accostato a don (allora ancora non lo era…) Salvatore; dopo la quinta elementare lui entrò in Seminario e da quel momento l’ho visto sempre “sacerdote”; in Parrocchia, mentre io ero giovanissimo, lui era seminarista “tutto d’un pezzo”, serio, maturo; ho sempre pensato che, prima o poi, sarebbe toccato a lui, che insomma, prima o poi, don Salvatore sarebbe diventato Parroco della Chiesa Madre; credo che don Salvatore, nel corso degli anni, lungo le sue esperienze, si sia, in qualche modo, preparato a questa eventualità che oggi si realizza.
Don Salvatore è stato (per i lunghi anni ormai trascorsi forse, purtroppo, dovrei dire “fu”) presente alla mia festa di laurea.
Credo proprio che don Salvatore ce la metterà tutta, e sarà dunque anche lui un buon Parroco della Chiesa Madre.
Sono tra quelli che pensano che prima o poi don Angelo sarà Vescovo: uno di quei Vescovi che, immagino, a Papa Francesco piaccia avere.
Insomma, la grande (e complessa) comunità parrocchiale latianese di Santa Maria della Neve sta vivendo, in questi giorni, un tempo importante, di passaggio, che non lascia indifferenti.
Chi ci crede, prega perché lo Spirito Santo illumini, particolarmente in questa situazione, la mente e le azioni degli uomini.
Ho imparato che delle persone, per avere fiducia, non occorre attendere la sentenza di un giudice in Terra: lo senti e basta.
Ci ho pensato: chi lascerebbe in custodia, per un giorno, il proprio portafogli, ben pieno, a papa Francesco? Io forse no, perché al mio ritorno potrebbe averne usato il contenuto, certo per me non irripetibile, per darlo a chi ne ha più bisogno.     
Benvenuto, don Salvatore; auguri di ogni bene, don Angelo.

lunedì 8 agosto 2016

La riconoscenza verso chi ci ha dato una mano e le responsabilità, diverse, che ciascuno ha. Poche, dovute, considerazioni. Tra me e me.

So perché, in particolare nell’ultimo periodo, sempre più pressantemente, tanti Amici mi scrivono, mi parlano: non è un “tirarmi per la giacca” ma un richiamo a non disperdere quel racconto, quei progetti e quel significato politico che avevano motivato la scelta di stare con Mino Maiorano alle ultime elezioni comunali (chi sin dalla prima ora, chi  - tanti -  solo al ballottaggio).
Ebbene, per il Loro sostegno di ieri e per i Loro richiami di oggi, grazie!
E grazie anche per l’apprezzamento che qualcuno manifesta verso la mia condotta di Presidente del Consiglio Comunale.
Mi si sollecita ad intervenire efficacemente sul momento politico, su quello che per certi versi appare come lo “stallo” in cui si è cacciata la Giunta – Maiorano con la maggioranza che la sostiene.
Io non dirò degli altri, ma di me stesso.
Devo ammettere che in questo anno, ormai abbondantemente trascorso, dall’elezione di Mino Maiorano quale Sindaco di Latiano, spesso proprio io ho sbagliato.
Ho sbagliato, in generale, quando non mi sono intromesso, oltre ciò che ordinariamente compete ad un Consigliere Comunale, nelle attività della Giunta: l’ho fatto per rispetto dei diversi ruoli e compiti assegnati dall’Ordinamento vigente ma una mia maggiore disponibilità a lasciarmi coinvolgere, probabilmente, non sarebbe stata accolta con fastidio dal Sindaco e dagli Assessori.
Un mio più assiduo, seppur modesto, contributo di esperienza e di competenze, sommandosi al significativo bagaglio di cui già dispone l’Amministrazione Comunale, credo che avrebbe potuto tornare utile, anche nell’ottica della realizzazione di quello stile del “fare insieme” che ho ritenuto necessario invocare pubblicamente alcune settimane addietro.
L’errore mio più grande è stato però quello di contribuire alla redazione (e quindi di firmare, invitando anche altri Consiglieri Comunali a farlo con me) di quel documento politico del gruppo consiliare espressione della lista in cui sono stato eletto, diffuso nello scorso mese di maggio, nel quale, per l’esigenza emergente di rendere visibili le “originalità” della componente politica di maggioranza relativa, si tracciava un solco largo tra noi ed i gruppi consiliari alleati, esasperando le differenze.
Ecco, quel documento è stato un errore soprattutto mio, che non ha dato ragione di un percorso politico, dalle prospettive a mio giudizio potenzialmente ancora feconde, intrapreso con i gruppi alleati, e di un rapporto umano, di rispetto e di stima, instaurato in particolare con i rappresentanti consiliari del movimento degli Ecopacifisti (che, nell’ambito della maggioranza, considero davvero miei “fratelli maggiori” per esperienza politica).
Ora, come gli Amici che mi interpellano e mi sollecitano, anche io posso dirmi deluso da questo primo anno di noi a sostegno dell’Amministrazione – Maiorano: mi aspettavo di più, ma soprattutto non mi aspettavo che amministrare oggi una città comportasse tali e tante difficoltà oggettive. Non pensavo che si potesse lavorare tanto, come effettivamente si è lavorato, per vedere risultati non sempre soddisfacenti. Forse si sarebbe dovuto comunicare di più, ai cittadini, passo dopo passo, lo stato delle cose. Forse ci sarebbe voluto più coraggio nell’esprimere pubblicamente, fino in fondo, le nostre idee, anche quando ciò avrebbe comportato il sovvertimento dei percorsi già intrapresi dalle precedenti Amministrazioni Comunali e anche a costo di gravare sul bilancio comunale (penso ad esempio, a titolo personale e senza voler coinvolgere la coalizione nel mio libero pensiero, all’idea di “consegnare alla città” i locali del cosiddetto “centro commerciale” di via Roma, rilanciata da Edmondo Caniglia nel corso della seduta del Consiglio Comunale dello scorso venerdì 29 luglio: un’idea  - seppure non espressa per quel senso di “responsabilità” che molte volte pervade ed inibisce, o addirittura confonde, chi “sta al governo” -  che è anche mia e di altri Consiglieri Comunali di maggioranza; si potrebbero affidare quegli spazi alle Associazioni, o creare un nuovo mercato coperto, o realizzare nuovi servizi, o dare sede dignitosa al Consultorio, o tanto altro ancora; una soluzione “virtuosa”, a cui si potrebbe giungere, certo precludendosi la possibilità di introiti per il Comune, qualora chi ha già prenotato quegli spazi dovesse ripensarci).
Credo che la mia delusione quasi corrisponda a quella dello stesso Sindaco, che più di tutti si è speso in questo periodo.
Ma, lo ripeto, anche io ho la mia parte di responsabilità: se mi fossi “messo in mezzo” di più, forse, anzitutto, si sarebbe data concretezza alla mia idea, fondamentalmente radicata, della ricerca incessante del massimo coinvolgimento politico sulle decisioni e lungo i percorsi del loro maturare.
Se non mi fossi lasciato sorprendere dall’agonismo, quel documento di attacco agli alleati non avrebbe mai visto la luce e le cose buone fatte dall’Amministrazione Comunale tra luglio 2015 e maggio 2016 non avrebbero rischiato di finire all’ombra di una polemica che è stata più in quel botta e risposta di comunicati – stampa che nella realtà dei fatti.
Dunque, dopo aver messo la cenere in testa, cosa posso dire? Cosa posso fare?
Beh, ripartire dalle ceneri è, intanto, un atto di purificazione, benefico per chiunque.
E comunque, dal mio punto di vista, proprio nelle difficoltà occorre ritrovare il senso della responsabilità; non mollare, proseguire.
Troppo facile aver coltivato per un anno questa esperienza e poi, di fronte alle difficoltà, tirarsi indietro, disimpegnarsi. Ne vale la pena, a proseguire, se crediamo che domani, o dopodomani, possa esserci una Latiano migliore. In questa direzione, oggi un piccolo contributo spetta a noi offrirlo; dopo di noi toccherà ad altri.
E’ fondamentale, inoltre, a mio avviso, introdursi in questa, auspicata, nuova fase lasciando fuori l’ansia del “non riuscito” o del “non ancora fatto” poiché occorre ricordarsi le cose buone, e comunicarle: penso all’approccio avuto sui temi dell’urbanistica e della viabilità, senza posizioni preconcette, con disponibilità al confronto, con la lente della legalità; penso all’impegno profuso per dotare il Comune di Latiano di nuovi Regolamenti sul conferimento degli incarichi professionali; penso allo sforzo corale compiuto per non perdere il finanziamento sul polo museale, e la conseguente realizzazione dell’opera; penso alla costante valorizzazione della filiera corta; penso alla collaborazione con le associazioni dei consumatori; penso alla soluzione innovativa di attrarre le sponsorizzazioni dei privati su iniziative culturali volute e programmate dall’Amministrazione Comunale; penso all’impegno per un corretto smaltimento dei rifiuti solidi urbani, con ripetuti interventi ispettivi sui rifiuti scaricati nelle campagne o, comunque impropriamente, anche negli angoli del centro urbano (da cui sono talvolta scaturiti esiti sanzionatori); penso all’impianto fotovoltaico e pompe di calore nelle scuole “Filippo Errico” e “Benedetto Croce”; penso al finanziamento intercettato per effettuare indagini sulla sicurezza dei solai di alcuni edifici scolastici. E certo altro mi sfugge.
Per proseguire, oltre la buona volontà e la consapevolezza di potercela fare, ci vogliono gesti nuovi (o rinnovati): ritrovare, tutti, lo spirito che ci ha mossi a questo impegno; ricordare sempre le ragioni che ci hanno fatto scegliere, reciprocamente, come compagni di strada; liberarci dal condizionamento del confronto ed aprirci finalmente, perché sappiamo farlo, al contributo di chiunque davvero voglia darlo in direzione del bene comune.
E per proseguire occorre pure  - a mio parere -  poter contare sul sostegno degli Uffici comunali: è necessario un riordino, certo, ma per valorizzare le professionalità, non per comprimerle; alcuni settori vanno arricchiti di competenze, altri vanno decongestionati; non si tratta di operare uno “spoil system” alla latianese ma di realizzare una nuova alleanza con il personale dipendente del Comune, in funzione del conseguimento di un maggiore benessere per tutta la comunità; occorre liberare le risorse disponibili, per assumere, il più possibile, nuovo personale (anche attraverso le stabilizzazioni), sulla base di un piano triennale ben ragionato, perché penso che le Amministrazioni non sono giudicate per quanto spendono (quindi, in tal caso, per quanto assumono) ma per quanto quella spesa, purché sostenibile, produce in termini di quantità e qualità dei servizi!
Solo così credo che ci metteremo nelle condizioni per fare, fino in fondo, la nostra parte. E solo di questo, a mio modo di vedere, si tratta: di fare fino in fondo, ciascuno, la sua parte. Il mio “passo avanti” (che comunque si realizza sia nei limiti delle prerogative istituzionalmente riconosciute e sia nel rispetto delle persone che ricoprono i diversi ruoli) non è proteso a mettermi al riparo da probabili “debacle” o a riservarmi una diversa prospettiva politica; credo nel valore dell’alternanza (che può essere più drastica di un cambio di ruoli tra le forze di maggioranza e quelle di minoranza rappresentate nelle sedi istituzionali); oggi tocca a noi ed abbiamo semplicemente il dovere di mettercela tutta, magari senza dimenticare che anche la minoranza consiliare, così come ogni componente politica pur non rappresentata nella Pubblica Assise Cittadina, ha le sue competenze e sensibilità che vanno valorizzate nell’interesse di tutti.
Io, insomma, ho fatto i miei errori; non credo però di aver sbagliato a sostenere la candidatura a Sindaco di Mino Maiorano: ho ancora fiducia in lui e credo che, facendo tesoro dell’esperienza acquisita in questo primo anno, con l’educazione che lo contraddistingue, con l’affabilità che è un suo carisma, ma con maggiore fermezza, saprà guidare la “squadra” verso la realizzazione di ciò che è possibile, spiegare ai latianesi i motivi che ritardano o impediscono il conseguimento di risultati attesi, garantire la trasparenza del “palazzo” e di chi temporaneamente lo frequenta.
Se anche questo si rivelerà un errore… sarò pronto ad assumermi ogni mia ulteriore responsabilità politica.
Latiano, 8 agosto 2016
Gabriele Argentieri

martedì 21 giugno 2016

Peggio soli

Credo che le più recenti sedute del Consiglio Comunale possano aver insegnato, a tutti, qualcosa.
Credo che, da solo, nessuno vada lontano.
Credo che occorra fare di più, insieme. Credo che, insieme, si possa fare di più.
Credo che occorra valorizzare il Consiglio Comunale quale sede privilegiata di confronto e di decisione, quale organo cardine di indirizzo strategico: non possiamo limitarci ad “andare” in Consiglio Comunale quando lo sollecita l’opposizione oppure quando lo impone la legge.
Credo però che, in quella sede, dobbiamo spogliarci dalla tentazione di primeggiare, dobbiamo abbandonare la strada del confronto “muscolare” (da una parte la dialettica talvolta sprezzante, dall’altra la “mannaia” della superiorità numerica: a volte sembra un dialogo tra sordi; è comunque una performance, per tutti, impegnativa ma poco produttiva  - o addirittura controproducente -  per la comunità).
Le difficoltà e le complessità che affronta oggi chiunque si approcci a guidare un’Amministrazione Comunale sono tali da non potersi consentire la permanenza di un clima di conflittualità: soprattutto in un Comune piccolo e con poche potenzialità come quello di Latiano, laddove anche pregresse progettualità che hanno consentito di intercettare virtuosi finanziamenti, in ragione delle vigenti “regole” della finanza pubblica, possono rappresentare un capestro.
Allora, chiunque si dica disponibile ad offrire un contributo alla vita della comunità deve fare, concretamente, la sua parte: occorre l’umiltà di rendersi disponibili ad accogliere i contributi ed occorre l’umiltà di rendersi disponibili ad offrire i contributi di cui si dispone, senza strumentalizzazioni; occorrono gesti di accoglienza reciproca; sul piano del bene comune, occorre pure accantonare i personalismi; occorre far circolare le informazioni affinché tutti siano messi, sempre, nella condizione di partecipare consapevolmente.
Sono convinto che il Consiglio Comunale sia la più alta espressione civica della comunità.
E Latiano dispone anche di una Società Civile vivace e capace. Ci sono forze politiche non rappresentate in Consiglio Comunale che  - dopo questa parentesi temporale che mi vede, indegno, tra i protagonisti -  avranno la loro giusta opportunità: anche del loro contributo, già oggi, non si può fare a meno.
Non è il tempo, questo, dell’autosufficienza.
Credo, invece, che sia, questo, il tempo della corresponsabilizzazione: nel rispetto della volontà popolare, certo, ma anche nel rispetto dell’intelligenza e della dignità di ciascuno.
So che il rispetto, così come il dialogo, sono conquiste. E queste conquiste sono strumenti fondamentali se davvero si intende fare, insieme. Adoperiamoci, dunque, per stabilire condizioni di rispetto reciproco e di vero dialogo: se non si muove il primo passo, non si inizia a camminare.
La campagna elettorale è finita ormai da un anno; si tornerà a votare solo fra quattro anni: rendiamoli, quanto più è possibile, utili alla comunità!
Da oggi si deve voltare pagina: chi  - a partire da me -  non dovesse rendersi disponibile ad un cambio di rotta, credo che dovrà assumersene la responsabilità di fronte ai latianesi.
Gabriele Argentieri