sabato 21 agosto 2010

Il Federalismo non disgreghi

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, è intervenuto nei giorni scorsi a Stresa nell’ambito delle celebrazioni per il 155esimo anniversario della nascita del beato Antonio Rosmini.
A margine di tale incontro, lo stesso cardinale Bagnasco ha rilasciato una intervista a “L’Osservatore Romano” nella quale, tra l’altro, rispondendo proprio ad una domanda sull’attualità del progetto politico federalista propugnato nell’‘800 da Rosmini, ha così risposto: «La molteplicità, in tutti i campi, è una ricchezza se costruisce l'unità; se invece disgrega e allontana, allora non diventa più un valore ma un disvalore. Si vorrebbe, a tutti i livelli e in tutti gli ambiti, che le specificità delle persone, come delle culture e delle regioni, diventino una ricchezza per il bene dell'insieme, un bene che deve essere reale per tutti».

giovedì 19 agosto 2010

Centro islamico in Puglia. Curto (UDC) : "No alle moschee, sì alle chiese"

Riporto, qui di seguito, per stimolare una comune riflessione sull’argomento, un comunicato del sen. Euprepio Curto, consigliere regionale UDC, diffuso ieri dal Servizio Stampa della Regione Puglia.

“E’ abbastanza singolare che un esponente politico del partito del presidente della Regione, a cui più che ad altri dovrebbe essere nota la scala delle priorità dei pugliesi, e soprattutto delle emergenze con cui alla ripresa dell’attività legislativa ci confronteremo in Regione, proponga la realizzazione in Puglia di un Centro di cultura e religione islamica, di cui non solo non si avverte il bisogno, ma che potrebbe addirittura costituire occasione per riaprire antiche contrapposizioni socio-culturali”.

A criticare senza mezzi termini la proposta del consigliere regionale Franco Pastore (Sel), che aveva proposto l’apertura anche in Puglia di un Centro di cultura e religione islamica, sulla scorta dell’iniziativa assunta dal presidente degli Stati Uniti Barak Obama, è il consigliere regionale Udc, Euprepio Curto.

“Giudico non positivamente – ha dichiarato Curto – la tendenza, in verità molto venata di mero provincialismo, di mutuare iniziative già assunte da soggetti, sia pure di alto spessore, che per ruolo ricoperto, per responsabilità assunte, per particolari condizioni storico-politiche proprie del Paese in cui esercitano il ruolo di governo, possono avere una giustificazione. E, pur tuttavia, ciò che può essere condivisibile negli Stati Uniti d’America non si può, se non abbiamo perso il senso del limite, trasferirlo sic et simpliciter, nel nostro Paese. Meglio: nella nostra Regione”.

“Mi permetto pertanto – ha concluso Curto – di suggerire al collega Pastore di abbandonare un’idea che ha tutte le caratteristiche di una, sia pur intelligente, provocazione, per assumerne un’altra: una volta verificato il costo dell’eventuale realizzazione del Centro islamico, chiedere che la Regione Puglia impegni la stessa cifra per il recupero statico-architettonico delle tante bellissime chiese di Puglia”.

martedì 17 agosto 2010

Un Paese senza leader

Nelle ultime settimane ho ricevuto numerose e-mail che mi inducono a ritenere che esistano le condizioni per dare vita ad un dibattito destinato ad incidere sulla qualità della vita politica locale, anche attraverso il coinvolgimento attivo, in essa, di uomini e donne “nuovi”: non “nuovi” per la mancanza di esperienza; non “nuovi” per il vuoto ideale che esprimono; non “nuovi” per la incapacità progettuale che manifestano… ma “nuovi” per le competenze che hanno maturato nella loro vita professionale; “nuovi” per la lucidità di analisi e di visione prospettica; “nuovi” per le sensibilità affinate nell’ambito del loro percorso formativo; “nuovi” per la freschezza del contributo che possono apportare nell’ottica del bene comune.
Propongo qui di seguito, a tal proposito, per una comune riflessione, il testo della rubrica "Primopiano" del n. 33 di Famiglia Cristiana, uscito in edicola lo scorso 11 agosto.
Dedico questo post, e le considerazioni che da esso potrebbero scaturire, al Presidente Francesco Cossiga, un democratico cristiano, un cattolico liberale, un leader, uno statista vero.


Ha sollevato una grande bagarre la recente denuncia della Chiesa circa l’assenza in Italia di una classe dirigente all’altezza della situazione. In una stagione densa di sfide e problemi, essa lamenta un vuoto di leadership. In tutti i settori. La politica, anzitutto, non svolge la funzione che dovrebbe competerle. Ma analoghe carenze si riscontrano nel mondo imprenditoriale, nella comunicazione e nella cultura. Persino nella società civile e nell’associazionismo.
Mancano persone capaci di offrire alla nazione obiettivi condivisi. E condivisibili. Non esistono programmi di medio e lungo termine. Non emerge un’idea di bene comune, che permetta di superare divisioni e interessi di parte. Se non personali. Si propone un federalismo che sa di secessione. Senz’anima e solidarietà. Un Paese maturo, che deve mirare allo sviluppo e alla pacifica convivenza dei cittadini, non può continuare con uomini che hanno scelto la politica per “sistemare” sé stessi e le proprie “pendenze”. Siamo lontani dall’idea di Paolo VI, che concepiva la politica «come una forma di carità verso la comunità», capace di aiutare tutti a crescere.
L’opinione pubblica, sebbene narcotizzata dalle Tv, è disgustata dallo spettacolo poco edificante che, quasi ogni giorno, ci viene offerto da una classe politica che litiga su tutto. Lontana dalla gente e impotente a risolvere i gravi problemi del Paese. La richiesta della Chiesa di “uomini nuovi” trova ampi consensi tra la gente. Anche se non sono mancate critiche, da chi si sente nel mirino della denuncia. C’è chi ha parlato di mancanza di gratitudine, per il sostegno che una parte politica dà ai “valori irrinunciabili” e alle opere della religione. Soprattutto in un Paese difficile da governare. E refrattario a qualsiasi riforma di grande respiro.
Tra le reazioni più forti, c’è chi s’è chiesto da che pulpito venga la predica. Perché mai la Chiesa si chiama fuori dalle responsabilità? Non fa parte, essa stessa, della classe dirigente del Paese? E perché non guarda alle carenze di quel mondo cattolico fortemente intrecciato nelle vicende nazionali? Accuse solo in parte giustificate. Nel richiamare al senso del bene comune quanti occupano posti di alta responsabilità, la Chiesa è cosciente che anche il mondo cattolico deve fare la sua parte. E assumersi di più i ruoli che contano.
Da tempo, Papa e vescovi hanno lanciato l’appello: «Giovani politici cattolici cercansi». Per invitare i credenti più impegnati a misurarsi con il destino della nazione. In ruoli di grande responsabilità pubblica, così come sono ben presenti nel volontariato e nell’associativismo. Sono molte le figure autorevoli nella comunità ecclesiale. Tanto più queste cresceranno, tanto più se ne gioverà l’intero Paese. Ma la Chiesa è anche chiamata a valutare quanto, di fatto, i propri quadri più alti rappresentino dei punti di riferimento etico e spirituale per tutta la nazione.

venerdì 13 agosto 2010

Fogna bianca: manutenzione e completamento della rete.

Ho consegnato oggi, all'Ufficio Protocollo del Comune di Latiano, la seguente nota - a firma mia e del consigliere comunale Mauro Vitale - indirizzata al Sindaco ed agli Organi di Informazione.
Evidenziamo all’attenzione del Sindaco la problematica relativa al deflusso dell’acqua piovana nell’intersezione tra via Scazzeri e via Mustich.
Più volte, in quel tratto, si sono registrati allagamenti, con danni per le abitazioni vicine, a seguito di abbondanti piogge.
I cittadini direttamente interessati alla problematica chiesero un intervento, del Sindaco allora in carica, già con una lettera del 26 marzo 2008.
Il 25 giugno 2009, con un’altra missiva che riportava in calce ben sessantaquattro sottoscrittori, la questione fu addirittura portata all’attenzione del Prefetto.
In quella circostanza i cittadini ipotizzarono, al rappresentante del Governo, che a causare l’annoso problema fosse stata la chiusura del canale di vico Foscolo e la costruzione di un muro sul canale di drenaggio che un tempo conduceva l’acqua piovana verso la campagna.
Certo è che un intervento risolutorio richiederebbe l’impiego di ingenti risorse e sarebbe da inserire in una programmazione di medio termine.
L’Amministrazione precedente, anche per i tristi fatti a tutti noti, non ha evidentemente avuto il tempo di risolvere il problema.
Riteniamo pertanto opportuno invitare l’Amministrazione Comunale in carica ad inserire tale questione - qualora non lo avesse già fatto - nel proprio piano dei lavori pubblici.
Cogliamo l’occasione per evidenziare anche la necessità di un tempestivo intervento di pulizia e disinfezione delle condotte della fogna bianca, spesso maleodoranti soprattutto nelle ultime settimane di caldo estivo e dalle cui caditoie fuoriescono insetti tanto piccoli quanto fastidiosi, i pappataci, che mettono a repentaglio la salute dei cittadini.
A tal proposito invitiamo l’Amministrazione Comunale a consultare, in internet, l’interessante blog “Latiano Itaca”, che ha ampiamente documentato lo stato di cattiva manutenzione in cui versano le condotte di via Cavour, via Mustich, piazzale Stazione e via De Virgilis.

martedì 10 agosto 2010

Strade rurali. La risposta, a Cavallo.

Apprendo dal blog “La voce di Latiano” (latiano.splinder.com) che l’Amministrazione Comunale annuncia, per bocca del consigliere Tommaso Cavallo, che, dopo aver rattoppato tutte le strade urbane, rattopperà quelle rurali.
E’, questa, una risposta, precisa, alla mia segnalazione dei giorni scorsi.
Ringrazio pertanto l’Amministrazione Comunale per aver almeno delegato un suo sostenitore ad esprimersi (in altre circostanze, l’unica risposta era stato il silenzio!).
E ringrazio anche il consigliere Cavallo per essersi, a suo modo, espresso.
Prendo atto che il criterio per la priorità di intervento è stato individuato nella collocazione delle strade - urbane o extraurbane - e non nel loro stato di conservazione.
Io, forse, avrei fatto diversamente.
Spero tuttavia che l’azione di rattoppo (altro che “respiro lungo”!; sempre di rattoppo si tratta!) non raggiunga troppo tardi le strade rurali poiché si rischierebbe di dover rifare interamente alcuni tratti di esse già oggi ampiamente dissestati.
A margine di ciò, osservo come Cavallo utilizzi un argomento concreto e serio, quale, appunto, la manutenzione della rete viaria, per offrire una lezione gratuita di sapienza politica (!) e… per intimarmi il silenzio.
Naturalmente, rispedisco al mittente l’intimazione ma non senza commentare che ognuno ha il suo stile, il suo modo di essere. Io cerco di convivere con il mio e spero che l’impacciato consigliere Cavallo, a causa di ciò, non si lasci sopraffare dalla disperazione.

domenica 8 agosto 2010

A 51 anni dalla morte di don Luigi

Don Luigi Sturzo, nato a Caltagirone il 26 novembre 1871, moriva a Roma l’8 agosto 1959. Ritengo dunque opportuno richiamare, proprio oggi, la valenza dell’impegno civile e politico di quest’uomo che volle innovare lo stile della presenza dei cattolici in politica, che si impegnò a cercare un’alternativa al socialismo ed al liberalismo, che fu oppositore del fascismo, che fu favorevole al libero mercato ma molto attento alle questioni sociali e sensibile alle tematiche etiche richiamate dalla Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica.
Invito i pazienti lettori di questo blog a dedicarsi ad una breve ricerca, anche on line, sulla vita di quest’uomo, per cogliere, anzitutto, le tante similitudini tra l’odierna realtà storico – sociale e quella, della Sicilia del primo ‘900, prima ancora che italiana, in cui si trovò ad operare Sturzo.
"Pochi — scrisse Gabriele De Rosa — ebbero, come Sturzo, la conoscenza specifica della struttura agraria e artigianale siciliana e la sua capacità di analisi degli effetti negativi del processo di espansione del capitalismo industriale sui fragili mercati del Sud e sulla piccola e media borghesia agricola e artigiana locale, che si sfaldava sotto i colpi di una impossibile concorrenza. Tra le cause della disgregazione dei vari ceti artigianali in Sicilia, Sturzo indicava la 'forte concorrenza delle grandi fabbriche estere o nazionali di materie prime'; la lotta 'rovinosa' che si facevano gli artigiani locali, la mancanza di capitali, l'indebitamento, l'impoverimento delle campagne dovuto alla crisi agraria".
Nel 1900, essendosi scatenata in Cina la persecuzione dei Boxers, che volevano la cacciata degli stranieri, Sturzo presentò anche formale domanda al suo vescovo per partire missionario in quelle terre lontane ma, date le precarie condizioni di salute che avevano caratterizzato l’esistenza di don Luigi sin dalla nascita, il presule negò il consenso.
Sturzo sostenne che la religione non può essere strumento di governo (si pensi invece, a tal proposito, ai nostri contemporanei “talebani” in alcuni Paesi orientali) e che, poiché in Italia il cristianesimo aveva in qualche modo influenzato culturalmente ogni componente politica del suo tempo, l’individuo rimaneva libero di scegliere la sua appartenenza politica secondo la propria coscienza di cittadino e di credente. Nel sostenere ciò, a conferma dell’intento non strumentale della sua iniziativa politica, Sturzo fondò il Partito Popolare Italiano, come partito aconfessionale, palesandone in tal modo la concezione liberale.
In economia Sturzo cercò una alternativa sociale e cattolica al movimento socialista ( “la base del fatto sociale è da ricercarsi nell’individuo”) senza però scadere nell’individualismo.
Sturzo non fu tuttavia un liberale classico poiché da un lato denunciò il capitalismo di Stato, dilapidatore di risorse, e dall’altro rimase convinto della possibilità di interventi dello Stato in economia, sia pure per periodi brevi e finalizzati a risultati specifici.
Sturzo, con il suo pensiero, oltre che il Partito Popolare Italiano, fondò il Popolarismo: una dottrina politica originale, che ha avuto molti richiami in Europa, che è oggetto tuttora di dibattito e che, a mio modesto avviso, non è stata ancora adeguatamente assimilata proprio dai cattolici italiani impegnati in politica.

venerdì 6 agosto 2010

Strade rurali in dissesto. Per il reperimento dei fondi necessari alla manutenzione, si è pensato ai finanziamenti comunitari?

Ho depositato ieri, presso l'Ufficio Protocollo del Comune, la seguente nota indirizzata al Sindaco e, per conoscenza, agli Organi di Informazione. Evidenzio una problematica, quella dello stato di dissesto in cui versano tratti importanti della rete viaria extraurbana, che mi è stata segnalata da numerosi cittadini. Il mio intento è assolutamente costruttivo (se si vuole, anche collaborativo!): il problema è reale e non ho avuto problemi ad affermare di aver sottoposto la questione, nello scorso mese di febbraio, anche alla precedente Amministrazione Comunale, che provvide a riempire le buche senza apporti lo strato di asfalto e, dunque, senza risolvere il problema poichè le piogge hanno puntualmente ripristinato l'originaria condizione. Lamento però di aver già sollevato il problema, con un'altra missiva, all'Amministrazione in carica, lo scorso 1 giugno, e di non aver ricevuto in merito alcun riscontro, nemmeno di presa d'atto della mia segnalazione. Spero allora, almeno questa volta, di trovare un cenno di attenzione.
Con nota depositata presso l’Ufficio Protocollo del Comune lo scorso 1 giugno, ho invitato l’Amministrazione Comunale ad inserire, tra le proprie priorità, un intervento finalizzato a risolvere lo stato di dissesto in cui versano le strade rurali appartenenti al territorio latianese.
In quella circostanza ho evidenziato che risulta essere particolarmente problematica la condizione dell’arteria extraurbana che costeggia il cimitero per poi inoltrarsi verso le contrade Grottole, Lupocaruso, Tussano, Marangiosa, Coltura, Ospedale e Scaracci.
Ho anche evidenziato, tra l’altro, come tale tratto stradale, di notevole lunghezza, interessi numerosi cittadini latianesi proprietari di terreni limitrofi ed assuma importanza in quanto consente di raggiungere siti di interesse archeologico (Grottole), naturalistico (il boschetto di contrada Scaracci), storico (Ospedale e Coltura, con l’antica chiesa di San Donato ed una neviera in stato di buona conservazione), economico – produttivo (la masseria Marangiosa).
La strada rurale in parola è stata realizzata dall’Amministrazione Comunale latianese all’incirca trent’anni addietro ed oggi necessita di un intervento conservativo il cui differimento determinerebbe un aggravio dei costi successivi poiché ne richiederebbe probabilmente il completo rifacimento.
La precedente Amministrazione Comunale aveva provveduto, per l’ennesima volta, a riempire le buche senza ahimé apporvi lo strato di asfalto e le piogge avevano poi puntualmente ripristinato l’originaria condizione di dissesto.
A seguito della mia segnalazione di ormai oltre due mesi addietro, non solo non ho constatato il realizzarsi di alcun intervento di manutenzione del tratto stradale indicato ma, soprattutto, non ho avuto modo di riscontrare alcun cenno da parte dell’Amministrazione Comunale, anche solo di presa d’atto della problematica o di informazione in merito alla pianificazione di interventi futuri.
Mi preme sottolineare che la necessità di porre in essere interventi di manutenzione interessa anche altre strade rurali, la cui rete complessiva - sul territorio comunale di Latiano - rappresenta un patrimonio di grande valore per gli operatori agricoli nonché per i villeggianti.
Faccio appello, pertanto, all’apertura al dialogo costruttivo, tra maggioranza ed opposizione, alla quale proprio Lei, Sindaco, si è reso disponibile nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Comunale, auspicando un interessamento sulla questione anche mediante l’avvio di una azione di reperimento di risorse extracomunali da destinare allo scopo segnalato.

giovedì 29 luglio 2010

Esercizio finanziario 2009 (gestione Zizzi - Ruggiero): consenso unanime

E' stato diffuso stamane il seguente comunicato stampa della sezione locale UDC, con il quale si intende lanciare un segnale chiaro di disponibilità al dialogo a quanti - al di là delle appartenenze politiche - siano davvero unicamente interessati al bene comune. Credo infatti che ci siano oggi soggetti politici (eletti e non ) interessati a stabilire un perenne stato di conflitto finalizzato a confermare uno status quo che garantisce solo interessi particolari.
Il commissario cittadino ed il gruppo consiliare Udc esprimono viva soddisfazione per l’approvazione, all’unanimità, da parte del Consiglio Comunale, del rendiconto di gestione dell’esercizio 2009.
Tale documento attesta un avanzo di amministrazione, al 31 dicembre 2009, di € 1.021.292,22 ed un risultato economico di € 395.080,20 che testimoniano la prova di buona amministrazione offerta dalla precedente compagine di governo cittadino.
Altresì risultano essere pienamente rispettati tutti i parametri imposti dalla legge e soprattutto dal patto di stabilità.
Dati finanziari ancor più rilevanti, questi, se si considera che l’Amministrazione uscente, orfana del proprio Sindaco, ha dovuto operare con minori entrate e trasferimenti per più di € 600.000,00 rispetto ai passati anni.
Tutto ciò libera il campo da ogni strumentalizzazione tesa ad alimentare contrasti ed incomprensioni nell’ambito del centrosinistra latianese e conferma il ruolo strategico dell’Udc cittadino anche nei rapporti con la coalizione di centrodestra.
Il Commissario Cittadino UDC, Giovanni Bruno
I Consiglieri Comunali, Claudio Ruggiero, Gabriele Argentieri, Mauro Vitale, Salvatore Zucchero

mercoledì 28 luglio 2010

L'Assessore sulle giostre

L’Amministrazione Comunale interviene sulla questione – biglietti per le giostre, da me sollevata, e lo fa attraverso l’Assessore alle Attività Produttive (vedi http://latiano.splinder.com).
Il “solerte” Assessore (il mio intervento, del resto, era di “soli” sette giorni prima) “mutua” pensieri e parole che già avevo letto sul blog di un altro esponente della maggioranza ma è il senso delle cose che conta e non intendo certo sottolineare le carenze dialettico – letterarie di alcuno. Diciamo piuttosto che l’Assessore alle Attività Produttive Maurizio Chionna (appuntiamone il nome poiché ne sentiremo parlare ancora molto) ha voluto “aderire”, legittimamente, a qualcosa che era stato già prodotto (o, meglio, pensato, scritto) da altri: temo che questa cominci ad essere una caratteristica ricorrente nelle vicende della Giunta Comunale in carica!
Mi tranquillizza però che su un tema apparentemente secondario l’Amministrazione avverta la sensibilità di intervenire e di chiarire che nessun biglietto è stato distribuito agli “amici degli amici” ma che, anzi, l’Amministrazione Comunale «nella persona dell’Assessore Maurizio Chionna, ha distribuito i biglietti in questione alla Parrocchia del Sacro Cuore, alla Cooperativa “Artemide”, alla Cooperativa sociale “Ametista” e agli assistenti sociali del Comune di Latiano» (qualche nome errato, nel comunicato, testimonia solo il fatto che l’Assessore stia ancora conoscendo la Città che già amministra).
Certo, i toni utilizzati nel comunicato sono di sberleffo al sottoscritto, che in sostanza non riuscirebbe a vedere gli altri, più seri, problemi presenti nel vissuto quotidiano dei latianesi. Ma riscontro ben due interventi (a dire il vero uno, ed il suo surrogato) di risposta alla mia provocazione e ciò può testimoniare solo due cose: o l’argomento da me sollevato ha sorpreso qualcuno con le dita nella marmellata o, più auspicabilmente, è stato inteso il mio richiamo a non distrarsi sul fronte etico.
Bene.
Molto bene. Poiché si è colta, all’inizio di una esperienza amministrativa della nostra Città, la valenza anche educativa dell’esercizio del potere (ribadisco quanto possa essere devastante, a mio parere, il messaggio, rivolto ai giovanissimi, che, nella vita, gli amici dei potenti di turno “non debbano pagare il biglietto”) e perché, allo stesso tempo, si è consentito a ragazzi meno fortunati di godere di un sano divertimento.

lunedì 26 luglio 2010

Bentornato, "Polis"!

Ho ritrovato con piacere in edicola, ieri, come sempre a distribuzione gratuita, “Polis”: il giornale fondato da Giovanni Rubino, la voce del movimento Ecopacifisti – A Sinistra di Latiano. E’ tornato, dunque, un importante luogo di analisi, di discussione e di confronto, sempre fedele allo slogan “agire localmente, pensare globalmente”. E’ più bello fare politica, anche dalla mia collocazione, sapendo che ora c’è di nuovo “Polis”.

mercoledì 21 luglio 2010

Biglietti gratuiti per il Luna Park

Ho consegnato stamane all'ufficio protocollo del Comune di Latiano le seguenti considerazioni, una lettera indirizzata al Sindaco nonchè per conoscenza agli organi di informazione:

Mi è stato riferito da alcuni giovanissimi concittadini che nei giorni scorsi, in concomitanza con i festeggiamenti in onore della patrona di Latiano, Santa Margherita, Consiglieri ed Amministratori Comunali avrebbero distribuito biglietti gratuiti per il luna park.
Premetto di non comprendere pienamente le ragioni che, se ciò dovesse rispondere al vero, avrebbero potuto indurre i giostrai a cedere biglietti gratuiti ad esponenti politici locali.
E qualora ciò fosse avvenuto, magari in segno di amicizia verso la comunità ospitante, sarebbe interessante conoscere i criteri di distribuzione delle gratuità.
Mi auguro, ad esempio, che se i biglietti gratuiti siano davvero stati posti nella disponibilità di Consiglieri o Amministratori Comunali, gli stessi possano poi essere stati assegnati ai meno abbienti, attraverso l’operato dell’Ufficio Servizi Sociali o tramite le Parrocchie, i Centri Sociali, le Case – Famiglia.
In caso contrario inviterei tutti a riflettere sulla devastante testimonianza offerta alle giovani generazioni - principali fruitrici delle “giostre” - in merito alla pratica della preferenza per gli “amici degli amici”.
Per non parlare, inoltre, della mancanza di rispetto che - favorendo l’accesso gratuito di persone benestanti - si sarebbe consumata ai danni dei giostrai: preziosi sopravvissuti di un mestiere antico e romantico che è anzitutto scelta di vita, con tutti i disagi che comporta.
Gabriele Argentieri - Consigliere comunale

lunedì 19 luglio 2010

Contro le mafie

Apprendo dal blog di Leopoldo Calò (http://blog.libero.it/bloglatiano) che ieri sera, durante il concerto dei Boom da Bash presso il parco archeologico di Muro Tenente, uno dei due rappers che si esibivano (anche a spese della Città di Latiano!) ad un certo punto, dopo la mezzanotte, abbia detto che “la mafia uccide ma almeno dà lavoro, chi ci frega veramente è lo Stato”. Tutto ciò sarebbe avvenuto - ma posso anche togliere il condizionale poiché della onestà intellettuale dell’avvocato Calò mi fido ampiamente - alla presenza, tra gli altri, di qualche esponente della maggioranza consiliare latianese. E nessun rappresentante istituzionale ha avvertito la responsabilità, la necessità e l’urgenza di prendere il microfono e di affermare, con fermezza, il più netto dissenso da tale devastante messaggio, pronunciato peraltro nel giorno dell’anniversario dell’uccisione del giudice Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta. Non ho da aggiungere nulla. Ogni mio ulteriore commento potrebbe infatti apparire strumentale ad una disputa politica di basso profilo. La gravità di ciò che è accaduto è oggettiva. Sta al Sindaco ed all’Amministrazione Comunale dare un segnale di buon senso: spero, davvero, che non tardi a venire.

"Noretta" ci ha lasciati

E' morta Eleonora Moro, la vedova di Aldo Moro, lo statista democristiano ucciso dalle Brigate rosse.
Aveva quasi 95 anni. I funerali si sono svolti oggi pomeriggio a Torrita Tiberina, il paese dove è sepolto l'ex leader democristiano. Sarà sepolta accanto al marito. La donna è mancata nella sua abitazione romana.
Dopo l'agguato che provocò l'uccisione degli uomini della scorta il 16 marzo 1978, la signora Moro, riservata e decisa, per salvare la vita del marito cominciò a bussare a tutte le porte, senza mai arrendersi.
La sua composta fermezza convinse perfino il pontefice Paolo VI, che scrisse una lettera toccante "agli uomini delle Brigate rosse". Uno spiraglio di speranza la signora Moro credette di trovarlo anche nella posizione del leader socialista Bettino Craxi, che voleva percorrere una via della trattativa.
Quando però il 9 maggio del 1978, dopo 55 giorni di prigionia, Aldo Moro venne trovato morto in via Caetani, la vedova iniziò una dura protesta contro i sostenitori della "linea della fermezza" nelle trattative con i terroristi, in particolare il segretario della Dc Benigno Zaccagnini, l'allora presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, e il ministro dell'Interno, Francesco Cossiga. Per protesta partecipò ai funerali degli uomini della scorta, trucidati nel blitz delle Brigate rosse in via Fani, ma rifiutò quelli di Stato per il marito.
Eleonora Chiavarelli aveva sposato Aldo Moro nel 1945, dopo averlo frequentato negli anni della FUCI. E’ curioso apprendere che fu, proprio lei, tra i più ardenti contestatori della linea tenuta da Giulio Andreotti come Presidente Nazionale “reggente” della FUCI negli anni della Guerra: Andreotti, peraltro, in tale carica fu successore proprio di Aldo Moro (!), il quale dovette cedere la presidenza del movimento poiché impegnato nel servizio militare. I coniugi Moro hanno avuto quattro figli: Maria Fida, Agnese, Anna e Giovanni. Alla moglie il presidente della Democrazia cristiana aveva indirizzato alcune delle 86 lettere inviate dal carcere delle Brigate rosse. In una di queste scriveva: "Ti abbraccio forte, Noretta mia, morirei felice se avessi il segno della vostra presenza, sono certo che esiste, ma come sarebbe bello vederla". Le Brigate rosse non hanno però mai consegnato questa lettera, ritrovata solo anni dopo che Moro era stato ucciso.

sabato 10 luglio 2010

Dottor Jekyll o mister Hyde?

Poche ore addietro abbiamo diffuso il seguente comunicato congiunto delle Segreterie Cittadine latianesi dell'UDC, del Partito Democratico e della Federazione Verdi. Mi auguro che il Sindaco De Giorgi utilizzi tale spunto per riflettere e - nell'interese della Città, oltre che del suo destino politico - per trovare la forza di affermare un concetto molto semplice: i latianesi, sia pure di stretta misura, hanno scelto lui come Sindaco e non possono tollerare che altri, al suo posto, esercitino il potere. Per il Sindaco De Giorgi, la "missione" politica non si è esaurita con l'elezione ma, anzi, è entrata nel vivo proprio in quel momento. Dunque, che il Sindaco De Giorgi si appropri in pieno delle sue prerogative, amministri la città, governi la sua maggioranza e tenga a bada i cattivi suggeritori, che vogliono solo isolarlo per farne lo strumento dei loro disegni (certo sconosciuti, ed anche per questo non votati, dall'elettorato latianese).
Agli Organi di Informazione
OGGETTO: Comunicato stampa.
Il Sindaco De Giorgi invita l’opposizione al dialogo ed allo stesso tempo insinua che la precedente Amministrazione ha lasciato il Comune di Latiano sull’orlo del dissesto finanziario.
Questa ambiguità ricorda purtroppo un celebre personaggio della letteratura, noto come “Dottor Jekyll e Mister Hyde”.
Riteniamo doveroso puntualizzare che il bilancio preventivo per l’esercizio 2010 è stato approvato dalla nostra maggioranza con tutti i crismi di legge, certificato da tutti i funzionari, compreso il Segretario Generale, e validato dai Revisori dei Conti.
Anche il patto di stabilità risulta validato da ogni competente organo di controllo.
Prova di tutto ciò è la circostanza che l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco De Giorgi ha già effettuato variazioni di bilancio per centinaia di migliaia di euro per spese facoltative: laddove in bilancio non vi fossero stati fondi, non sarebbe stato possibile nominare l’Ufficio di Gabinetto!
Questa è la realtà dei fatti.
Non si comprende pertanto l’accanimento dell’attuale maggioranza verso Uffici e Professionisti che certamente hanno offerto, e continuano ad offrire, il loro competente contributo al funzionamento della macchina amministrativa comunale.
Il Sindaco De Giorgi scelga dunque quale condotta tenere: se quella della onestà intellettuale o quella dell’ambiguità politica che probabilmente gli è ispirata da cattivi suggeritori.
LE SEGRETERIE CITTADINE
UDC, PD, VERDI

martedì 6 luglio 2010

Berlusconi. Un passo indietro, please!

Che l'anno 2010 sarebbe stato assai critico per l'economia mondiale e, dunque, anche per quella italiana, era cosa assai risaputa già nella scorsa estate. La realtà, purtroppo, non ha deluso le attese ed oggi riscontriamo che la Borsa di Milano, nei primi sei mesi del 2010, ha "bruciato" addirittura il 19% del suo valore (hanno fatto peggio, in Europa, solo Grecia e Spagna) e, come ciò non bastasse, l'ultimo rapporto Istat ha fotografato la cruda realtà di un giovane italiano su tre senza lavoro, a fronte di un tasso di disoccupazione stabile all'8,7%. Di fronte a tutto questo, il Governo italiano che fa? Discute di intercettazioni, di faide interne al PdL, di legittimo impediamento. Intendiamoci: non è certo il Governo Berlusconi ad aver determinato l'attuale stato di crisi economica, che invece trae origine da un fenomeno internazionale i cui "vizi" trascendono ampiamente i nostri confini nazionali ed hanno origini remote anche nel tempo. Ciò che si contesta al Governo italiano tuttora in carica è però l'incapacità di affrontare una situazione di straordinaria criticità, che richiederebbe interventi strutturali e non soluzioni - tampone sostanzialmente mirate a fare cassa chiedendo ulteriori sacrifici soprattutto ai soliti noti (leggi: i lavoratori dipendenti e gli enti locali). Quel che sta accadendo è un po' la sintesi della crisi del bipolarismo italiano, nato come rimedio alle degenerazioni della cosiddetta "Prima Repubblica" e ritrovatosi ormai logoro prima dello scoccare dei suoi primi venti anni. L'attuale sistema non è maturato poichè entrambe le coalizioni, a turno, si sono ritrovate ostaggio degli estremismi. Oggi assistiamo, ad esempio, ad un governo vittima dell'estremismo egoista e populista della Lega Nord. La "Seconda Repubblica" non ha mai prodotto alcuna fase di benessere per il Paese e non ha posto le basi per una modernizzazione dello Stato poichè è stata incapace di esprimere un'azione riformatrice di ampio respiro. Silvio Berlusconi è il simbolo della "Seconda Repubblica" e mostra ormai tutti gli acciacchi determinati dall'usura di un sistema politico nazionale la cui raffigurazione più eloquente consiste in una legge elettorale che, in sostanza, in assenza di preferenze, consente ai Partiti di "nominarsi" i Parlamentari. Di fronte a tutto questo occorre un passo indietro, per porre fine all'agonia di un Governo, capace solo di "tirare a campare", e di un sistema politico al giorno d'oggi decisamente inadeguati. Il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, politico avveduto e di lungo corso, ha compreso la complessità del momento e non rinuncia a lanciare puntualmente i suoi richiami, spesso incompresi proprio dai suoi compagni di Partito. Una fase di transizione, peraltro gradita ai mercati internazionali e funzionale al varo delle riforme più urgenti, potrebbe essere assicurata da un Governo di responsabilità nazionale, o di larghe intese, insomma concepito su una larga maggioranza, trasversale agli attuali schieramenti e dunque poco sensibile agli umori dei sondaggi ed alle difese corporative.

giovedì 1 luglio 2010

Per protesta, fuori dal Consiglio Comunale

Ho diffuso pochi minuti addietro il seguente comunicato stampa congiunto dei gruppi UDC e Partito Democratico in seno al Consiglio Comunale di Latiano.
I gruppi consiliari Udc e Partito Democratico hanno abbandonato i lavori della seduta odierna del Consiglio comunale avendo richiesto, vanamente, l’anticipazione di alcuni argomenti all’ordine del giorno di particolare rilevanza democratica.
I componenti dei gruppi consiliari Udc e Pd hanno chiesto che ogni atto del Consiglio comunale fosse preceduto dalla enunciazione, da parte del Sindaco, degli indirizzi generali di governo e delle linee programmatiche, ai sensi dell’art. 6 del Regolamento del Consiglio comunale: tale adempimento avrebbe dovuto compiersi già nella seduta di insediamento così come avviene in ogni Comune d’Italia!
Inoltre, i rappresentanti Udc e Pd avevano chiesto di anticipare la discussione sulla modifica dell’art. 106 dello Statuto al fine di far affermare il pieno rispetto, anche all’interno del Consiglio comunale di Latiano, del principio della irretroattività della legge e degli atti amministrativi affinché ogni soggetto possa valutare le conseguenze dei propri atti in base alla legge vigente al momento in cui l’atto è compiuto.
In particolare, l’attuale maggioranza in Consiglio comunale intende cancellare la norma che prevede la incompatibilità alla carica di revisore per tutti coloro i quali risultavano essere candidati nelle ultime elezioni amministrative e che non avevano conseguito la elezione.
La ragione della norma statutaria è quella di impedire speculazioni politiche ed atti clientelari.
Tali determinazioni assumono connotazioni ancora più gravi se si considera che il Consiglio comunale era stato convocato anche per discutere della destinazione urbanistica di via Roma a fini commerciali senza che ai consiglieri comunali (anche a quelli della maggioranza) fossero notificati lo studio di fattibilità e le entità progettuali e senza che tale trasformazione urbanistica fosse preventivamente approvata dalla competente Commissione consiliare (non ancora costituita).
Nella impossibilità di instaurare un dibattito sereno e rispettoso della legge oltre che dei ruoli politici di maggioranza e di opposizione, i gruppi consiliari Udc e Pd - ritenendo peraltro che il comportamento di chiusura fin qui assunto dall’Amministrazione comunale corrisponda solo ai disegni oscuri di cattivi suggeritori - intendono proseguire nella loro azione di protesta.
Qualora tale atteggiamento dell’Amministrazione comunale rappresenti una reazione alla protesta levata alcune settimane addietro dall’Udc e dal Pd contro l’istituzione dell’Ufficio di Gabinetto, si invitano il Sindaco, gli Assessori ed i Consiglieri comunali di maggioranza a promuovere, al loro interno, una riflessione finalizzata a comprendere l’inutilità ed anche la controproducenza dei tre consulenti incaricati.
Si ribadisce pertanto la ferma protesta per la nomina dell’Ufficio di Gabinetto, i cui costi avrebbero potuto essere orientati verso la soluzione dei tanti problemi concreti che ogni giorno i cittadini latianesi sono costretti ad affrontare.
L’azione di protesta dell’Udc e del Pd ha trovato anche l’adesione politica della Federazione dei Verdi, a conferma della tenuta di una coalizione che rappresenta la metà dell’elettorato latianese.
Il Gruppo Consiliare UDC
Claudio Ruggiero
Gabriele Argentieri
Mauro Vitale
Salvatore Zucchero
Il Gruppo Consiliare PD
Antonio Gioiello

domenica 27 giugno 2010

Ospite al Congresso cittadino dell'Italia dei Valori

Venerdì scorso, 25 giugno, su delega del commissario cittadino dell'UdC, Giovanni Bruno, ho partecipato - in qualità di ospite - al congresso locale dell'Italia dei Valori. I lavori sono stati presieduti da Lorenzo Caiolo, ex sindaco di San Vito dei Normanni, fine pedagogista, abile organizzatore, in passato anche prezioso collaboratore del Comune di Latiano nell'ambito di iniziative rivolte ai minori; ha fatto gli onori di casa, naturalmente, il sen. Giuseppe Caforio, di cui ho cari ricordi risalenti ai primi anni '80, a tante serate trascorse (spesso nello studio del "professore" Tanzarella) accanto a mio padre, insieme a suoi cari amici; ho notato, ed apprezzato, una presenza prevalentemente giovanile. Nel mio breve intervento ho auspicato che, pur nel doveroso rispetto dei distinti ruoli di maggioranza e di opposizione assegnati dall'elettorato, presto tornino a prevalere, nel panorama politico locale, condizioni di dialogo e di rispetto reciproco. Ciò a condizione che l'Amministrazione Comunale si predisponga, finalmente, ad operare con buon senso, in piena autonomia da cattivi consiglieri.

venerdì 18 giugno 2010

Una proposta, al Sindaco ed agli Assessori: sospendetevi gli emolumenti economici!

Il gruppo consiliare UdC ha proposto la seguente mozione, che non ha mancato di suscitare un ampio ed animato dibattito tra tutti i cittadini latianesi.
In ottemperanza a quanto previsto dal Regolamento Comunale e dal d.lgs. n. 267/2000, al fine di esercitare facoltà e prerogative proprie e consone allo status di consiglieri comunali rappresentanti il Gruppo Consiliare “U.d.C.”, si chiede l’inserimento e conseguente calendarizzazione, nei termini regolamentari, della seguente

M O Z I O N E
- premesso
che il Legislatore Nazionale, al fine di contenere la spesa pubblica e di “tagliare” i costi della politica con legge n. 42/2010 disponeva la riduzione del numero dei consiglieri comunali e del numero degli assessori;
- espresso
che per le medesime finalità, contenimento dei costi della politica, veniva disposta l’abrogazione della figura del difensore civico, del direttore generale e di altre figure o incarichi a determinazione politico-clientelare;
- rilevato
che la pressante crisi economica ed il preoccupante aumento della soglia di povertà delle diverse classi sociali, portava il Legislatore ad emanare norme anti-crisi prevedendo, oltre le diverse ipotesi di rimodulazione della spesa pubblica (a mò di esempio congelamento degli aumenti contrattuali in materia di pubblico impiego, innalzamento a 65 anni di età per il pensionamento delle impiegate nella pubblica amministrazione, abrogazione di enti parassitari e fondazioni inutili etc. etc.) disponeva per legge la riduzione degli stipendi e delle indennità per cariche politiche del 10%;
- dato atto
che tutto il panorama politico nazionale e locale, dalla Regione Veneto alla Provincia di Brindisi, recependo gli indirizzi del Governo centrale e per palesi ragioni di etica politico-sociale poneva in essere atti amministrativi concreti (riduzione degli stipendi, rimodulazione delle cariche assessorili, decurtazione delle indennità politiche da devolvere in contributi ad associazioni, eliminazione delle auto blu e dei cellulari) per ridurre la spesa pubblica e tagliare gli ingenti costi della politica;
- rimarcato
che in via del tutto irrazionale, quanto aberrante per ogni coscienza civica e politica, l’Amministrazione Comunale di Latiano, con discutibili quanto arbitrari atti di giunta e decreti sindacali prevedeva la istituzione di un gabinetto la cui spesa, in danno della collettività, è pari ad Euro 361.535,00;
- rilevato
che le ragioni di tale opinabile quanto mortificante scelta politica, costitutendo prova provata della manifesta incapacità della Giunta nella sua interezza e di ogni singola espressione assessorile di attendere alle funzioni ed alle responsabilità loro demandate dalla legge e dal corpo elettorale;

SI PROPONE

di abrogare, nelle forme di legge e nel tipo di atto amministrativo più idoneo al raggiungimento dello scopo prefissato, ovvero di sospendere le indennità economiche di carica del Sindaco e degli assessori in maniera proporzionale e funzionale alla durata in carica del gabinetto del Sindaco.
Il Gruppo Consiliare U.d.C.
Gabriele Argentieri, Claudio Ruggiero, Mauro Vitale, Salvatore Zucchero

sabato 12 giugno 2010

OPPOSIZIONE

E' stato affisso stamattina il seguente manifesto a firma, oltre che mia, degli altri componenti il gruppo consiliare comunale UdC e del commissario cittadino dello stesso Partito. Sull'argomento - consulenti intendiamo insistere ancora, con altre, prossime, iniziative politiche.
“IL GABINETTO” DI DE GIORGI?
372.725,00 Euro… alla faccia dei Latianesi

Inizia nel peggiore dei modi l’attività della nuova Giunta Municipale di Latiano. Il Sindaco De Giorgi ha deciso di nominare un gruppo di collaboratori e pagarli profumatamente con i soldi di tutti i latianesi. Non contento della sua Giunta (?), il Sindaco ha costituito un ufficio a parte (chiamato “ufficio di gabinetto”) che si occupa di tutta l’attività politica e amministrativa di Latiano. I miracolati di questa nomina, fatta dalla Giunta senza nessun bando, senza nessuna evidenza pubblica, senza nessuna pubblicità sono tre:
- Giovanni Papadia, già sindaco, capo di gabinetto, € 45.967,00 all'anno;
- Tonino Papadia, anch’egli già sindaco, segretario particolare del Sindaco € 12.728,00 all'anno;
- Giuseppe Di Leo, segretario particolare del sindaco, € 15.850,00 all'anno.
In cinque anni i tre signori per sole tre ore lavorative al giorno costeranno a tutti Noi ben

TRECENTOSETTANTADUEMILASETTECENTOVENTICINQUEEURO

alla faccia di tanti giovani disoccupati, colpevoli di non essere “soggetti di fiducia” del Sindaco De Giorgi, e di tanti latianesi bisognosi di contributi ed assistenza di cui solo uno è stato beneficiato di “ben” 35,00 Euro con Delibera di Giunta n. 90/2010.

GRAZIE Sindaco, di averci fatto capire quali sono le sue “ombre” neopatentate.
E IO PAGO...
Firmato: i consiglieri comunali Gabriele Argentieri, Claudio Ruggiero, Mauro Vitale, Salvatore Zucchero; il commissario cittadino UdC, Giovanni Bruno.

martedì 1 giugno 2010

Strade rurali: un patrimonio da conservare

Ho consegnato stamane, all'Ufficio Protocollo del Comune di Latiano, la seguente nota indirizzata al Sindaco ed inviata, per conoscenza, agli Organi di Informazione.
Invito la nuova Amministrazione Comunale ad inserire, tra le proprie priorità, un intervento finalizzato a risolvere lo stato di dissesto in cui versano alcune strade rurali appartenenti al territorio latianese.
Particolarmente problematica risulta essere la condizione dell’arteria extraurbana che costeggia il cimitero per poi inoltrarsi verso le contrade Grottole, Lupocaruso, Tussano, Marangiosa, Coltura, Ospedale e Scaracci.
Preme evidenziare come tale tratto stradale, di notevole lunghezza, interessi numerosi cittadini latianesi proprietari di terreni limitrofi ed assuma importanza in quanto consente di raggiungere siti di interesse archeologico (Grottole), naturalistico (il boschetto di contrada Scaracci), storico (Ospedale e Coltura, con l’antica chiesa di San Donato ed una neviera in stato di buona conservazione), economico – produttivo (la masseria Marangiosa).
Più volte la stessa associazione Pro Loco ha dato luogo a sue iniziative presso tali contrade, a sottolinearne le molteplici ragioni di richiamo.
La strada rurale in parola è stata realizzata dall’Amministrazione Comunale latianese all’incirca trent’anni addietro ed oggi necessita di un intervento conservativo il cui differimento determinerebbe un aggravio dei costi successivi poiché ne richiederebbe probabilmente il completo rifacimento.
Nei mesi scorsi si è provveduto, per l’ennesima volta, a riempire le buche senza ahimé apporvi lo strato di asfalto e le recenti piogge hanno puntualmente provveduto a ripristinare l’originaria condizione di dissesto.
Si chiede pertanto un interessamento finalizzato alla definitiva soluzione del problema.
Gabriele Argentieri - Consigliere Comunale UdC

domenica 23 maggio 2010

Verso il Partito della Nazione

Ho inviato ieri mattina - al sen. Euprepio Curto, Consigliere Regionale e Commissario Provinciale UdC, ed al Presidente della Provincia Massimo Ferrarese - la seguente nota di adesione al progetto, presentato a Todi nei giorni scorsi dall'on. Pierferdinando Casini, che condurrà alla nascita del Partito della Nazione. Tale comunicato è stato già ripreso da diversi Organi di informazione.
Aderisco con entusiasmo al progetto presentato a Todi dall’on. Pierferdinando Casini che, entro fine anno, condurrà alla nascita del Partito della Nazione.
E’ giunto il tempo di offrire una alternativa a questa politica bloccata da un bipolarismo che non è mai maturato perché è rimasto sempre condizionato dagli estremismi.
E’ giunto il tempo di dare vita ad un Partito che parli il linguaggio della riconciliazione nazionale e che guardi al futuro scommettendo in una reale modernizzazione del Paese.
Un progetto così ambizioso non poteva essere realizzato solo dall’UdC.
Non basta più, infatti, un Partito di interposizione tra i due schieramenti, bisogna predisporre una nuova offerta politica, figlia delle grandi culture del Centro.
Occorre ora il coraggio di mettersi in discussione, come ha fatto nella scorsa settimana l’on. Lorenzo Cesa azzerando le cariche interne del partito.
E occorrono anche formule innovative, per coinvolgere e rendere protagonisti quanti oggi si tengono ai margini della politica.
Aderisco quindi al progetto dell’on. Casini, impegnandomi sin da ora a fare la mia parte per favorire l’incontro con chi è disponibile a dare vita, con noi, al nuovo Partito e per esprimere un fermo “no!” alla retorica del “qui va tutto bene”.
Io, così come tanti miei amici, purtroppo non penso affatto che qui vada tutto bene.
Avverto anzi un bisogno diffuso di maggiore giustizia sociale, tra le persone e tra i territori.
Penso che oggi l’Italia abbia necessità di un progetto politico dal futuro lungo, che sappia interpretare fedelmente tale bisogno.
Dalla Provincia di Brindisi potrà venire un contributo determinante per la formazione del nuovo Partito.
Gabriele Argentieri - Consigliere Comunale UdC, Latiano

mercoledì 19 maggio 2010

La prima volta in Consiglio Comunale

Ieri sera ha avuto luogo la seduta di insediamento del Consiglio Comunale. In qualità di consigliere anziano ho presieduto i lavori nelle prime fasi - di esame delle condizioni di eleggibilità e di compatibilità degli eletti, di surroga dei consiglieri nominati assessori e di giuramento del sindaco - fino alla elezione del nuovo presidente della pubblica assise cittadina. Si è proceduto poi alla comunicazione ufficiale, da parte del Sindaco, in merito alle deleghe conferite ai singoli assessori da lui prescelti. Io sono stato eletto quale componente della Commissione Elettorale, in rappresentanza delle forze di opposizione. Si sono infine comunicati i nomi dei capigruppo. Nel mio intervento ho manifestato l’apprezzamento, della sezione cittadina UdC e di noi tre consiglieri eletti nella lista (oltre me, Mauro Vitale e Salvatore Zucchero) per la decisione di Claudio Ruggiero di aderire al nostro gruppo. Ruggiero, in qualità di rappresentante UdC, è stato il candidato sindaco di una coalizione che comprendeva, oltre il nostro Partito, anche il Partito Democratico e la Federazione dei Verdi. Per questo Ruggiero avrebbe potuto dichiararsi indipendente in Consiglio Comunale e costituire, anche da solo, un gruppo autonomo (prerogativa, questa, riconosciuta dal Regolamento Comunale del Consiglio Comunale ai candidati sindaco non eletti). Ruggiero invece, coerentemente, ha voluto stare con noi. E noi gli abbiamo voluto confermare la fiducia già espressagli nel momento in cui abbiamo voluto candidarlo sindaco, eleggendolo come nostro capogruppo. L’UdC, comunque, non dimentica di essere un Partito di centro, di estrazione moderata e di ispirazione cristiana, che si è presentato all’elettorato latianese - conseguendo peraltro un eccezionale successo elettorale - quale componente di una coalizione di centrosinistra. Da qui dovremo partire per caratterizzare la nostra presenza quale forza di opposizione in Consiglio Comunale. Comunque, al di là della cronaca dei lavori e della riflessione politica, devo ammettere che, per me, la seduta consiliare di ieri ha rappresentato motivo di grande emozione personale. Aspettavo da tanto quel momento - vi sono giunto pervaso dalla grande responsabilità che mi attende anche dai banchi dell’opposizione - e credo che non lo dimenticherò mai.

martedì 18 maggio 2010

Con “L’isola che non c’è”, presso la "zona 167"

Domenica mattina, 16 maggio, ho partecipato ad una interessante iniziativa organizzata dall’associazione “L’isola che non c’è” presso la zona 167 di Latiano. In un’aiuola che fino a pochi giorni addietro era piena di erbacce e ricettacolo di rifiuti sono stati messi a dimora sei giovani alberi di leccio, offerti dall’Amministrazione Provinciale, e varie piantine di fiori offerte da fiorai locali. La cura di ciascun albero, e delle piantine che lo adornano, è stata poi affidata a dei bambini residenti nelle vicinanze. Poca è stata la partecipazione popolare a questa iniziativa; assente l’Amministrazione Comunale (seppure invitata dagli organizzatori). Credo che questo genere di iniziative, finalizzate al recupero delle periferie ed alla valorizzazione degli spazi verdi, proseguirà. Ed altra gente non mancherà di accostarsi.

venerdì 7 maggio 2010

Una sala del teatro comunale "Olmi" a "zio Pino"

Ho consegnato stamane presso la Segreteria del Sindaco di Latiano la seguente proposta di intitolazione di una sala del teatro comunale "Olmi" al prof. Peppino Tanzarella.
La recente scomparsa del prof. Peppino Tanzarella ha richiamato l’attenzione sull’importanza dei contenitori culturali - cinema, teatri, musei, biblioteche - quali baluardi a presidio di un modo efficace ed originale di diffondere la conoscenza, ieri contrastato dall’isolamento in cui versava la Provincia dell’Italia meridionale, oggi minacciato dalle straordinarie potenzialità di internet che rimangono tuttavia refrattarie, per loro essenza e tipicità, ad una necessità di completamento della comunicazione con le emozioni che sono correlate ai suoi contenuti.
Il bagaglio culturale di cui oggi dispongono le comunità locali è pregnato dell’esperienza di luoghi, atmosfere, situazioni, in cui si sono determinate tante conoscenze e la tipicità della loro consequenziale assimilazione.
E’ allora, ad esempio, grazie alla vera e propria lotta per la sopravvivenza delle sale teatrali e cinematografiche, di cui Tanzarella si è reso protagonista insieme ad altri in Puglia, che oggi la nostra Regione è diventata una delle location più ambite del cinema italiano, con ciò che ne consegue in termini sia di promozione del territorio sia di consolidamento di uno spirito di appartenenza ad esso, alla sua storia ed alle sue tradizioni, soprattutto da parte delle giovani generazioni (si pensi, a tal proposito, al ritrovato orgoglio per la salentinità).
Occorre dunque sottolineare il valore di queste testimonianze e preservarne il ricordo.
Propongo perciò di intitolare al professor Peppino Tanzarella la sala del “suo” teatro Olmi, che pochissimi giorni addietro lo ha accolto per l’estremo saluto.
Esprimo fiducia nella volontà, dell’Amministrazione Comunale latianese, di raccogliere tale mia proposta, di condividerne lo spirito e di individuare i percorsi amministrativi più idonei per realizzarla.

mercoledì 5 maggio 2010

Oggi la proclamazione degli eletti al Consiglio Comunale

Ha avuto luogo oggi, alle ore 12, presso la sala "Flora" di Palazzo Imperiali, la proclamazione degli eletti al Consiglio Comunale. Clima formale, ma anche di cordialità tra i presenti. La Presidente della Commissione Elettorale Centrale ha dato lettura del verbale. Poi l'augurio a tutti di buon lavoro, un applauso, le foto. Per me, che subito dopo sono tornato a Brindisi, al lavoro, le ore seguenti sono state improntate ad una maggiore consapevolezza circa il mandato di responsabilità, a rappresentarli, conferitomi dai cittadini. Spero che questa consiliatura sia prospera di risultati per il bene della nostra Latiano. Io mi impegno a fare la mia parte. Spero di essere all'altezza del compito.

venerdì 16 aprile 2010

Sulla frana di Montaguto, che ha tagliato in due il Paese

A Montaguto, con Massimo Ferrarese, per ricucire l’Italia.
La frana che ha interrotto la linea ferroviaria tra la Puglia e la Campania ha reso palese il divario infrastrutturale fra il nord ed il sud d’Italia nonché la distanza reale tra le nostre città ed il cuore politico – economico del Paese.
Ora occorre intavolare una vertenza senza sconti con un governo nazionale sempre più ostaggio dei ricatti leghisti.
Che la frana di Montaguto segni l’inizio del riscatto di un meridione violentato, che rivendica pari opportunità al fine di poter rendere più competitiva la propria irriducibile operosità.
Per questo, almeno idealmente, a Montaguto sono oggi al fianco del Presidente della Provincia di Brindisi.

giovedì 1 aprile 2010

344 LIBERI E FORTI

Non è facile esprimere, in parole, i sentimenti che provo di fronte al risultato elettorale da me conseguito nella consultazione del 28 e 29 marzo scorsi.
Gratitudine, anzitutto, verso chi si è recato alle urne per scrivere il mio cognome sulla scheda.
E gratitudine infinita verso chi, e sono stati tanti, già a partire dal mese di gennaio si è speso in mio favore per presentarmi a chi gli è vicino, per consentirmi di “entrare” nelle famiglie come candidato al Consiglio Comunale.
La cifra di 344 voti, a Latiano, non può essere frutto di un risultato personale; soprattutto se chi è destinatario di tale consenso si propone all’elettorato per la prima volta.
Dietro tale risultato ci sono stati l’impegno e la faccia, oltre che miei, di tanti amici.
Non è mancata la benevolenza, certo, verso la mia storia e verso la mia persona, di qualche leader politico locale più o meno recente.
Ma nessun “padrino”, nessuno “sponsor”: a ciò mi sono sottratto (pur dando a tutti atto della disponibilità da più parti offertami, pur manifestando gratitudine, pur cogliendo l’opportunità di “giocarmi la partita”, a titolo personale, in ogni varco resosi disponibile) per rispetto di chi ha atteso, sollecitato e sostenuto senza “se” e senza “ma” la mia “discesa in campo”.
Dietro le 344 preferenze confluite su di me, ci sono nomi e volti ben scolpiti nella mia mente.
E’ stato un lavoro corale.
E’ stato un successo di gruppo.
Queste persone, insieme a me, conoscono chi mi ha votato.
Ognuna di queste persone sa anche chi verso la mia persona o verso il mio disegno politico ha manifestato - legittimamente - dubbi, perplessità, diffidenza.
Siamo quindi all’inizio di un percorso.
L’obiettivo non è “convincere tutti” ma “offrire un contributo per il bene comune”.
Ora ho il dovere di “dare cittadinanza”, nel contesto politico locale, a questo gruppo di persone pensanti, a questa massa critica, composta da molti giovani, che esprime il disagio di vivere in un contesto cittadino problematico come quello latianese.
Amiamo Latiano; abbiamo deciso di vivere qui, laddove siamo nati; vogliamo rendere più vivibile, più accogliente, più moderna, questa Città.
So che il consenso da me ricevuto comprende sensibilità anche diverse da quelle che tradizionalmente si riconoscono nel Partito in cui mi sono candidato, l’U.D.C.. Pertanto, pur rimarcando la mia appartenenza partitica - peraltro coerente con una tradizione famigliare e con un percorso formativo sempre inseriti nel solco del popolarismo europeo - avverto il dovere di svolgere il mio mandato preservando sempre la mia libertà al fine di garantire, in ogni momento, serenità di valutazione, disponibilità all’ascolto, inflessibilità su valori e principi non negoziabili.
Se questa libertà - unico vero presupposto perché io non tradisca le aspettative del mio composito elettorato - richiederà la rinuncia a poltrone, io vi rinuncerò.
Comunque, dai banchi del Consiglio Comunale - laddove siederò qualsiasi possa essere l’esito del ballottaggio - mi impegno ad essere sempre me stesso, a non tradire chi crede in me, a non perdere la lucidità di analisi che finora mi ha contraddistinto, a non rinunciare mai all’azione che riterrò giusta (anche laddove la stessa possa farmi patire incomprensioni).
Ora però è il tempo di finalizzare questo indiscutibile successo.
Se l’avv. Claudio Ruggiero sarà eletto Sindaco di Latiano, il mio impegno potrà essere più efficace: questo, chi è con me non può dimenticarlo.

mercoledì 17 marzo 2010

Le mie idee per una Latiano migliore

Venerdì sera, 19 marzo, alle ore 21, su Tele Radio Città Bianca, presenterò le mie idee per il governo della Città nei prossimi cinque anni. La trasmissione sarà replicata domenica 21 marzo, alle ore 13.30.

mercoledì 24 febbraio 2010

Per la prima volta MI CANDIDO, da sempre M’IMPEGNO


Ognuno vive a modo suo le varie esperienze della vita. Anche io, a modo mio, vivo l’esperienza, questa mia esperienza, di candidato al Consiglio Comunale. Non si tratta, per me, di una vicenda frutto del caso. Ho voluto candidarmi. Ho voluto candidarmi adesso. Sono onorato di cimentarmi quando i candidati Sindaco in lizza - nei vari schieramenti - sono tutti professionisti “prestati” alla politica e quando, dunque, i “politici latianesi di professione” sembrano aver fatto un passo indietro. Per me si tratta di una verifica, di un esame di ciò che sono stato finora, sotto il profilo non solo politico ma, più complessivamente, personale. Chiedo il consenso ai miei concittadini, consapevole di essere all’altezza del compito (almeno sotto l’aspetto delle competenze) per il quale mi propongo. Se sarò premiato, mi impegnerò con tutte le mie forze al servizio di Latiano. Se il consenso non verrà, raccoglierò ogni critica e ne farò tesoro per diventare una persona migliore di quella che sono stato fino ad oggi.

venerdì 12 febbraio 2010

Con Claudio Ruggiero Sindaco

L’Avvocato Claudio Ruggiero è il candidato Sindaco dell’UDC, sostenuto anche dal Partito Democratico e dalla Federazione dei Verdi.
Si tratta di una chiara scelta di continuità con l’esperienza politico – amministrativa traumaticamente conclusasi anzitempo per la scomparsa di Graziano Zizzi.
La coalizione, tuttavia, si propone, soprattutto sotto il profilo programmatico, di dare nuovo slancio al programma dell’Amministrazione Comunale uscente, attraverso una rilettura dello stesso a due anni dalla sua presentazione all’elettorato nonché alla luce delle esigenze nuove che emergono dalla realtà sociale contingente.
In questo senso, un contributo alla definizione del programma per il governo della Città di Latiano nei prossimi cinque anni è stato apportato anche da esponenti politici che, nella scorsa tornata elettorale, non avevano appoggiato Zizzi.
Nelle liste dei candidati al Consiglio Comunale a sostegno di Ruggiero, che si vanno definendo in questi giorni, si contano infatti alcuni ex esponenti sia del centrodestra, sia di formazioni di sinistra che - oltre ad essere state all’opposizione della Giunta – Zizzi - ancora oggi, a Latiano, non risultano alleate dell’UDC.
Questa convergenza testimonia la volontà di dare vita ad un impegno comune finalizzato ad imprimere quella, più volte da tutti auspicata, “svolta” alle sorti della nostra Città.
Claudio Ruggiero è persona seria, dispone di esperienza nella gestione della Cosa Pubblica e, particolarmente a seguito dell’incidente in cui fu coinvolto lo scorso 14 agosto Graziano Zizzi, ha dato prova di grande capacità di mediazione.
Tutto ciò, unitamente alle comuni radici democratiche e cristiane, mi fa riconoscere in Claudio Ruggiero un Candidato Sindaco meritevole di sostegno.