venerdì 16 aprile 2010

Sulla frana di Montaguto, che ha tagliato in due il Paese

A Montaguto, con Massimo Ferrarese, per ricucire l’Italia.
La frana che ha interrotto la linea ferroviaria tra la Puglia e la Campania ha reso palese il divario infrastrutturale fra il nord ed il sud d’Italia nonché la distanza reale tra le nostre città ed il cuore politico – economico del Paese.
Ora occorre intavolare una vertenza senza sconti con un governo nazionale sempre più ostaggio dei ricatti leghisti.
Che la frana di Montaguto segni l’inizio del riscatto di un meridione violentato, che rivendica pari opportunità al fine di poter rendere più competitiva la propria irriducibile operosità.
Per questo, almeno idealmente, a Montaguto sono oggi al fianco del Presidente della Provincia di Brindisi.

giovedì 1 aprile 2010

344 LIBERI E FORTI

Non è facile esprimere, in parole, i sentimenti che provo di fronte al risultato elettorale da me conseguito nella consultazione del 28 e 29 marzo scorsi.
Gratitudine, anzitutto, verso chi si è recato alle urne per scrivere il mio cognome sulla scheda.
E gratitudine infinita verso chi, e sono stati tanti, già a partire dal mese di gennaio si è speso in mio favore per presentarmi a chi gli è vicino, per consentirmi di “entrare” nelle famiglie come candidato al Consiglio Comunale.
La cifra di 344 voti, a Latiano, non può essere frutto di un risultato personale; soprattutto se chi è destinatario di tale consenso si propone all’elettorato per la prima volta.
Dietro tale risultato ci sono stati l’impegno e la faccia, oltre che miei, di tanti amici.
Non è mancata la benevolenza, certo, verso la mia storia e verso la mia persona, di qualche leader politico locale più o meno recente.
Ma nessun “padrino”, nessuno “sponsor”: a ciò mi sono sottratto (pur dando a tutti atto della disponibilità da più parti offertami, pur manifestando gratitudine, pur cogliendo l’opportunità di “giocarmi la partita”, a titolo personale, in ogni varco resosi disponibile) per rispetto di chi ha atteso, sollecitato e sostenuto senza “se” e senza “ma” la mia “discesa in campo”.
Dietro le 344 preferenze confluite su di me, ci sono nomi e volti ben scolpiti nella mia mente.
E’ stato un lavoro corale.
E’ stato un successo di gruppo.
Queste persone, insieme a me, conoscono chi mi ha votato.
Ognuna di queste persone sa anche chi verso la mia persona o verso il mio disegno politico ha manifestato - legittimamente - dubbi, perplessità, diffidenza.
Siamo quindi all’inizio di un percorso.
L’obiettivo non è “convincere tutti” ma “offrire un contributo per il bene comune”.
Ora ho il dovere di “dare cittadinanza”, nel contesto politico locale, a questo gruppo di persone pensanti, a questa massa critica, composta da molti giovani, che esprime il disagio di vivere in un contesto cittadino problematico come quello latianese.
Amiamo Latiano; abbiamo deciso di vivere qui, laddove siamo nati; vogliamo rendere più vivibile, più accogliente, più moderna, questa Città.
So che il consenso da me ricevuto comprende sensibilità anche diverse da quelle che tradizionalmente si riconoscono nel Partito in cui mi sono candidato, l’U.D.C.. Pertanto, pur rimarcando la mia appartenenza partitica - peraltro coerente con una tradizione famigliare e con un percorso formativo sempre inseriti nel solco del popolarismo europeo - avverto il dovere di svolgere il mio mandato preservando sempre la mia libertà al fine di garantire, in ogni momento, serenità di valutazione, disponibilità all’ascolto, inflessibilità su valori e principi non negoziabili.
Se questa libertà - unico vero presupposto perché io non tradisca le aspettative del mio composito elettorato - richiederà la rinuncia a poltrone, io vi rinuncerò.
Comunque, dai banchi del Consiglio Comunale - laddove siederò qualsiasi possa essere l’esito del ballottaggio - mi impegno ad essere sempre me stesso, a non tradire chi crede in me, a non perdere la lucidità di analisi che finora mi ha contraddistinto, a non rinunciare mai all’azione che riterrò giusta (anche laddove la stessa possa farmi patire incomprensioni).
Ora però è il tempo di finalizzare questo indiscutibile successo.
Se l’avv. Claudio Ruggiero sarà eletto Sindaco di Latiano, il mio impegno potrà essere più efficace: questo, chi è con me non può dimenticarlo.

mercoledì 17 marzo 2010

Le mie idee per una Latiano migliore

Venerdì sera, 19 marzo, alle ore 21, su Tele Radio Città Bianca, presenterò le mie idee per il governo della Città nei prossimi cinque anni. La trasmissione sarà replicata domenica 21 marzo, alle ore 13.30.

mercoledì 24 febbraio 2010

Per la prima volta MI CANDIDO, da sempre M’IMPEGNO


Ognuno vive a modo suo le varie esperienze della vita. Anche io, a modo mio, vivo l’esperienza, questa mia esperienza, di candidato al Consiglio Comunale. Non si tratta, per me, di una vicenda frutto del caso. Ho voluto candidarmi. Ho voluto candidarmi adesso. Sono onorato di cimentarmi quando i candidati Sindaco in lizza - nei vari schieramenti - sono tutti professionisti “prestati” alla politica e quando, dunque, i “politici latianesi di professione” sembrano aver fatto un passo indietro. Per me si tratta di una verifica, di un esame di ciò che sono stato finora, sotto il profilo non solo politico ma, più complessivamente, personale. Chiedo il consenso ai miei concittadini, consapevole di essere all’altezza del compito (almeno sotto l’aspetto delle competenze) per il quale mi propongo. Se sarò premiato, mi impegnerò con tutte le mie forze al servizio di Latiano. Se il consenso non verrà, raccoglierò ogni critica e ne farò tesoro per diventare una persona migliore di quella che sono stato fino ad oggi.

venerdì 12 febbraio 2010

Con Claudio Ruggiero Sindaco

L’Avvocato Claudio Ruggiero è il candidato Sindaco dell’UDC, sostenuto anche dal Partito Democratico e dalla Federazione dei Verdi.
Si tratta di una chiara scelta di continuità con l’esperienza politico – amministrativa traumaticamente conclusasi anzitempo per la scomparsa di Graziano Zizzi.
La coalizione, tuttavia, si propone, soprattutto sotto il profilo programmatico, di dare nuovo slancio al programma dell’Amministrazione Comunale uscente, attraverso una rilettura dello stesso a due anni dalla sua presentazione all’elettorato nonché alla luce delle esigenze nuove che emergono dalla realtà sociale contingente.
In questo senso, un contributo alla definizione del programma per il governo della Città di Latiano nei prossimi cinque anni è stato apportato anche da esponenti politici che, nella scorsa tornata elettorale, non avevano appoggiato Zizzi.
Nelle liste dei candidati al Consiglio Comunale a sostegno di Ruggiero, che si vanno definendo in questi giorni, si contano infatti alcuni ex esponenti sia del centrodestra, sia di formazioni di sinistra che - oltre ad essere state all’opposizione della Giunta – Zizzi - ancora oggi, a Latiano, non risultano alleate dell’UDC.
Questa convergenza testimonia la volontà di dare vita ad un impegno comune finalizzato ad imprimere quella, più volte da tutti auspicata, “svolta” alle sorti della nostra Città.
Claudio Ruggiero è persona seria, dispone di esperienza nella gestione della Cosa Pubblica e, particolarmente a seguito dell’incidente in cui fu coinvolto lo scorso 14 agosto Graziano Zizzi, ha dato prova di grande capacità di mediazione.
Tutto ciò, unitamente alle comuni radici democratiche e cristiane, mi fa riconoscere in Claudio Ruggiero un Candidato Sindaco meritevole di sostegno.

domenica 31 gennaio 2010

Sulla chiusura al traffico di piazza Umberto I

Il tema della chiusura al traffico automobilistico del centro storico della Città, o di parti di esso, ha impegnato le ultime Amministrazioni Comunali senza trovare una soluzione definitiva.
Ritengo dunque opportuno avanzare, in merito, una proposta, come contributo al dibattito generale e, soprattutto, al confronto interno al mio Partito, l’UDC, nella definizione del programma per la futura Amministrazione Comunale.
Non sono d’accordo con la chiusura al traffico, definitiva, di piazza Umberto I e delle vie limitrofe alla stessa.
Convengo invece sulla necessità di valorizzare il centro storico cittadino prevedendo, in tale ottica, la momentanea chiusura al traffico delle sue arterie in concomitanza con la realizzazione di progetti che richiamino un afflusso di pedoni.
A mio avviso, la sfida della futura Amministrazione Comunale, a proposito di valorizzazione del centro storico, starà nel predisporre un piano di attività che non abbiano il carattere della occasionalità ma che, anzi, costituiscano appuntamenti fissi in grado di consentire ai cittadini latianesi, e ad eventuali visitatori, di “appropriarsi” stabilmente di zone suggestive della Città.
Io non penso solo a piazza Umberto I, alla piazzetta capitano d’Ippolito, a via Roma ed a via Santa Margherita.
Penso invece ad un interessamento più ampio, che coinvolga, in senso modulare ed alternativamente, anche le stradine che costeggiano l’isolato della Chiesa Madre, via Attilio Spinelli, via Garibaldi, la zona tra via Scazzeri e via Mustich, gli stessi giardini pubblici in fondo a via Roma.
So che ogni progetto dovrà fare i conti con la disponibilità di risorse da parte dell’Ente Comune però ritengo che, ad esempio, non comporti un esborso economico rilevante organizzare un mercatino mensile dell’antiquariato o un mercatino mensile di prodotti agro-conserviero-alimentari locali (credo che il mercato di prodotti dell’agricoltura locale organizzato dalla Coldiretti e promosso proprio in questi giorni dall’Amministrazione Comunale potrebbe trovare una cornice simbolica e suggestiva proprio nel centro storico di Latiano).
Il coinvolgimento attivo delle associazioni, e delle loro eventuali diramazioni provinciali e regionali, potrà senza dubbio arricchire di contenuti uno sforzo di programmazione di cui, certo, la prossima Amministrazione Comunale dovrà farsi carico, magari affiancandolo ad un ulteriore potenziamento dell’organico dei Vigili Urbani.
Solo così si potrà fare di Latiano, in particolare del suo centro storico, una “vetrina” permanente, aperta a tutti.
Tutto ciò eviterà il ricorso a velleitarie “chiusure” che, in assenza di un chiaro progetto, servono solo a mortificare gli operatori commerciali già presenti nelle zone interessate.

mercoledì 27 gennaio 2010

Una nuova generazione di politici

Tengo molto a condividere con i lettori del mio blog una parte dell’intervento tenuto pochi giorni addietro dal Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nella sua prolusione al Consiglio Episcopale Permanente. Si tratta di un auspicio e contestualmente di un richiamo alla responsabilità, formulato da una autorevolissima voce della Chiesa italiana. Un richiamo che induce alla riflessione e che rende consapevoli della particolare caratterizzazione che deve assumere l’impegno politico dei fedeli laici.
«Confido in un sogno, di quelli che si fanno ad occhi aperti, e che dicono una direzione verso cui preme andare. Mentre incoraggiamo i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani, vorrei che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni. Italiani e credenti che avvertono la responsabilità davanti a Dio come decisiva per l’agire politico. So che per riuscire in una simile impresa ci vuole la Grazia abbondante di Dio, ma anche chi accetti di lasciarsi da essa investire e lavorare. Ci vuole una comunità cristiana in cui i fedeli laici imparino a vivere con intensità il mistero di Dio nella vita, esercitandosi ai beni fondamentali della libertà, della verità, della coscienza. Cresce l’urgenza di uomini e donne capaci, con l’aiuto dello Spirito, di incarnare questi ideali e di tradurli nella storia non cercando la via meno costosa della convenienza di parte comunque argomentata, ma la via più vera, che dispiega meglio il progetto di Dio sull’umanità, e perciò capaci di suscitare nel tempo l’ammirazione degli altri, anche di chi è mosso da logiche diverse».

sabato 23 gennaio 2010

Interventi contro la crisi economica. A Latiano.

Quando mancano ormai poco più di due mesi alle prossime elezioni Comunali, gli argomenti che tengono banco riguardano soprattutto l'individuazione dei candidati Sindaco. Io preferisco invece proseguire una riflessione sulle problematiche, proponendo quelle che, a mio modesto modo di vedere, possono essere le soluzioni. A dire il vero, però, ogni idea, o provocazione, sembra un sasso lanciato nello stagno poichè, purtroppo, ancora non decolla un dibattito finalizzato alla definizione di programmi improntati a cambiare le sorti della nostra Città. Da una elaborazione comune con altri due amici - Cosimino Albanese ed Enzo Parabita - è scaturito il comunicato stampa che riporto qui di seguito, diffuso oggi agli Organi di Informazione.
In vista dell’ormai imminente campagna elettorale intendiamo proporre, al nostro Partito - l’UDC - ed alla coalizione di cui fa parte, la realizzazione di due interventi urgenti, da inserire nel programma per il governo della Città, finalizzati al rilancio dell’economia locale.
Per ciò che attiene la zona PIP, sulla quale nelle scorse settimane abbiamo già avuto modo di esprimere una proposta (quella del capannone multisettoriale) che ha trovato ampio consenso tra gli operatori artigianali, riteniamo utile prevedere, come priorità anche rispetto ad un ampliamento complessivo della zona, la possibilità di una espansione delle strutture già esistenti.
In tal caso la futura Amministrazione Comunale dovrebbe avviare un’azione di esproprio dei terreni agricoli confinanti e prevedere una riduzione di alcune aree verdi pubbliche ivi insistenti, attraverso una loro riparametrizzazione.
Per ciò che attiene l’assetto urbanistico, ed in considerazione dello stato di forte crisi in cui versa il settore edilizio locale, nel condividere l’azione intrapresa dall’Amministrazione uscente allo scopo di dotare Latiano di un PUG, riteniamo necessario approvare, nelle more dell’adozione di tale documento, piani di lottizzazione che interessino zone di completamento come “mulini a vento”, Biondo, Smargiasso e via Salento.
Questi due interventi potrebbero contribuire, a nostro parere, ad una ripresa dell’economia locale.

domenica 17 gennaio 2010

Non basta accorpare le due cooperative agricole latianesi

Riporto qui di seguito un comunicato stampa diffuso ieri da me e dagli amici Cosimo Albanese ed Enzo Parabita, quale contributo al dibattito per la definizione del programma di governo della Città per i prossimi cinque anni.
Sarà formalizzato nelle prossime settimane, alla presenza del Presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, un protocollo d’intesa tra i rappresentanti della cooperativa della Riforma Fondiaria e della cooperativa L’Agricola Latianese, finalizzato all’avvio di un percorso orientato alla fusione delle due strutture.
Si tratta di un risultato importante, di una prova di responsabilità di cui va dato atto, anzitutto, alle dirigenze delle due cooperative agricole locali.
Ed un merito va riconosciuto anche a chi ha determinato un momento di incontro rivelatosi evidentemente decisivo.
Riteniamo però che la fusione non basti ad imprimere la necessaria svolta positiva da parte dell’economia agricola locale.
Occorre infatti intervenire a monte ed a valle del sistema produttivo, per ottenere risultati efficaci.
La fusione delle due cooperative determina un indubbio risultato sul fronte delle economie di scala nei processi di trasformazione.
Sarà però necessario intervenire anche sulla ulteriore qualificazione del prodotto alla pianta nonché sulla più ampia commercializzazione del prodotto trasformato.
In questa prospettiva riteniamo che l’Amministrazione Comunale possa fare concretamente la sua parte, costituendo una Agenzia che svolga la duplice funzione di orientare i produttori - nei processi di impianto, coltivazione e raccolta - e di supportare la realtà cooperativistica locale nella fase di commercializzazione di olio e vino.
Tale proposta sarà avanzata dai sottoscritti al loro Partito di appartenenza - l’UDC - perché sia discussa in sede di definizione del programma della coalizione in vista delle prossime elezioni comunali.
Cosimo Albanese
Gabriele Argentieri
Vincenzo Parabita

sabato 9 gennaio 2010

Altra priorità: la piccola impresa artigiana

Riporto, qui di seguito, un comunicato diffuso oggi da me e da Cosimo Albanese con una nostra proposta da inserire nei programmi della futura Amministrazione Comunale.
"Nell’approssimarsi della campagna elettorale per l’elezione del Sindaco e del Consiglio Comunale, riteniamo utile formulare - anche al nostro Partito, l’UDC - proposte da inserire nel proprio programma per il governo della Città e da condividere con gli alleati.
In particolare intendiamo rilanciare una proposta, già approvata dal Consiglio Comunale nei mesi scorsi, in forma di mozione che ha avuto come primo firmatario Cosimo Albanese.
Si tratta della realizzazione di un opificio industriale di circa diecimila metri quadrati, nella zona PIP, possibilmente nella parte di essa più prossima alla Strada Statale 7, attraverso una rideterminazione dei parametri dell’area destinata a verde, per consentire a piccole realtà artigianali latianesi, che attualmente operano con grande disagio nel centro abitato, una degna collocazione in zona artigianale attraverso la suddivisione di tale capannone in venti medie strutture di circa cinquecento metri quadrati ciascuna, da assegnare con apposito bando pubblico.
Si prevede che i costi di realizzazione della struttura ammonterebbero complessivamente a circa 1,6 milioni di euro e quindi il costo di ogni singolo modulo (privo, naturalmente, degli impianti che ognuno realizzerebbe a proprie spese in base alle rispettive esigenze aziendali) non supererebbe la cifra di ottantamila euro, determinando così una convenienza, e soprattutto una fattibilità, sul piano economico per gli operatori interessati.
I costi di progettazione, al fine di determinare un concreto aiuto agli operatori artigiani, non ci sarebbero poiché la stessa dovrebbe essere affidata all’Ufficio Tecnico Comunale.
Non è di minore importanza, inoltre, il fatto che, in un periodo di particolare apprensione da parte degli istituti bancari, l’iniziativa favorirebbe un più agevole accesso al credito da parte del singolo imprenditore artigiano, in quanto garante della realizzazione della struttura dovrebbe essere l’Ente Comunale attraverso il proprio istituto di tesoreria."
Cosimo Albanese
Gabriele Argentieri

lunedì 21 dicembre 2009

Avanti tutta

Riporto, qui di seguito, il documento, diffuso nei giorni scorsi, con il quale l’UDC ha delineato le condizioni della sua partecipazione a qualsiasi alleanza per le prossime elezioni comunali latianesi.
In vista delle prossime scadenze elettorali, la sezione cittadina dell’UDC intende proporsi per la guida della futura Amministrazione Comunale ed avverte la responsabilità di dare continuità all’esperienza amministrativa che si avvia ormai a conclusione a causa della tragica scomparsa del sindaco Graziano Zizzi.
Tale continuità - a parere dell’UDC - deve compiersi attraverso il percorso che condurrà alla definizione del nuovo programma per il governo della città: a partire da un’analisi di quanto è stato fin qui realizzato e dei progetti definiti ma non ancora attivati, per poi procedere alla definizione di un piano per il definitivo rilancio della nostra Latiano, in tutti i settori.
I naturali compagni di strada potranno essere gli attuali alleati nell’Amministrazione Comunale in carica ma l’UDC non manifesta preclusioni verso gli altri Partiti e Movimenti che dovessero essere disponibili a realizzare un programma nuovo senza rinnegare il lavoro compiuto nel corso degli ultimi anni.
In tal senso l’UDC registra, con soddisfazione, la disponibilità già manifestata da ampi e significativi ambiti della società civile latianese, in ordine alla loro organizzazione in liste civiche che certamente arricchiranno di contenuti il programma della coalizione e che non mancheranno di apportare sano e rinnovato entusiasmo all’attività della futura Amministrazione Comunale.
Sulla base di tali presupposti l’UDC latianese siederà ai tavoli delle trattative politiche.
Latiano, 16 dicembre 2009
IL COMMISSARIO CITTADINO
Giovanni Bruno
IL COMMISSARIO PROVINCIALE
Sen. Euprepio Curto

domenica 13 dicembre 2009

Tra le priorità, l'agricoltura

Riporto, qui di seguito, un comunicato stampa - pubblicato oggi dal "Quotidiano" - firmato da me, dal commissario cittadino dell'UDC, Giovanni Bruno, e dall'Assessore Comunale alle Attività Produttive, Salvatore Zucchero.
L’ormai imminente avvio della campagna elettorale per l’elezione del sindaco e del nuovo Consiglio Comunale, a Latiano, unitamente alla concomitanza con le elezioni regionali, offrono una importante opportunità per alzare il livello del confronto e far giungere alle istituzioni nazionali le istanze del nostro territorio, sempre più inascoltate anche perché poco e male espresse.
Occorre dunque individuare, in questo periodo, le tematiche sulle quali richiamare l’attenzione dei vertici nazionali dei partiti.
L’agricoltura, certamente, rappresenta una questione di estrema rilevanza per le sorti dell’economia cittadina.
Sul tavolo, nazionale e comunitario, si approssimano scadenze determinanti.
Basti pensare che nel 2010 parte il negoziato sul bilancio e sulle nuove priorità dell’Unione Europea, che porterà a ridisegnare l’intervento pubblico per l’agricoltura nel periodo post 2013.
Dal 2010 l’Italia, come gli altri partners europei, dovrà decidere a chi continuare ad erogare i finanziamenti della politica agricola comune (c’è chi, ad esempio, propone di indirizzare gli aiuti solo a quanti hanno la partita IVA ma anche altre soluzioni sono oggetto di dibattito nelle sedi istituzionali).
E poi c’è la questione, sempre aperta, relativa ai debiti INPS, gravati dalle sanzioni connesse sulle quali sarebbe addirittura salvifico, per molte aziende, un intervento governativo.
Nell’immediato, occorre richiamare i nostri parlamentari ad intervenire nell’iter di approvazione della Legge Finanziaria, agevolando l’introduzione di provvedimenti anticrisi, finora previsti per tutti i settori ma non per quello agricolo seppure in presenza di costi produttivi in costante ascesa e di un crollo inesorabile dei prezzi sui campi.
Insomma, sono tante le questioni legate al mondo agricolo, spesso sconosciute ai nostri parlamentari nazionali e che invece richiederebbero azioni sinergiche tra gli stessi, al di là delle rispettive appartenenze partitiche, nell’ottica della salvaguardia dell’economia locale.
Solo a seguito di una decisa inversione di tendenza a livello nazionale e comunitario, si potranno attivare interventi concreti verso il settore agricolo da parte delle Amministrazioni locali.
In termini di capacità di far valere gli interessi territoriali, ci sarebbe probabilmente da imparare molto dalle forze politiche più radicate nell’Italia settentrionale, che sono oggi in grado di esprimere un ministro delle Politiche Agricole competente e, soprattutto, assai sensibile ai problemi della sua gente.
Anche in tema di agricoltura, dunque, urge un Patto per il Mezzogiorno.

domenica 6 dicembre 2009

Si torna a casa!

Mi è stato insegnato che la politica si fa nei partiti. Dopo la decisione di rendermi autonomo dal PdL, ho ritenuto che l’approdo naturale del mio impegno potesse essere solo laddove mi conduce la mia formazione e la tradizione della mia famiglia. Credo che l’UdC, per la sua posizione centrista e democratico-cristiana, rappresenti oggi il luogo dove poter realizzare un percorso finalizzato ad offrire un futuro lungo di sviluppo alla mia città. Peraltro, l’UdC ed il PdL, a conferma della coerenza del mio percorso politico, sono i due partiti italiani che aderiscono alla grande famiglia del Partito Popolare Europeo: solo che, evidentemente, in Italia, c’è chi si colloca nel solco della testimonianza degasperiana cedendo a tentazioni autoritarie e chi non dimentica, invece, i fondamenti del confronto democratico. Riporto, qui di seguito, il comunicato stampa con cui il senatore Euprepio Curto, commissario provinciale del’UdC, ha accolto il mio ingresso nel partito:
“L’Udc di Latiano, che già all’indomani delle consultazioni provinciali si era arricchita di importanti e autorevoli contributi, si rafforza ulteriormente con l’adesione di due personalità di spicco quali Cosimino Albanese e Gabriele Argentieri”. A dichiararlo è il senatore Curto, commissario provinciale dell’Udc brindisina che, alla presenza del commissario cittadino, Giovanni Bruno, ha incontrato i due esponenti politici. “A Cosimino Albanese - ha proseguito Curto - al quale da sempre ho manifestato interesse politico per le sue indubbie qualità umane, acclarate da ripetuti e costanti consensi, e a Gabriele Argentieri, che ho sempre ritenuto una delle intelligenze più vivide dell’intero panorama politico provinciale, va il mio grazie, insieme all’augurio di buon lavoro. Così come, agli amici che già rappresentavano l’Udc, va la mia gratitudine e il mio apprezzamento per l’intelligenza, la disponibilità e l’entusiasmo con cui hanno considerato queste importanti adesioni”. “Sono convinto – ha concluso il commissario provinciale Curto – che la comunità umana e politica Udc su cui la città di Latiano potrà contare, rappresenterà non solo un fattore di crescita ma anche di innalzamento del livello qualitativo della politica latianese e brindisina”. EUPREPIO CURTO, COMMISSARIO PROVINCIALE UDC - BRINDISI

venerdì 4 dicembre 2009

Un anno dopo

Torno ad aggiornare il mio blog dopo giusto un anno. Un anno, nel corso del quale ho cercato di realizzare il mio “impegno”, individuandolo nell’agone politico e proponendomi, nello specifico, come strumento di sintesi tra le diverse energie presenti nel centrodestra latianese, al fine di realizzare una forza politica - il PdL - in grado di offrire alla città un percorso di sviluppo, in ogni campo. La mia disponibilità è stata accolta da molti amici ma non ha incontrato i favori di chi, pur isolato, evidentemente ha goduto e gode del sostegno dei vertici provinciali di quel Partito la cui nascita io, già prima del famoso “discorso del predellino”, avevo più volte auspicato. Ho dovuto quindi prendere atto della mancanza di regole chiare che, in quel Partito, garantiscano la democratica partecipazione (basti pensare che per ben due volte, a marzo e ad ottobre 2009, la maggioranza dei cinque Consiglieri Comunali che si riconoscevano nel centrodestra, nel rispetto delle prerogative riconosciute agli stessi Consiglieri Comunali dallo statuto del PdL, ha proposto ai vertici provinciali il mio nome quale Presidente cittadino. Un solo Consigliere si è sempre opposto a tale nomina. Il risultato è stato che in entrambe le occasioni non è giunta alcuna risposta e tuttora la guida della sezione latianese del PdL è affidata ad una “reggenza” e ad un “comitato promotore” auto-nominatosi). Ho dovuto inoltre prendere atto del tradimento di molte attese che i cittadini, gli elettori del centrodestra in particolare, avevano riposto nel PdL latianese e nazionale, sul piano della efficacia dell’azione politica a fronte dei reali problemi delle famiglie e, soprattutto, sul piano della capacità di mediazione degli interessi e delle esigenze della popolazione locale con le decisioni assunte dal Governo italiano. Le tensioni tra gli onorevoli Berlusconi e Fini, a cui assistiamo in questi giorni, testimoniano peraltro che alla delusione degli elettori corrisponde anche un disorientamento degli stessi fondatori del PdL. Di fronte a tutto questo, ho definito la mia scelta di libertà, di autonomia dal PdL, per affermare il mio pensiero in maniera coerente con i principi a cui sono stato formato e per poter offrire il mio contributo, senza condizionamenti, alla crescita della mia città. Per questo ho firmato, insieme all’amico Cosimino Albanese, il documento che riporto qui di seguito, richiamato domenica scorsa, con grande risalto, dagli organi locali di informazione:
Sin dalla sua fondazione abbiamo creduto che il Partito del Popolo della Libertà potesse rappresentare, anche a Latiano, uno strumento di sintesi fra tradizioni politiche, sensibilità culturali ed interessi sociali diversi, nell’ottica della realizzazione di una forza coesa per il buon governo della città.
Ci siamo impegnati perché così fosse.
Abbiamo anche sollecitato l’individuazione di una persona che, a livello locale, fosse in grado di rappresentare questo ambizioso progetto.
In ben due occasioni, nel corso degli ultimi mesi, la maggioranza dei cinque Consiglieri Comunali che avevano manifestato l’interesse ad aderire al Popolo della Libertà, nel rispetto delle indicazioni statutarie, ha proposto ai vertici provinciali del Partito uno stesso nome per la nomina a Presidente cittadino.
In entrambe le occasioni, a causa della contrarietà di un solo Consigliere Comunale, non è pervenuta alcuna risposta.
Tuttora il Partito del Popolo della Libertà di Latiano ha un direttivo (“comitato promotore”) auto – nominatosi, privo di ogni legittimazione democratica.
Questa azione di chiusura, di continuo ripiegamento, di sistematica negazione del confronto, ha determinato la condizione di isolamento in cui oggi si ritrova il PdL latianese, ormai capace solo di porre in essere tentativi di coinvolgimento della base tanto tardivi quanto inutili e maldestri.
Non ci sentiamo dunque responsabili di tale isolamento - che probabilmente ha la sola funzione di tutelare qualche rendita politica personale - e, soprattutto, non intendiamo divenirne vittime.
Pertanto comunichiamo la nostra decisione di renderci autonomi dal PdL, in modo da poter avviare - in vista della prossima tornata elettorale - un confronto sereno e libero con tutte le forze politiche interessate a stringere un patto per lo sviluppo della nostra città e per il benessere dei suoi abitanti.
L’eccezionalità della situazione richiede scelte che travalichino le tradizionali appartenenze e che, rompendo ogni schema, richiamino tutti i cittadini alla responsabilità ed alla partecipazione.
Rivolgiamo dunque - ai Partiti, ai Movimenti ed alle Associazioni - un appello al dialogo, nell’ottica del bene comune.
Riteniamo che l’UDC possa rappresentare il nostro primo interlocutore naturale, a cui affiancare altre forze politiche che siano libere da condizionamenti e pregiudiziali.
Latiano, 28 novembre 2009
Cosimo Albanese
Gabriele Argentieri

giovedì 4 dicembre 2008

Una bella gita ad Assisi

Sabato e domenica scorsi sono stato, con la famiglia ed una comitiva di amici, in gita ad Assisi ed a Loreto. Al di là della forte emotività suscitata dalla visita dei luoghi sacri, è stata davvero una bella esperienza, da ricordare e, se possibile, da ripetere.
Il viaggio in pullman agevola la socializzazione e, attraverso la reciproca condivisione di conoscenze, la più approfondita fruizione di ciò che si va a visitare.
E’ importante, in questi tempi di continua corsa e di pressoché inevitabile propensione all’isolamento a causa del moltiplicarsi di impegni quotidiani, concedersi qualche parentesi di sana leggerezza.

sabato 25 ottobre 2008

Con l'ANMIG, per la ricerca della verità storica

Sono stato invitato a moderare i lavori di un Convegno, che avrà luogo domenica 16 novembre 2008, a partire dalle ore 10 presso la sala Consiliare di Palazzo Imperiali in Latiano. L’iniziativa è organizzata dalla sezione Provinciale di Brindisi dell’Associazione Nazionale fra Mutilati ed Invalidi di Guerra - ANMIG. Titolo del Convegno sarà: “La testimonianza come documento storico”. Sono stato coinvolto in questa iniziativa dal mio amico Roberto Forleo, componente del Comitato Organizzatore, e mi ha fatto piacere poter collaborare per la migliore riuscita poiché trattasi di una anticipazione ideale del passaggio di consegne tra l’Associazione – ANMIG e la sua Fondazione - costituita dai discendenti dei mutilatati ed invalidi di guerra - nella continuità dell’opera educativa ed in un rinnovato impegno per la ricerca della verità storica attraverso la sistemazione fedele e l’analisi scientifica dei documenti. Il programma del Convegno sarà il seguente: ore 10, saluto del Sindaco della Città ospitante, Graziano Zizzi; ore 10.15, intervento del prof. Arturo Falconieri – Presidente Comitato Regionale ANMIG; ore 10.45, intervento del prof. Luigi Stefanelli – Presidente della Sezione Provinciale ANMIG di Brindisi; ore 11.15, intervento del prof. Vincenzo Gagliani – storico locale, autore, tra l’altro, di pubblicazioni sugli effetti devastanti della guerra sulla popolazione latianese; ore 11.30, consegna di onorificenze ai soci ANMIG ancora in vita e meritevoli; ore 12.00, chiusura del Convegno. L’iniziativa è patrocinata dalla Città di Latiano.

domenica 5 ottobre 2008

La crisi del mercato vitivinicolo ed oleario

Sono stato invitato a moderare i lavori di un incontro che si svolgerà domani pomeriggio presso la cooperativa "L'agricola" di Latiano, sodalizio leader, in ambito locale, nella trasformazione di uva e olive. A fare gli onori di casa saranno il presidente della stessa cooperativa, Giuseppe Schiena, e Carmelo Rollo, della Legacoop. Sono stati invitati a partecipare all'iniziativa i rappresentanti delle associazioni di categoria e delle altre cooperative agricole delle provincie di Brindisi e Taranto. Al centro della comune attenzione sarà la crisi del mercato vitivinicolo e oleario nell’attuale contesto economico generale, a dir poco assai preoccupante. Questo incontro - che testimonia il livello di attenzione, assai alto, tenuto dai produttori agricoli pugliesi (già avversati da una filiera troppo spesso lunga e iniqua) di fronte ai movimenti speculativi che si stanno registrando sul mercato del vino e dell’olio - intende rappresentare l'inizio di un percorso finalizzato al giusto riconoscimento delle produzioni agricole locali. La consapevolezza di una qualità tendenzialmente crescente del prodotto, che è correlata all’elevarsi dei costi di coltivazione, raccolta e trasformazione, fa infatti avvertire la necessità di una azione comune tesa alla salvaguardia ed alla ulteriore valorizzazione del prodotto stesso. Non mancheranno, sicuramente, successive manifestazioni, aperte a tutti i produttori viticoli ed oleari, con il coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali.

domenica 14 settembre 2008

No, più “papisti” del Papa, proprio no

Il Presidente della provincia di Genova, Alessandro Repetto, esponente cattolico del Partito Democratico, ha giudicato «una manifestazione provocatoria» il Gay Pride nazionale che si terrà a Genova il 13 giugno 2009. Altri esponenti cattolici del Partito Democratico hanno stigmatizzato la concomitanza della manifestazione dell’orgoglio omosessuale con la ricorrenza religiosa del Corpus Domini, auspicando pertanto almeno uno spostamento della data del Gay Pride. Il capogruppo di Alleanza Nazionale nel Consiglio Regionale della Liguria, Gianni Plinio, ha invocato l’intervento del sindaco di Genova, Marta Vincenzi: «Vieti questa oscena carnevalata d’insulti!».
A fronte di questo coro appassionato, si è registrata però la posizione del Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, che ha dichiarato: «Il Gay Pride si è già svolto a Roma anche nell'anno del Giubileo e non sono contrario alle manifestazioni del pensiero quando avvengono con modalità corrette senza recare offesa».
I politici cattolici hanno insomma da riflettere e da imparare molto da questo episodio, che può rappresentare un esempio applicativo dell’esortazione recentemente rivolta dal Santo Padre per una nuova classe dirigente politica di cattolici.
Sul ruolo dei cattolici in politica si è più volte soffermata, naturalmente, la Democrazia Cristiana, che ha trovato in Alcide De Gasperi, oltre che il suo fondatore anche il più genuino interprete della sua missione sociale.
In un discorso, dal titolo "I presupposti storici e ideali della D.C.", pronunciato a chiusura della sessione del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana svoltasi a Fiuggi dal 30 luglio al 2 agosto 1949, il grande statista europeo ebbe ad affermare quanto segue:
«Si, il cristianesimo professato e vissuto fornisce ali alla nostra Democrazia, ma non è che la Democrazia sia vincolata per tutti allo stesso impulso iniziale, consapevole e proclamato. Il Cristianesimo ha lasciato oramai nella storia tali impronte ch'esso agisce come elemento ambientale e vitale anche per chi non lo professa o se ne avvede solo quando Roosevelt legge il Discorso della montagna o quando Croce afferma che noi non possiamo non dirci cristiani. Noi non chiediamo a nessuno rinuncie o adesioni, chiediamo solo che i diritti umani della libertà sociale e della giustizia sociale, comunque motivati, costituiscano la base del comune lavoro.
La Costituzione, che abbiamo giurata, ci offre la base giuridica di tale comunanza e impone le regole e i limiti dei nostri rapporti. Essa esclude l'intolleranza, suppone il rispetto delle fedi e ci detta il metodo di superare i contrasti, quando dal campo delle idee si ripercuotono nel settore della pratica civile e politica. La Costituzione esclude il clericalismo, ma tutela la libertà religiosa, esclude l'anticlericalismo, ma salvaguarda la libertà della fede».

martedì 9 settembre 2008

Una nuova generazione di politici cattolici

In Italia serve una "nuova generazione" di politici cattolici, che abbiano "rigore morale" e "competenza": lo ha affermato Benedetto XVI, durante la messa celebrata a Cagliari domenica scorsa, sul sagrato del santuario di Nostra Signora di Bonaria. Ad ascoltarlo centomila fedeli e, in prima fila, il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, il Governatore della Sardegna, Renato Soru, e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta.
Nell'omelia il Papa ha esortato la Chiesa e i cattolici a tornare a "essere capaci di evangelizzare il mondo del lavoro, dell'economia, della politica" che, ha sottolineato, "necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile".
Sarà, allora, che l’attuale classe politica, fatte rare eccezioni, non riesca a realizzare quelle “soluzioni di sviluppo sostenibile” auspicate dal Papa, e non solo da Lui?
Forse è tempo di porre fine alla diaspora democristiana e di ritrovare ragioni di forte coesione, rifuggendo tentazioni di sudditanza culturale verso alcuno, avviando senza ulteriori indugi una fase di individuazione di risorse nuove, capaci e motivate alle quali affidare responsabilità di governo utilizzando le Amministrazioni Locali come vere e proprie “palestre” per la formazione di uomini “di Stato” e non semplicemente “di partito” o, peggio, “di azienda”.

sabato 9 agosto 2008

Oggi i funerali dell'ultimo vicerè

«Lei è…» si introdusse così, all’alba di un giorno del 1993, un Carabiniere giunto alla porta di casa dell’on. Antonio Gava. E lui, di rimando: «non sono; ero». Seguì qualche giorno di carcere, con l’accusa di associazione mafiosa, poi due anni di arresti domiciliari ed un processo durato tredici anni e due mesi, conclusosi con l’assoluzione definitiva in appello nel 2006. Napoletano, democristiano, ministro per tredici volte (due delle quali all’Interno), figlio di un ex ministro democristiano (Silvio), Antonio Gava, nel periodo del suo massimo fulgore, tra gli anni ’70 e ’80, veniva chiamato “il vicerè di Napoli”. Fu sua la riforma degli enti locali, che ancora oggi costituisce un’architrave del funzionamento dei Comuni e delle Province. Ugo Baduel, cronista dell’Unità, che pure non gli lesinava attacchi, così lo definì: «Gava è intelligente, lucido, scettico sugli uomini e sottile conoscitore delle loro debolezze, cinico ma non ottuso o insensibile». Insomma, nella vera e propria guerra civile di “mani pulite”, Antonio Gava ha rappresentato un idolo ideale da abbattere, per fare spazio, come troppo spesso è accaduto, ad una “classe-non-dirigente” improvvisata e poco autorevole, incapace di costituire un argine alle forze anti – Stato (come la criminalità organizzata) e talvolta, addirittura, incapace pure di assicurare lo svolgimento di servizi pubblici essenziali (come la raccolta dei rifiuti).

venerdì 18 luglio 2008

Napoli non è... una carta sporca

Il Governo ha annunciato oggi la fine della fase più acuta dell'emergenza rifiuti in Campania. Le strade ora sono pulite ed occorre pensare a costruire i termovalorizzatori. La triste esperienza partenopea rappresenta un monito per altre Regioni, come la Puglia, che rischiano di vivere una situazione analoga se non si dotano presto di impianti di smaltimento e trasformazione. Molto importante, inoltre, sarà la maggiore diffusione, tra le famiglie, della cultura della raccolta differenziata. Credo che quello che è avvenuto a Napoli negli ultimi due mesi rappresenti un esempio chiaro di ciò che debba essere la Politica: uno strumento per affrontare con determinazione i problemi, e risolverli.

mercoledì 16 luglio 2008

I latianesi si riappropriano di Latiano

Venerdì prossimo, 18 luglio, si svolgerà a Latiano la prima edizione della “Notte senza ombre”, con artisti di strada, musei e palazzi aperti al pubblico, mostre d’arte e la possibilità di visitare il campanile della Chiesa Madre (recentemente restaurato), da cui si può osservare il panorama della città.
Sarà insomma, questa, la prima “notte bianca” latianese, patrocinata dall’Amministrazione Comunale ed organizzata da un’agenzia professionistica in collaborazione con la parrocchia Santa Maria della Neve e diverse associazioni.
Mi piace che la parrocchia partecipi alla migliore riuscita di una iniziativa rispondente, a mio avviso, ai bisogni di una comunità urbana che vuole misurarsi con il proprio patrimonio, la propria identità, le proprie prospettive.
Sullo stesso solco credo si collochi il ricco programma di appuntamenti culturali e ricreativi che scandiscono il trascorrere dell’estate in contrada “Sardedda”, il cui centro di riferimento è costituito dalla chiesa di San Francesco.
Insomma, per quanto modesto possa essere il mio parere, rivolgo un sentito “bravi!” a questi sacerdoti che, oltre il loro quotidiano servizio alla comunità, si impegnano anche a cercare risposte al bisogno di socializzazione e di consapevolezza che oggi pervade tante persone.

mercoledì 9 luglio 2008

Buone vacanze!

Due boscaioli lavoravano nella stessa foresta ad abbattere alberi. I tronchi erano imponenti, solidi e tenaci. I due boscaioli usavano le loro asce con identica bravura ma con una diversa tecnica: il primo colpiva il suo albero con incredibile costanza, un colpo dietro l’altro, senza fermarsi se non pochi secondi per riprendere fiato. Il secondo boscaiolo faceva una discreta sosta ogni ora di lavoro. Al tramonto, il primo boscaiolo era a metà del suo albero. Aveva tanto sudato e non avrebbe resistito cinque minuti in più. Il secondo era invece, incredibilmente, al termine del suo tronco. Eppure avevano cominciato insieme e i due alberi erano uguali! Il primo boscaiolo non credeva ai suoi occhi. «Non ci capisco niente! Come hai fatto ad andare così veloce se ti fermavi tutte le ore?». L’altro sorrise: «Hai visto che mi fermavo ogni ora. Ma quello che non hai visto è che approfittavo della sosta per affilare la mia ascia».
(Brano tratto da “Il segreto dei pesci rossi” – piccole storie per l’anima, di Bruno Ferrero, editrice Elledici).

giovedì 3 luglio 2008

Tutti con il grembiule

Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha dichiarato di non escludere la reintroduzione dell’obbligo di indossare il grembiule per i ragazzi della scuola primaria. “E’ un fatto di ordine ma anche di uguaglianza sociale tra i ragazzi - ha aggiunto il ministro - soprattutto ora che va tanto di moda l’abbigliamento firmato già in giovanissima età”. Sono sicuro che non tarderà ad arrivare una nuova pioggia di polemiche, da parte di chi non aspetta altro che l’occasione propizia per “sparare” sul Governo, magari ipotizzando, in questo caso, un “tentativo di militarizzazione della scuola” o una “nostalgia del balillismo”. Io, invece, condivido la posizione del ministro e la ritengo anzi una testimonianza di civiltà che, spero, si trovi il consenso per realizzarla.

lunedì 23 giugno 2008

“No!” alle bandiere arcobaleno nelle celebrazioni della Messa

L’agenzia di stampa cattolica Fides, nei giorni scorsi, ha diffuso un comunicato nel quale si afferma che la bandiera arcobaleno, da molti utilizzata come vessillo pacificista, «si presenta come il simbolo più adatto a rappresentare un’idea, oggi molto in voga, secondo la quale non ci sarebbe alcuna verità assoluta: tutte le opinioni avrebbero la medesima dignità e quindi sarebbero meritevoli di spazio. Secondo questo tipo di idea, per esempio, è possibile mettere sullo stesso piano gruppi che rivendicano, legittimamente, la difesa della dignità della donna e gruppi, come è accaduto recentemente in Europa, che rivendicano la depenalizzazione dei reati di pedofilia. Si tratta ovviamente di aberrazioni possibili solo all’interno di una mentalità relativistica come quella che caratterizza oggi le nostre società occidentali. La bandiera arcobaleno - prosegue l’agenzia Fides - è una valida sintesi per rappresentare questo sincretismo. Infatti l’arcobaleno del New Age rappresenta il passaggio dell’umano verso il super – uomo divino. Inoltre, sul ponte dell’arcobaleno (nel senso induista: antahkarana) avviene l’unione di Atman e Brahman, dell’uomo singolo e dell’energia cosmica (Dio). L’unità, in questo senso, è quindi raggiungibile attraverso una sintesi, un’armonia e una tolleranza globale fra le diverse filosofie, ideologie e religioni. Pertanto “va considerato nel modo più severo l’abuso di introdurre nella celebrazione della Santa Messa elementi contrastanti con le prescrizioni dei libri liturgici, desumendoli dai riti di altre religioni” (Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti, Istruzione Redemptoris Sacramentum n. 79). Il ricorso a quelle filosofie orientali che - estrapolate dal loro contesto storico – sociale – economico – religioso e ben sintetizzate dalla New Age - si inserisce perfettamente nel contesto occidentale, preoccupato di marginalizzare il discorso sulle sue autentiche radici, e finisce per assumere come categoria fondamentale il relativismo etico imponendo al mondo culturale, politico, sociale e religioso una nuova forma di “dittatura”».

mercoledì 11 giugno 2008

I premi dello Sport, a Latiano

Sono stato invitato a partecipare alla seconda edizione del premio "Polisport", che avrà luogo domani sera a partire dalle ore 19.30 presso palazzo Imperiali. L'iniziativa è organizzata da Fabio Carbone che conduce, su Idea Radio e su Tele Radio Città Bianca, l'omonima trasmissione sportiva. Tra i tanti ospiti, interverranno Vito Tisci, presidente della Figc Puglia, Nicola Cainazzo, presidente del Coni di Brindisi, ed i rappresentanti di numerose società sportive, non solo calcistiche. Mi ha fatto piacere essere coinvolto in una manifestazione che rappresenta una bella vetrina dello sport brindisino e mette in risalto la competenza degli addetti ai lavori oltre che, naturalmente, la grande passione dei tanti veri sportivi.

lunedì 2 giugno 2008

Torni il Ministero della Salute, a garanzia del dovere di solidarietà sociale

L’articolo 3 della Costituzione italiana afferma che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale. A questo principio è strettamente correlato il “diritto sociale alla salute” che, come afferma l’articolo 32 della nostra Carta Costituzionale, “è fondamentale ed è tutelato dalla Repubblica”. Sempre l’articolo 32 della Costituzione Italiana introduce, inoltre, al suo secondo comma, il diritto al rispetto della persona umana nei trattamenti sanitari.
All’esame della Commissione Sanità del Senato è stata portata, mercoledì scorso, la discussione in merito alla conversione in legge del decreto – Prodi di accorpamento dei Ministeri, in base al quale scompare il Ministero della Salute per essere accorpato al Lavoro ed alle Politiche Sociali (Dicastero di dimensioni mastodontiche, attualmente affidato alle cure del Ministro Sacconi).
Nel corso dei lavori della Commissione Sanità è intervenuto il Senatore Michele Saccomanno, componente di tale Commissione, che, ricollegandosi alla recente esortazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per la realizzazione del federalismo fiscale, ha sottolineato “l’esigenza di avviare una riflessione in ordine alla opportunità di reintrodurre un autonomo Ministero della Salute, ancor più necessario nella prospettiva di una compiuta realizzazione del cosiddetto federalismo fiscale. La previsione di un apposito Ministero costituisce infatti un indispensabile strumento di salvaguardia della tutela uniforme, sull’intero territorio nazionale, del diritto alla salute quale reale elemento perequativo dal punto di vista della dignità umana e della qualità dei servizi assistenziali offerti”.

mercoledì 28 maggio 2008

Malagiustizia?

Una pioggia di arresti si è abbattuta sulle montagne di rifiuti che ancora adornano le vie di Napoli e dintorni.
Il paradosso è che a finire nel mirino della magistratura partenopea non siano stati, questa volta, gli autori del disastro economico, paesaggistico, sanitario ed ambientale prodotto in anni ed anni di cattiva amministrazione ormai conclamata, bensì coloro i quali sono stati chiamati a cercare di porre rimedio all’emergenza.
L’operazione è stata denominata, quasi goliardicamente, dagli inquirenti, “rompiballe” e vede indagato, tra gli altri, addirittura il Prefetto del capoluogo campano.
L’accusa sarebbe quella di aver portato nelle discariche parte dei rifiuti - giacenti ormai da settimane sotto i balconi dei napoletani - senza i preventivi trattamenti di stabilizzazione, finalizzati ad eliminare i cattivi odori e, in qualche modo, ad “igienizzare” la spazzatura.
La montagna, di rifiuti, ha insomma partorito il topolino.
Mi chiedo con che spirito proseguiranno ora la loro attività coloro i quali, con senso di responsabilità, si sono rimboccati le maniche per risolvere la questione – rifiuti in Campania.
E penso, in particolare, al sottosegretario Guido Bertolaso verso cui sono mosso da un moto di stima e solidarietà.
Nei giorni scorsi il Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, ha lanciato una sacrosanta crociata contro gli impiegati pubblici fannulloni.
Ma, mi chiedo, chi può verificare, al di fuori ed al di sopra della magistratura stessa, l’operato di magistrati che utilizzano risorse pubbliche per indagini che, anche a leggere i commenti pubblicati oggi da autorevoli quotidiani nazionali, potrebbero avere più il sapore dell’avvertimento politico che quello dell’alta e nobile affermazione della Giustizia?

lunedì 26 maggio 2008

Verso il nucleare

Il ministro Scajola, nel suo recente intervento all’assemblea di Confindustria, ha riaperto il discorso sulle centrali nucleari in Italia.
Le difficoltà sopportate dal nostro Paese per l’acquisizione di energia sono sotto gli occhi di tutti, con conseguenti ripercussioni sull’autorevolezza della nostra politica estera troppo spesso costretta a piegarsi alle pretese dei produttori di materie prime (petrolio in testa).
Dunque amor patrio e conti pubblici sembrano giustificare questa ritrovata attenzione di Stato verso il nucleare.
E poi, per ciò che attiene il discorso – sicurezza, abbiamo sin troppe centrali nucleari straniere installate ai confini, tra le Alpi, per considerarci, anche tuttora, al sicuro da ogni evento catastrofico.
Dunque, senza tentazioni di cedere a fatalismi e con una giusta dose di realismo, quello nucleare è un discorso da riaprire, con pacatezza, responsabilità e determinazione.
Magari impegnandosi a fare, in Italia, le centrali nucleari più sicure del mondo.
Magari impegnandosi in un cronoprogramma che, a ritmi serrati, ci porti a sostituire con il nucleare fonti di energia più inquinanti.
Perché, è certo, non vogliamo morire per l’esplosione di una centrale nucleare ma non vogliamo nemmeno continuare a morire per tumori la cui causa principale è l’inquinamento atmosferico.

giovedì 22 maggio 2008

Chi si rivede: lo Stato!

Le parole d’ordine di questo inizio legislatura sembrano essere “dialogo” e “sicurezza”. Per “dialogo” si intende, in questo caso, “reciproca legittimazione” tra le due forze politiche più importanti dell’odierno panorama costituzionale italiano, le quali, entrambe di recente varo, scommettono sulla possibilità di una loro lunga vita nell’ambito di un gioco le cui regole sono quelle della compiuta democrazia dell’alternanza, tipicamente a carattere maggioritario.
In questo senso “il dialogo” non è frutto di un compromesso ma riconoscimento reciproco quali soggetti alternativi per natura.
Credo insomma che una nuova rivoluzione si stia compiendo nello scenario politico italiano, dopo quella cruenta (che ancora lascia aperte dolorose ferite) rappresentata da tangentopoli.
E bisogna dare atto che i protagonisti principali di questa svolta, che offre la cifra del livello di civiltà politica raggiunto dal nostro Paese, siano stati, con coraggio, soprattutto gli onorevoli Silvio Berlusconi e Walter Veltroni.
In questo senso, nessuno dei due è uscito sconfitto dalle recenti elezioni politiche.
Anzi, per consolidare questo neonato sistema, che può garantire stabilità ai governi e ridare autorevolezza all’Italia negli scenari internazionali, è necessario evidenziare la valenza politica complessiva degli esiti delle ultime consultazioni elettorali e fare in modo che, anche quando si tratterà di eleggere la nostra rappresentanza in seno al Parlamento Europeo, non si ceda alla tentazione di polverizzare nuovamente il mosaico partitico nostrano (l’applicazione di una soglia di sbarramento del 3 per cento potrebbe a mio avviso costituire un provvedimento ragionevole).
L’ormai guadagnata semplificazione del quadro politico consente al nuovo governo di concretizzare la sua presenza sul territorio con interventi importanti, come è avvenuto nella prima seduta del Consiglio dei Ministri svoltasi a Napoli.
Oggi l’Italia può consentirsi un governo forte, capace di operare scelte chiare assumendosene, conseguentemente, la piena responsabilità.Non è poca cosa, tutto ciò, rispetto all’immagine di “Italietta” di cui troppo spesso in passato i governi, di ogni colore, sono stati la più eloquente manifestazione.