mercoledì 27 marzo 2013

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Mi hanno segnalato il seguente post, pubblicato stamattina su Facebook dal Consigliere Regionale Fabiano Amati, e  - con l’esclamazione usata sul popolarissimo social network -  ne esprimo piena condivisione.

Dopo il fallimento dei politici – politici ora scopriamo il fallimento dei tecnici – tecnici. Attendo il giorno in cui scopriremo che la fattibilità non appartiene all’etichetta e che il rischio si riduce solo se la politica ritorna ad essere considerata un’arte (una super tecnica, appunto), che va imparata frequentando le scuole (diritto, economia, medicina, ingegneria, fisica, chimica ecc.) con profitto e andando a “bottega” di politica; senza dimenticare che la politica può essere una parentesi, che ti devi far votare e che devi avere un mestiere.

giovedì 21 marzo 2013

Liberi dalla paura

Il vero problema dell’umanità  - spiegava il filosofo Manlio Sgalambro (divenuto poi noto per la collaborazione con Franco Battiato) nel suo primo libro (La morte del sole) -  non è più quello della sua origine ma della sua fine, verso cui sembra correre.
Ma in questa istantanea  - come scattata da chi osserva, dal marciapiedi, una folla movente in strada -  talvolta si distingue qualche originalità che, come quando si “cala” la pasta nell’acqua che bolle, cheta, distoglie da ogni automatismo, desta riflessione, ammirazione, e può finalmente nutrire invertendo, forse, l’inerzia degli accadimenti: sono le testimonianze eccezionali di persone normali, che diventano esempi ed eroi.
Penso ad Antonio Manganelli, quell’uomo che ha portato un cognome complicato per un Capo della Polizia e che è venuto a mancare  - dopo aver conseguito onori e glorie, meritati -  in un’età (62 anni) in cui non si dovrebbe ancora morire (se c’è un’età in cui la morte diviene ospite accettabile).
Manganelli è stato servitore dello Stato, persona seria, forte del suo senso della responsabilità, credibile per la volontà di incarnare le Istituzioni al punto da assumerne soggettivamente le colpe prodotte da errori di altri, collega leale, attento, sensibile.
Nel tempo della rivendicazione di tutte le libertà (anche quelle che non rendono liberi…) Manganelli, ligio al suo dovere, ha lavorato per assicurare agli italiani la “libertà dalla paura”, contribuendo alla nostra sicurezza.
Probabilmente senza accorgersene, ci ha lasciato una lezione di grande civiltà.
Penso anche a Pietro Mennea, che ci ha lasciati oggi, a 60 anni, ex velocista azzurro nato a Barletta, campione olimpico a Mosca 1980 e per 17 anni detentore del record del mondo dei 200 metri. Livio Berruti, medaglia d'oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Roma 1960, lo ha ricordato così: «È stato un inno alla resistenza, alla tenacia e alla sofferenza. All'atletica italiana manca questa grande voglia di emergere e di mettersi in luce». In una intervista dello scorso anno per il Domenicale di Repubblica Pietro Mennea aveva ricordato così la sua infanzia: “noi non avevamo niente e volevamo tutto. Eravamo cinque figli, quattro maschi e una femmina. Mio padre Salvatore era sarto, mia madre Vincenzina lo aiutava, a me toccavano i lavori più umili: fare i piatti, pulire la cucina, lavare i vetri. Avevo tre anni quando mamma mi mandò a comprare un bottiglione di varechina che mi si aprì nel tragitto, porto ancora i segni sulle mani. Papà veniva da una famiglia di undici figli, due si erano fatte suore, non c'era da mangiare a casa. Quando ho iniziato a correre i calzoncini me li cuciva lui. Oggi non mi entrano più, nemmeno al braccio, ma li tengo ancora. Le prime scarpe da gara le ho prese più grandi, dovevo ancora crescere, sarebbero durate. La tv non la tenevamo, si andava al circolo degli anziani, era su un baldacchino, pagavamo 50 lire per vederla. Ce l'avevo la rabbia dentro, eccome".
A grandi uomini così, rimarremo sempre grati.   

venerdì 15 marzo 2013

Palazzetto prima di tutto?

La recente iniziativa politica dei Consiglieri Comunali Natale e Rubino ha acceso i riflettori sulla questione – palazzetto dello sport. Non che anche altre forze politiche, finora, non si fossero occupate dell’argomento ma certo è che chi fa pratica sportiva, o vi ambisce a farlo, particolarmente nella pallacanestro e nella pallavolo, vive con profondo disagio il perdurare dell’assenza di una struttura che favorirebbe le sedute di allenamento e che consentirebbe di ospitare, in un contesto idoneo sotto il profilo regolamentare, le gare dei rispettivi tornei. Ciò giustifica, evidentemente, azioni che potrebbero altrimenti essere etichettate come fughe (politiche) in avanti o tacciate di strumentalizzazione se non si volessero comprendere l’ansia e la frustrazione che pervadono quanti sono addirittura costretti, oggi, ad “emigrare” verso i Comuni limitrofi per giocare, allenarsi, competere.
So che la precedente Amministrazione Comunale (nelle cui liste ho voluto spendere la mia candidatura alle ultime elezioni comunali avendo apprezzato l’azione condotta sia dal compianto Sindaco Graziano Zizzi, sia dal suo vice, e poi sostituto, Claudio Ruggiero) si era fortemente impegnata per dotare Latiano di un nuovo palazzetto dello sport ed era riuscita, a poche settimane dalle consultazioni elettorali cittadine, a realizzare almeno la perimetrazione del manufatto. A tale messa in opera seguirono presto le più diversificate polemiche, finora mai sopite, che non mi appartengono anche in ragione della approssimativa conoscenza  - che tuttora ho -  delle contrapposte motivazioni.
So anche che l’Amministrazione Comunale in carica (sia pure su iniziativa di quell’instancabile “pontiere” che è il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Franco Giuliano) si è recentemente attivata per reperire le risorse necessarie a completare i lavori, provvedendo anche a richiedere (e poi acquisendo) in merito, dai progettisti, una doppia ipotesi: quella (più costosa) relativa alla realizzazione di un palazzetto dello sport che preveda spazi per il pubblico e quella (ben più economica) relativa alla realizzazione di una grande palestra.
Tutti, insomma, ciascuno a suo modo, “tifano” per il nuovo palazzetto e si ragiona, conti in tasca, su come approntare le soluzioni più confacenti ai bisogni della platea di sportivi (non solo praticanti…) interessata.
Alla luce della situazione socio – economica generale, e nella consapevolezza delle esigue disponibilità delle casse comunali, ma forse soprattutto in base  - lo confesso! -  al mio notoriamente tiepido approccio alla pratica sportiva agonistica (anche come tifoso), avverto però il bisogno di manifestare un libero (perché non impegna il gruppo politico a cui appartengo) pensiero sulla questione.
Per farla breve, insomma, io non credo che il nuovo palazzetto dello sport (o la grande palestra) rappresenti oggi la priorità assoluta nell’interesse della comunità latianese. Credo anzi che, sul fronte “grandi opere”, non si debba far nulla che esuli dall’utilizzo di mirati finanziamenti che siano già stati intercettati o che si dovesse riuscire ad intercettare da qui in avanti, e ciò al fine di non impegnare il bilancio comunale su interventi di significativa entità economica che determinerebbero  - in un contesto di “sofferenza” generalizzata -  l’effetto di dover trascurare altri ambiti e servizi di importanza primaria.
Per chi fa pratica sportiva  - in tempi di “magra” come questi, quando l’associazionismo no profit assume fondamentale risalto strategico nelle opzioni di governo della Cosa Pubblica -  io favorirei piuttosto un moltiplicarsi di interventi per ampliare e per attrezzare meglio le aree “verdi” pubbliche, con canestri, spazi per la pallavolo, reti e quant’altro che, per non finire presto oggetto di attenzioni vandaliche, potrebbero essere assegnati in uso a sodalizi che avrebbero dunque la gestione degli spazi e delle attrezzature con l’onere di organizzarne la libera fruizione.
Immaginerei anche la realizzazione di una pista, sempre all’aperto, dove poter praticare atletica leggera (forse esiste già un progetto, o addirittura un finanziamento, in tal senso: se dovesse essere così, acceleriamone la cantierizzazione! L’ex Assessore Comunale Francesco Summa, comunque, sul tema, ha padronanza più di tutti anche per i suoi trascorsi da atleta). E mi sforzerei di “chiudere il cerchio” (letteralmente) intorno al centro urbano, completando una sorta di anello viario (ho già pubblicato su questo blog la bella idea di Pierpaolo Parabita ma poi non sono riuscito a trovare concludenti riscontri nei progetti comunali…) dove poter dare luogo, su appositi spazi pedonali, alla sana passione per il footing e per la cosiddetta “passeggiata veloce”.
Se però si vorrà proprio completare il palazzetto (ed in tal caso comprenderei almeno la necessità, determinatasi, del recupero di quell’area, in via Einaudi, ormai simbolo di abbandono), e se lo si vorrà fare con risorse del bilancio comunale dunque in assenza di (auspicati) finanziamenti mirati, ritengo che ci si debba limitare alla soluzione economicamente meno onerosa (penso, ad esempio, ad una palestra di dimensioni regolamentari per consentire la disputa dei tornei o ad un nuovo, decoroso, pallone tensostatico).    

mercoledì 6 marzo 2013

Nodi al pettine

La Regione Puglia, con la nota prot. n. 1631 del 22 febbraio scorso che riporto qui di seguito, ha comunicato la necessità di procedere alla revoca del finanziamento ottenuto dall’Amministrazione Comunale latianese per la realizzazione di infrastrutture PIP in contrada Mariano, presso la ex discarica di rifiuti, e quindi al recupero della somma già erogata pari a € 485.009,12.
La progettazione per la quale si rilevò l’ammissibilità a tale finanziamento fu approvata con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 75 dell’8 ottobre 2001 mentre il progetto esecutivo di completamento delle opere fu approvato con Deliberazione di Giunta Comunale n. 286 dell’8 novembre 2001. L’approvazione del collaudo tecnico/amministrativo dei lavori eseguiti con il finanziamento in questione avveniva con Deliberazione di Giunta Comunale n. 170 del 2004. Con Deliberazione n. 23 del 27 giugno 2011 il Consiglio Comunale adottava la variante urbanistica per consentire la realizzazione di insediamenti produttivi in zona Mariano: sono stato l’unico tra i Consiglieri presenti in aula (assenti Claudio Ruggiero, Mauro Vitale e Antonio Gioiello) a non votare quella Deliberazione che è stata poi revocata nella seduta del 12 marzo 2012.
La Regione Puglia dettaglierà in un apposito provvedimento - si legge nella nota che segue - le ragioni della sua decisione di revoca del finanziamento e di recupero della somma erogata.
Si richiamano tuttavia, sempre nella missiva inviata dalla Regione Puglia, le “problematiche di ordine urbanistico ed ambientale” che sarebbero apparse “incompatibili con l’esigenza di corretta allocazione di risorse pubbliche specificamente destinate alla realizzazione di aree industriali o produttive funzionanti”.
Pare di capire, insomma, che prima di procedere alla urbanizzazione dell’area non si sarebbe (il condizionale è d’obbligo) perfezionata la bonifica.

mercoledì 20 febbraio 2013

Per l’avvenire

«Ebbene, siamo qui provenienti da una lunga ed utile esperienza democratica (…), siamo qui ancor oggi, non per fare delle piccole cose, non per puntellare condizioni logorate, non per provvedere all’amministrazione del passato, ma, nella salvaguardia dei valori permanenti ed essenziali della nostra tradizione e della nostra civiltà, per lavorare con tutte le nostre forze per un nuovo, più giusto, più umano assetto della nostra società. Siamo qui insomma per l’avvenire».
Aldo Moro, dal discorso al Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana, 29 luglio 1963.

domenica 17 febbraio 2013

Giovani del no profit, motore del Mezzogiorno.

Sono 1.578 le proposte pervenute alla scadenza dei bandi "Giovani del non profit per lo sviluppo del Mezzogiorno", l'iniziativa prevista nell'ambito del Piano di Azione e Coesione (Pac) e promossa dal ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi e dal ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca.
Il 31 gennaio e il 5 febbraio scorsi, infatti, si sono chiusi i termini per la presentazione delle domande relative agli avvisi pubblici "Giovani per il Sociale" e "Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici", finalizzati a sostenere i progetti del privato sociale per il rafforzamento della coesione socio-economica nelle Regioni Convergenza. Destinatari finali, i giovani under 35 del Sud Italia che attraverso associazioni di volontariato e privato sociale, cooperative ed enti senza scopo di lucro, potranno partecipare al miglioramento dell'offerta di servizi collettivi.
In particolare sono state presentate 891 proposte per l'Avviso "Giovani per il sociale" e 687 per l'Avviso "Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici". Le commissioni di valutazione sono già al lavoro e si prevede possano pervenire all'individuazione dei progetti da finanziare entro la prossima estate.
Sotto il profilo geografico la Sicilia, con 551 domande (35% del totale) è stata la Regione con il maggior numero di proposte, a seguire, la Campania con 403 proposte (25.5%), la Puglia con 317 (20%) e la Calabria con 273 (17.3%). Le richieste di partecipazione provenienti da altre regioni d'Italia, per entrambi gli avvisi, sono state 30 (circa il 2%).
Si ha ragione di ritenere, insomma, che dai bandi "Giovani del non profit per lo sviluppo del Mezzogiorno" possano esserci ricadute positive sul nostro territorio, per una comune utilità e per incoraggiare un no profit di giovani che è oggi, al Sud, contenitore propulsivo di entusiasmo, di creatività e di eccellenze. 

giovedì 14 febbraio 2013

"M'impegno" porta a porta

E' in distribuzione il terzo numero di "M'impegno", il mio periodico su carta stampata. Questa volta ho voluto incrementarne la diffusione, attraverso una distribuzione porta a porta, per essere presente, con il mio pensiero, nella campagna elettorale per le prossime elezioni politiche.
Essendo a tutti chiara la mia appartenenza, e note anche le mie simpatie personali, ho ritenuto di esprimere  - in via prioritaria, al di là degli orientamenti politici di ciascun lettore -  un appello a recarsi a votare, nonostante tutto ciò che oggi, talvolta comprensibilmente, induce i cittadini a diffidare della politica... e di chi fa politica.
Inoltre ho voluto  - prima di dare spazio alle questioni di rilevanza prettamente cittadina -  riportare le ragioni che hanno determinato la mancata candidatura al Parlamento di Massimo Ferrarese (il leader del mio Partito  - l'Udc -  in provincia di Brindisi), illustrando quindi i nuovi, ambiziosi, scenari verso cui si proietta ora la sua attenzione politica.

lunedì 11 febbraio 2013

M’illumino di meno 2013

Invito ad aderire  - venerdì prossimo, 15 febbraio -  a “M’illumino di meno”, la giornata del risparmio energetico promossa anche quest’anno dalla trasmissione radiofonica “Caterpillar” di Radio2.
Dalle ore 18 alle ore 19,30 si darà vita al “silenzio energetico” mentre si moltiplicheranno le iniziative di sensibilizzazione su come consumare bene e produrre energia in modo efficiente e pulito.
Alla iniziativa, che a mio avviso riveste un significativo valore etico, hanno già aderito diverse città italiane che, in nome della sostenibilità, almeno per un’ora e mezza limiteranno l’illuminazione a monumenti, piazze, uffici, aule pubbliche. Sarà osservato il risparmio energetico simbolico anche presso alcuni grandi Santuari (Sant’Antonio a Padova, ad esempio). Tanti sono i privati cittadini che offriranno un piccolo contributo di testimonianza presso le loro abitazioni. Molti commercianti sensibili al tema ridurranno all’essenziale l’illuminazione delle vetrine.

sabato 9 febbraio 2013

Allarme Coldiretti: la produzione agricola italiana copre solo il 75% dei nostri consumi.

La produzione agricola nazionale è in grado di garantire quest’anno attorno al 75 per cento del fabbisogno alimentare degli italiani per effetto del crollo dei raccolti che nel 2012 hanno raggiunto il minimo storico di 40 milioni di ettolitri per il vino, ma che fanno segnare un calo che va dal 12 per cento per l’olio di oliva al meno 15 per cento delle mele. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti nel sottolineare che a determinare il calo della produzione industriale segnalato dall’Istat nel 2012 concorre anche l’alimentare (-1,3 per cento). Se la vendemmia  - sottolinea la Coldiretti -  si è attestata sui valori minimi da quasi 40 anni per un totale di appena 40 milioni di ettolitri, la produzione italiana di olio di oliva è scesa a 4,8 milioni di quintali e quella di pomodoro da conserva si è ridotta del 12 per cento attorno ai 4,4 milioni di tonnellate. Si tratta in questi casi  - continua la Coldiretti -  degli effetti dell’andamento climatico anomalo che nell’ultimo anno, a causa del gelo invernale, della siccità estiva e dei nubifragi autunnali, ha provocato un crollo dei raccolti.. Il rischio  - denuncia la Coldiretti -  è ora quello di un aumento delle importazioni di ingredienti di diversa qualità da spacciare come “made in Italy” come il concentrato di pomodoro cinese, l'extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate provenienti dall'estero. Un pericolo che  - conclude la Coldiretti -  evidenzia la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie troppo larghe della legislazione a partire dall'obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata, voluto con una legge nazionale all'inizio dell'anno approvata all'unanimità dal Parlamento italiano, ma non applicata.
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Fin qui l’allarme, giusto, lanciato da Coldiretti. Ma occorre aggiungere una riflessione, altrettanto seria, sia sulla necessità di salvaguardia del territorio, affinché la cementificazione non continui a sottrarre spazi vitali all’ambiente, e sia sulla opportunità di una maggiore attenzione, delle giovani generazioni, verso l’agricoltura come opportunità di sviluppo, di benessere e di lavoro.   

mercoledì 30 gennaio 2013

I nomi dei Presidenti di seggio e degli Scrutatori a Latiano, per le prossime Elezioni Politiche.

Si sono svolte stamattina le procedure di nomina degli scrutatori per le Elezioni Politiche che avranno luogo il 24 ed il 25 febbraio 2013. La Commissione Elettorale Comunale  - presieduta dal Sindaco Antonio De Giorgi e composta da me e dagli altri due Consiglieri Comunali Daniele Pascariello e Giuseppe Vitale (quest’ultimo assente, oggi, per impegni di lavoro) -  ha ritenuto di non avvalersi della facoltà di nominare direttamente gli scrutatori ed ha quindi optato per un più democratico sorteggio degli stessi, in modo da evitare che i seggi siano composti, sulla base di una suddivisione politica, solo da persone in qualche modo riconducibili ai Partiti ed ai Movimenti rappresentati nella pubblica assise cittadina. Questi gli scrutatori nominati nei diversi seggi: (n. 1) Augurio Miriam, Parlati Erminia Maria, Santoro Francesca, Librale Katia; (n. 2) Damasco Cosimo, Ruggiero Ilaria, Gelsomino Marisa, Urgese Claudia Laura; (n. 3) Camassa Roberto, Truppa Igino, Tanzarella Giovanni, Caforio Rossella; (n. 4) Salonne Ilaria, Marchese Denise, Librale Giuseppe, Nigro Margherita; (n. 5) Galiano Oronzo, Ligorio Antonio, Cavaliere Cosimo, Ingrosso Patrizia; (n. 6) Madaghiele Crocifisso, Scalera Gino, Monaco Maria, Caliolo Daniela; (n. 7) Greco Cosimo, Lo Vecchio Margherita, Panelli Vincenzo; Scrascia Angela; (n. 8) Francioso Daniela, Mustich Rosangela, Corrado Addolorata, Durante Antonio Ivan; (n. 9) Montanaro Davide, Tagliente Maria Cristina, Piranisi Giovanni, Di Tommaso Pasquale; (n. 10) Ciracì Lucia, Cariolo Raffaella, Rizzo Annalisa, Volpe Angelo; (n. 11) Fitto Jole, Rubino Giovanni, Taurisano Crocifisso, Gigliola Valentina; (n. 12) Chiarella Filomena, Cervellera Stefania, Di Serio Anna Maria, Brunetti Davide; (n. 13) Schiena Giovanni, Mininno Tommaso, Salonna Antonella, Carlucci Maria Luisa; (n.14) Argentiero Giuseppe, Talema Azzurra, Rizzo Margherita, Chirico Margherita. Si è provveduto a sorteggiare anche gli scrutatori di riserva, che saranno chiamati, in ragione dell’ordine di sorteggio, in caso di eventuale comunicazione di rinuncia, da inviare all’Ufficio Elettorale Comunale prima dell’insediamento dei seggi, da parte di qualcuno degli scrutatori titolari. L’elenco ufficiale dei sorteggiati è disponibile presso l’Ufficio Elettorale Comunale e sarà pubblicato, nei prossimi giorni, anche sul sito internet del Comune. La composizione dei seggi può quindi dirsi ormai completa poichè la Corte d’Appello di Lecce ha provveduto a nominare i Presidenti di seggio: (n. 1) Antonella Argentiero; (n. 2) Massimiliano Lamendola; (n. 3) Antonio Altavilla; (n. 4) Maria Antonella Cucci; (n. 5) Gianluca Lamendola; (n. 6) Giuseppe Gatti; (n. 7) Rita Bianco; (n. 8) Giovanna Lucisani; (n. 9) Angela Caforio; (n. 10) Teodora Rizzo; (n. 11) Marcello Mauro; (n. 12) Fernando Pagliara; (n. 13) Stefano Argentiero; (n. 14) Alberto Argentiero.      

domenica 27 gennaio 2013

Elezioni politiche 2013 - cattolici in lista (quasi) ovunque.

Riporto qui di seguito due articoli di Angelo Picariello, pubblicati il 23 gennaio scorso dal quotidiano “Avvenire”, nei quali emerge, anzitutto, la presenza di candidati cattolici significativi in quasi tutte le coalizioni in lizza per le prossime elezioni politiche. E si paventa anche il “rischio – strumentalizzazione”, laddove alcune di queste candidature possano solo avere una funzione di richiamo verso le rispettive liste, senza poi poter effettivamente incidere alla prova dei fatti, ovvero quando si tratterà di assumere posizione in Parlamento, soprattutto sui “principi non negoziabili”. La prossima legislatura avrà probabilmente (penso che ormai se lo augurino tutti) una connotazione costituente poiché si dovrà proseguire l’azione riformatrice appena intrapresa. Credo allora che il profilo ideale dei Parlamentari possa avere particolare importanza ed in questo senso la presenza di cattolici, in differenti gruppi parlamentari, se non “soffocati”, o isolati, nei rispettivi contesti di riferimento, potrà essere “lievito” e portare  - a mio modo di vedere -  buoni frutti.

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«Siamo soddisfatti. La presenza dei cattolici in posizioni così rilevanti nelle liste del PdL rappresenta il riconoscimento di un impegno e una smentita per quanti, negli altri partiti, avrebbero voluto vantare un’esclusiva della rappresentanza cattolica e dipingere un PdL inviso a quel mondo».
Con queste parole Gaetano Quagliariello, al termine del travagliatissimo parto delle liste del suo partito difende un lavoro paziente e tenace per difendere un gruppo di lavoro. Il "pacchetto di mischia" di Magna carta  - l’associazione che si è distinta negli anni per la difesa dei valori non negoziabili in politica -  ha ottime prospettive di rielezione, da Maurizio Sacconi a Eugenia Roccella, da Beatrice Lorenzin allo stesso Quagliariello. Non ci sarà invece Alfredo Mantovano, che aveva lasciato il Pdl sull’onda della rottura col governo Monti e in polemica per il sostegno del partito alla legge che ha "legittimato" i genitori incestuosi. Scegliendo alla fine di restare fuori anche dalle liste di Monti per dedicarsi alla professione forense.
Nel Pdl c’è un altro gruppo di lavoro, che fa capo a Maurizio Lupi, ugualmente impegnato sul terreno della dottrina sociale, ma nell’intento di allargare il dialogo il più possibile, verso un bipolarismo mite e costruttivo. Così l’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, guidato da Lupi, è riuscito ad aggregare fino a 320 parlamentari portando a casa non poche proposte che hanno fatto breccia nell’incomunicabilità fra i poli che ha caratterizzato le passate legislature. Con Lupi correranno per la riconferma altri parlamentari a lui molto vicini come il toscano Gabriele Toccafondi e l’emiliano Raffaello Vignali. In lista anche altri parlamentari molto attenti sui temi dei valori e della famiglia come l’ex An Barbara Saltamartini e il siciliano Alessandro Pagano, espressione di Alleanza Cattolica. Al pari di Massimo Polledri, che invece è stato escluso dalla Lega Nord. Fuori dalle liste anche il presidente dei "Cattolici padani", il senatore Giuseppe Leoni.
Nell’Udc conferma, con posti da capolista, a chiaro riconoscimento di un impegno, per Rocco Buttiglione e Paola Binetti. Restano fuori invece Luisa Santolini e Luca Volontè.
Nel Pd accanto alle riconferme di Beppe Fioroni, Gigi Bobba e Nicodemo Oliverio  spicca l’assenza del costitituzionalista Stefano Ceccanti, dei cristiano sociali.
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Una presenza ridotta di new entry complici le ristrettezze del sistema elettorale che hanno imposto ai partiti di "salvare" innanzitutto gli uscenti e le dirigenze di partito. È andata meglio, per i cattolici, nelle liste per Monti che hanno aperto le loro porte prioritariamente ai neofiti della politica, ma resta  - in questo ultimo caso -  una linea politica ancora non definita, in particolare sui principi non negoziabili, lasciata all’iniziativa parlamentare.
A un primo esame delle liste dei partiti, ufficializzate lunedì, emergono luci ed ombre e il rischio "fiore all’occhiello" c’è, da verificare alla prova dei fatti. Con alcune conferme ed alcune sorprese. Una sorpresa, ad esempio nelle liste Monti è certamente Gennaro Iorio, sociologo di riferimento del movimento dei Focolari. In lista in Sicilia al numero 3  - con ampie possibilità di elezione -  al sito di Città nuova campeggia ancora una riflessione di pochi giorni fa  - indice chiaro di una scelta di impegno concretizzatasi solo all’ultimo momento -  sull’impegno dei cattolici, in grado di scatenare il dibattito, sul sito, fra gli aderenti al movimento. «Impegno plurale agenda comune», teorizza Iorio. «C’è estremo bisogno - spiega - che i cattolici maturino come cittadini che sappiano esercitare il diritto-dovere di voto, uscendo dall’atomismo elettorale. Cioè dal vivere le elezioni come fatto individuale. Bisognerebbe che i cattolici fossero capaci di vivere la tornata elettorale come comunità che discute in pubblico delle priorità del Paese  - conclude Iorio -  offrendo le proprie proposte».
Una vera e propria strategia da mettere in campo, a fronte di un’accelerazione degli eventi che ha interrotto a metà la riflessione in atto nel variegato mondo cattolico, che ha avuto negli incontri di Todi una delle espressioni più propositive. In lista per Monti, accanto a presenze di chiara impostazione laica  - laicista in taluni casi -  una pattuglia di cattolici interessante. Simonetta Saveri, ad esempio, in posizione da elezione in Liguria, avvocato civilista con un passato di dirigente, per 11 anni, della pastorale giovanile della Liguria, è balzata alla ribalta nelle scorse elezioni a sindaco di Genova come rappresentante della civica "Primavera Politica", un movimento che mette al centro i diritti della persona e la famiglia. Nomi che vanno ad affiancarsi ad altri di cui si è già parlato: il ginecologo obiettore Lucio Romano, presidente di Scienza&vita; Andrea Olivero, ex presidente delle Acli; Luigi Marino, presidente di Confcooperative; Gian Luigi Gigli, il grande neurologo che si spese per la vita di Eluana Englaro; Mario Sberna, presidente dell’associazione Famiglie numerose; Mario Marazziti, portavoce della Comunità di sant’Egidio. Tutti collocati in posizione da elezione.
Dal movimento fondato dal ministro Andrea Riccardi proviene anche Mario Giro, che corre in Campania al Senato con il numero 2, con altissime probabilità di sedere a Palazzo Madama insieme al fratello, Francesco Giro, a lungo responsabile dei rapporti con il mondo cattolico schierato con il Pdl, che prenota la rielezione nel Lazio.
Anche Mario Mauro, numero tre in Lombardia al Senato con un passato da vicepresidente della Cdo-settore scuola, guida un gruppo di esponenti della stessa estrazione, tutti con prospettiva di elezione, fra cui spicca un dirigente politico sardo collaudato come Giorgio La Spisa, vicepresidente uscente della Regione, poi Daniele Menorello, responsabile di "Rete popolare", un’aggregazione di giovani amministratori in Veneto, e un giovane imprenditore dirigente della Cdo Matteo Campodonico, 30 anni, che ha costruito la sua piccola fortuna inventandosi una banca dati per giovani calciatori, che oggi dà lavoro a 60 dipendenti e si interfaccia con i grandi club di tutto il mondo. «Ma soprattutto – spiega Mauro – mi ha colpito alla convention di Bergamo che in tanti, prima di prendere la parola, hanno voluto premettere di essere cattolici, quasi a dire che la loro voglia essere una risposta affermativa a quell’appello reiterato a dar vita a una nuova generazione di cattolici impegnati».
Tanti ancora i nomi di rilievo, in corsa per Monti: Gregorio Gitti, numero due in Lombardia 2, presidente della Fondazione Etica; il demografo Gianpiero Della Zuanna, capolista alla Camera in Veneto1; Daniele Morini, giornalista cattolico candidato al numero due in Umbria, mentre Augusta Sorriso, dirigente dell’Mcl a New York è capolista nella circoscrizione del Nord America.
Il movimento guidato da Carlo Costalli ha un suo dirigente anche nelle liste del Pdl, Teresa Restifa, capolista nella circoscrizione Australia. Nel partito di Berlusconi e Alfano la "battaglia" dei cattolici è stata soprattutto quella di salvaguardare la continuità di un impegno (di cui diamo conto nel pezzo in alto). Nell’Udc fra i nomi nuovi spicca quello di Giorgio Guerrini, fra i protagonisti di Todi come ex presidente di Confartigianato e capolista alla Camera in Toscana. «Serve  - spiega Guerrini -  una nuova classe dirigente e una nuova assunzione di responsabilità dei cattolici che vuol dire garantire maggiore competenza nel governo delle risorse pubbliche e inseguire le migliori pratiche». Torna in corsa per il Parlamento Luca Marconi, ex senatore, legato a Rinnovamento nello spirito, ora assessore alla Famiglia nelle Marche dove sarà numero tre. Per il resto il partito di Casini punta a valorizzare espressioni di impegno politico del territorio già consolidate, anche se di chiara provenienza cattolica. In questo quadro spiccano i nomi di un assessore brindisino, l’architetto Paola Baldassarre, Bartolomeo Rampinelli Rota, continuatore della collaudata tradizione bresciana di presenza e impegno, e Beppe Delfino, assessore a Cuneo e figlio d’arte.
Nel Pd, a chiusura dell’operazione liste, il partito di Bersani ha esibito un poker di neo-candidati di ispirazione cattolica. Che in realtà sono di più. Spicca il nome di Edo Patriarca, ex presidente Agesci e portavoce del Forum del Terzo settore e segretario del comitato organizzatore della Settimana sociale. Nome di spicco anche quello di Francesco Russo, esponente di Azione cattolica, vicino a Enrico Letta, e capolista in Friuli. Evocativa poi la presenza in lista di Flavia Nardelli, segretaria dell’Istituto Sturzo e figlia dell’ex leader dc Flaminio Piccoli. In corsa anche la storica Emma Fattorini, mentre in Veneto ci sarà il numero due della Cisl Giogio Santini, che lascia per un seggio (molto probabile) di senatore. Gianni Baratta, segretario confederale della Cisl, ha lasciato il sindacato per correre invece con Monti. Di rilevo, infine, il sì a Bersani di Ernesto Preziosi, pesarese, ex vicepresidente di Azione Cattolica e segretario generale dell’Istituto Toniolo, candidato al numero 6  - con prospettiva di elezione -  in Lombardia 2. L’analisi che l’ha portato ad accettare la candidatura è la presa d’atto di un «disorientamento» dei cattolici. Che hanno corso il rischio, in politica, «di rimanere frantumanti da un sistema maggioritario aggressivo e muscolare, dove solo raramente la stessa fede è stata anteposta all’appartenenza di partito». Ed è questa ora la sfida. Per tutti.
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venerdì 25 gennaio 2013

Abbiamo ciò che ci meritiamo

Ho votato Silvio Berlusconi alle elezioni politiche del 2008 ed ho già avuto modo di manifestare più volte, nel corso degli ultimi anni, la mia delusione per quella scelta.
Mi sorprende allora questo ritorno di popolarità del “Cavaliere”: ingiustificato (a mio modesto avviso), sul piano dei fatti politici che Egli stesso, con una maggioranza schiacciante nei due rami del Parlamento, ha determinato.
Già nello scorso mese di settembre ho scritto  - sul primo numero di “M’impegno”, il mio periodico informativo su carta stampata -  che non so se deciderò di candidarmi alle prossime elezioni comunali latianesi. Certo è che, fino all’ultimo giorno del mio mandato di pubblica rappresentanza, avverto il dovere di espormi: di dire la mia, in coerenza con la mia storia e con la mia educazione; di rendere partecipi, i miei concittadini, del mio modo di vedere le cose. Anche a costo di pagare, talvolta, il prezzo della impopolarità o di perdere per strada qualche comoda frequentazione.
Ciò vale sia per le questioni politiche locali, sia per quelle di rilevanza più generale.
Ammetto quindi che mi accosto a questa campagna elettorale con il residuale entusiasmo che produce un sistema elettorale che sottrae ai cittadini la prerogativa di scegliersi i propri Parlamentari, con l’ansia che le urne costringano il Paese all’ingovernabilità, con lo spirito di responsabilità che induce a testimoniare la propria appartenenza, con l’onestà intellettuale di chi ammette di sforzarsi di scorgere  - “oltre” -  scenari nuovi e più chiari in cui contestualizzare le energie future.
Per tutte queste ragioni  - e con la rammaricata constatazione dell’occasione perduta, dai riformisti del Pdl, per lanciare il cuore oltre l’ingombrante ostacolo e per rendersi disponibili, con coraggio, senza protezioni, alla costruzione di una moderna alleanza popolare che avrebbe sovvertito anche i vetusti steccati della destra e della sinistra -  intendo condividere, con i pazienti lettori del mio blog, un commento di Roberto Saviano, pubblicato lo scorso 18 gennaio da “Repubblica”.
Confesso che, pur rispettando le ragioni di fondo della sua “militanza” contro la criminalità organizzata, raramente mi sono ritrovato nello stile e nelle conclusioni di Saviano; questa volta, invece, in ampia parte approvo ciò che ha scritto, e che testualmente riporto qui di seguito, anche perché ritengo che possa agevolare una riflessione su chi siamo noi italiani e su cosa davvero vogliamo dalla politica.   

La cosa sorprendente di questa campagna elettorale è che l'ex primo ministro, lo stesso che ha avuto a disposizione decenni di comunicazione televisiva e giornalistica, oggi torna a pretendere e ottenere un pulpito. E da esso conquisti anche larga audience. Accade poi che, grazie a quel pulpito, sembra guadagnare come decorazioni al merito, un'immagine nuova, diversa, svecchiata. Quella che doveva apparire come la più logora e stantia delle proposte politiche, d'improvviso sembra diventare, per un trucco mediatico, il nuovo che attrae. Lo si segue in televisione, si cliccano i video delle sue interviste, si resta lì, incollati allo schermo, ipnotizzati, invece di cambiare canale, per decenza.
Ci dovrebbe essere un unanime "ancora lui, basta" e invece no. E ciò che tutti un anno fa credevamo sarebbe stata l'unica reazione possibile alla incredibile ricomparsa sulla scena politica di Silvio Berlusconi non si sta verificando. Una certa indignazione  -  naturalmente  -  talvolta una presa di distanza, ma non rifiuto, non rigetto.
Quando Berlusconi va in tv sa esattamente cosa fare: la verità è l'ultimo dei suoi problemi, il giudizio sui suoi governi, il disastro economico, le leggi ad personam, i fatti  -  insomma  -  possono essere tranquillamente aggirati anche grazie all'inconsapevolezza dei suoi interlocutori. Il Cavaliere mette su sipari, sceneggiate, battutine. È smaliziato, non ha paura di dire fesserie, non ha paura di essere insultato, di cadere in luoghi comuni, di ripetere storielle false sulle quali è già stato smascherato. Occupa la scena. E c'è chi cade nel tranello: questo trucco da prim'attore, incredibilmente, ancora una volta crea una sorta di strana empatia, di immedesimazione. C'è chi dice: sarà anche un buffone, ma meglio lui dei sedicenti buoni.
E allora sedie spolverate, segni delle manette, lavagnette in testa. Torna lui, lui che ci ha ridotti sul lastrico, lui che ha candidato chiunque, lui che ha detto tutto e il contrario di tutto ed è stato smentito mille volte. Eppure quei pulpiti diventano per lui nuove possibilità di partenza: chi vuole ostacolare questo processo già visto e già vissuto dovrebbe evitare di fare il suo gioco, di prestarsi al ruolo di spalla  -  come al teatro  -  dovrebbe impedirgli di montare e smontare sipari.
Più Berlusconi va in tv, più dileggia chi gli sta di fronte, più piace. Perché sa disinnescare chi lo intervista. Non ha paura, anzi sembra divertito dalla paura degli altri. Sente l'odore del sangue dei suoi avversari e attacca. In una competizione in genere vince chi non ha nulla da perdere e lui, screditato sul piano nazionale, internazionale, politico e personale; con processi pendenti che riguardano le sue aziende e le sue abitudini privatissime; con l'impero economico che cola a picco, è l'unico vero soggetto che da questa situazione non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare. E se la sta giocando fino in fondo. Appunto, giocando. È divertito, esaltato.
Berlusconi non può più essere considerato un interlocutore, chi lo fa gli dà la possibilità di mentire laddove i fatti lo hanno già condannato. Fatti politici, ancor prima che giudiziari. Più lo si fa parlare, più lo si aiuta, più si asseconda la sua pretesa alla presenza perenne, all'onnipresenza televisiva come fosse un diritto da garantire a un candidato, cosa che non è. E tutto come se prima di questo momento non avesse mai avuto la possibilità di farci conoscere le sue idee e i suoi programmi. Come se non avesse avuto modo di esprimersi, da primo ministro, sui temi che oggi sta affrontando spacciandosi da outsider, da nuovo che avanza, da nuovo che sgomita e lotta per riconquistare lo spazio che gli è dovuto. Ha avuto una maggioranza che gli avrebbe consentito di poter modificare le leve e cambiare tutto. E non lo ha fatto. Ha solo legittimato quel "liberi tutti" fatto di evasione e deresponsabilizzazione che ha reso il nostro paese un paese povero. Povero di infrastrutture, povero di risorse, povero di speranza e invivibile per la maggior parte degli italiani. Anche per chi Berlusconi lo ha votato, anche per chi in lui si è riconosciuto.
E allora smettiamola di prenderlo sul serio, smettiamola di ridere alle sue battute per tremare poi all'idea che possa riconquistare terreno. Trattiamolo piuttosto per quello che è: un bambino di settantasei anni. Quando i bambini esagerano con le parolacce, con i capricci, i genitori li ignorano, fingono di non aver sentito. È l'unico modo perché il bambino perda il gusto della provocazione. La stessa cosa dovremmo fare con lui: farlo parlare, ma senza prestargli attenzione. Evitiamo i sorrisi alle sue battute stantie, perché non possa più ostentare sicurezza davanti ai suoi, perché non possa più spacciare la falsa tesi secondo cui i politici sono tutti uguali. Non sarò mai per la censura: Berlusconi ovviamente deve parlare in tv  -  certo dovrebbe farlo nelle regole sempre infrante della par condicio  -  come tutti i leader delle coalizioni. Siamo noi che dobbiamo smetterla di giocare con lui. Lasciamolo senza platea.
Roberto Saviano

mercoledì 23 gennaio 2013

Nella città di Bartolo Longo, si ricorda Giuseppe Moscati

L’Associazione “Circolo cattolico Beato Bartolo Longo” mi ha fatto pervenire l’invito ad una interessante iniziativa, patrocinata anche dalle Città di Latiano e di Pompei, che avrà luogo a Latiano venerdì prossimo, 25 gennaio, alle ore 18 presso la sala Flora di palazzo Imperiali.
In quella circostanza sarà presentato il libro, di Micol Bruni, “Giuseppe Moscati – nella vita nascosta con Cristo in Dio”.
Le vite di Bartolo Longo e di Giuseppe Moscati (ben trentanove anni più giovane del latianese) si incrociarono quando il padre del secondo, per motivi di lavoro, fu trasferito da Ancona a Napoli dove, insieme alla moglie, iniziò a frequentare Caterina Volpicelli ed altri (tra i quali, appunto, Bartolo Longo e Ludovico da Casoria) che, sotto la guida del cardinale Sisto Riario Sforza, si unirono a lei nell’apostolato religioso e sociale. Dopo la laurea in Medicina, Giuseppe Moscati divenne medico personale di Bartolo Longo e grazie a lui si accostò con fervore alla Madonna di Pompei. Moscati curò i bambini e gli infermi accolti nelle opere di carità fondate da Bartolo Longo, contribuendo anche al loro mantenimento.
Moscati morì nel 1927 e fu proclamato Santo nel 1987. Intensa è la devozione, verso questo Uomo di fede e di medicina, in molte parti del mondo. Ricordo, per esserne state diretto testimone, i forti legami avvertiti verso Giuseppe Moscati dalla comunità di Taranto, che a lui volle dedicare l’Ospedale ubicato nel quartiere Paolo VI.
Credo, insomma, che valga la pena non perdere questa interessante iniziativa organizzata per dopodomani dall’Associazione “Circolo cattolico Beato Bartolo Longo”. 

giovedì 10 gennaio 2013

C’è posto per tutti?

Ricevo il seguente comunicato dall’Associazione “Karibuni” e lo pubblico volentieri anche perché non è la prima volta che il cosiddetto “terzo settore” rivendica spazi di vita e luoghi d’azione.
A me, Consigliere Comunale di opposizione, in genere giungono gli echi di queste, giuste, istanze solo quando l’Amministrazione si mostra non disponibile o, talvolta, impossibilitata a fornire risposte positive.
Comprendo le difficoltà ad accogliere le proposte di tutti ma, quando si tratta di interlocutori qualificati che  - senza scopo di lucro e senza porsi in concorrenza sul mercato -  offrono un servizio di oggettiva utilità sociale, credo che l’Ente pubblico non possa lasciarsi sfuggire l’occasione di fare la sua parte, anche evitando l’insorgere di mortificanti competizioni tra realtà associative costrette a “conquistarsi” spazi e risorse, necessarie per la propria sopravvivenza, a scapito di altre realtà ugualmente benemerite.
Penso che il Comune, oltre a “liberare” ogni locale pubblico disponibile, per metterlo a disposizione degli organismi associativi di volontariato, debba dotarsi di un Regolamento che, in ragione di criteri presupposti, ne determini e ne disciplini l’accesso.

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Nei giorni scorsi l’Associazione di Volontariato  “Karibuni” di Latiano ha inviato una lettera aperta al Sindaco e alla neo-giunta , inoltre il Presidente ha chiesto un incontro urgente con l’Assessora ai Servizi Sociali per cercare di dare seguito al lavoro iniziato dal terzo settore latianese con l’ex Di Viggiano.
Ecco il testo:

Lettera aperta al Sindaco e all’Amministrazione Comunale di Latiano

“Una città aperta alla partecipazione, alla democrazia, alla difesa dei diritti, all’accoglienza, alla solidarietà , all’innovazione e alla vivibilità ecosostenibile….”
E ancora “ L’Integrazione dei cittadini extracomunitari nella vita sociale anche attraverso forme di consultazione e di rappresentanza…”
Questo e altro ancora era scritto nel Vostro Programma di governo della città (cf. DemoLatiano Anno II/n.9 Marzo 2010). Buoni propositi da campagna elettorale.
Questa Associazione, che si occupa principalmente di Immigrazione, aveva accolto di buon grado l’interesse a questa fascia sociale. Anche perché il territorio latianese è interessato da flussi sempre crescenti di immigrazione. E da decenni conta, tra gli altri, la presenza di una numerosa comunità magrebina, di una comunità albanese e rumena già abbastanza integrate nella collettività locale. Per non parlare delle ormai numerose famiglie latianesi che hanno adottato bambini, provenienti principalmente dell’Africa sub sahariana.
Nel mese di Dicembre 2011 abbiamo avanzato alla S.V. la proposta dell’istituzione di un Social Point; uno sportello sociale di cittadinanza che prevedeva :
Ø  Servizio di informazione legale e sociale per cittadini immigrati;
Ø  Sostegno alimentare alle famiglie Immigrate segnalate dall’Uff. Servizi Sociali;
Ø  Servizio di mediazione culturale e familiare;
Ø  Informazioni sui Servizi socio-sanitari per immigrati;
Ø  Laboratori artistici ,doposcuola, inserimento sociale di minori immigrati;
Ø  Servizio per l’informazione e la formazione, sulla progettazione sociale e sulla cooperazione internazionale;
Ø  Formazione del Volontariato e costruzione di una rete degli attori sociali, in tale ambito, presenti sul territorio.
Il tutto senza comportare alcun impegno di spesa a carico del comune e della cittadinanza!
Con delibera della Giunta Comunale n. 207 del 7.12.2011 l’Amministrazione Comunale approvava, sposando la nostra proposta, l’istituzione del Social Point Immigrazione, mettendo a disposizione dell’Associazione alcuni locali comunali siti presso l’ex Archivio in Via Papa Giovanni XXIII.
Nel mese di Gennaio sollecitavamo l’Assessore al ramo, per la firma della convenzione e della presa di possesso dei locali dati in affidamento, per preparare ed organizzare con le nostre professionalità lo Sportello. Ci veniva chiesto di temporeggiare perché quei locali non erano, forse, più disponibili, poiché concessi ad una Struttura “medica” privata.
Facevamo presente all’allora Assessore delegato all’Immigrazione  Blé che per noi non era importante la location ma la possibilità di  avere un locale per espletare il nostro servizio sociale. Il tempo è trascorso con i soliti “mo’ vediamo” ecc. ecc..
E’ passato un anno e non si è fatto niente.
Si è preferito il “privato” al “volontariato sociale”.
Scelte che non rispecchiano gli slogan elettorali.
La scelta dell’Amministrazione ha danneggiato i bisognosi e i cittadini stessi!
Nei progetti e nelle convenzioni dell’Associazione c’erano dei programmi di riduzione delle spese nei Servizi Sociali; ciò avrebbe garantito al Comune la realizzazione di utili da re-investire, per esempio, per evitare l’aumento della pressione fiscale sulle famiglie (mensa, scuolabus ecc..); per la creazione di posti di lavoro per i giovani (sfumati per il 2012, n. 16 posti di lavoro), o per altre iniziative di primaria importanza.
Ora, noi confidiamo che questa “giovane” Amministrazione sia almeno coerente con i “reali” obbiettivi che si è preposti: dare seguito ad un “misterioso” programma, diverso da quello che ha presentato nella sua, -sempre più lontana nel tempo e nelle intenzioni-, campagna elettorale.
Chiediamo perciò che ci fornisca il suo “vero” programma (se ne esiste uno!) o magari più semplicemente la smetta di perdere tempo dietro a giochini di palazzo, degni della più vecchia e becera classe politica e decida una buona volta di rispettare gli impegni assunti con la comunità latianese.
Cordiali Saluti                                                                                  
Il Presidente
Pierpaolo Di Bello
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venerdì 4 gennaio 2013

Fronte (unico?) del PUG

Nel corso della seduta del Consiglio Comunale svoltasi il 28 dicembre 2012 è stata presentata  - dagli esponenti dell’opposizione -  la seguente mozione finalizzata all’inserimento, all’ordine del giorno della prossima convocazione della pubblica assise cittadina, della discussione sul Documento Preliminare e Programmatico del Piano Urbanistico Generale.
Tale iniziativa è in linea con gli intenti manifestati dai gruppi consiliari di opposizione nel precedente documento (“Allo sbando”) di denuncia del fallimento politico della Amministrazione – De Giorgi.
Nel rilevare che tutte le tre coalizioni che si sono confrontate in occasione delle ultime elezioni comunali del 2010 prevedevano, nei loro programmi, l’adozione del PUG, non si comprenderebbero comunque, da parte dell’intero Consiglio Comunale, ulteriori esitazioni nell’agevolare l’avanzamento di un iter da tutti, almeno a parole, auspicato.

Premesso:
-          Che con provvedimento della Giunta Zizzi  si diede incarico all’ing. Conversano di redigere il Piano Urbanistico Generale;
-          Che detto incarico è stato confermato dalla Amministrazione De Giorgi;
-          Che il primo passaggio dell’iter di approvazione del Piano consiste nell’approvazione del Documento Preliminare e Programmatico per il quale sono stati adempiuti da tempo i dovuti passaggi mirati al coinvolgimento delle forze politiche, sociali, culturali del territorio e l’intera cittadinanza attraverso assemblee pubbliche;.
Considerato:
-          Che nel programma dell’Amministrazione De Giorgi l’approvazione del PUG ne costituiva punto fondante;
-          Che da quasi un anno il percorso del PUG è fermo nonostante sia stato messo a disposizione di tutti il Documento Preliminare e Programmatico e relativa VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e gli incontri di approfondimento succedutisi tra  tecnico incaricato e i Consiglieri Comunali.
Ritenuta
-          Improcrastinabile la necessità di proseguire il percorso del PUG che dia regole aggiornate, certe e più democratiche sull’assetto futuro dell’intero territorio latianese, della tutela del suo paesaggio e della salvaguardia delle sue specificità.
A tale scopo i sottoscritti Consiglieri Comunali chiedono, con la presente mozione, ai sensi dell’art. 21 del Regolamento, che venga inserita all’o.d.g  del prossimo Consiglio Comunale, la discussione del Documento Preliminare e Programmatico, passaggio propedeutico per la definitiva redazione del PUG.

F.to i Consiglieri Comunali: Gabriele Argentieri, Giovanni Bruno, Angelo Caforio, Giovanni Calcagno,  Antonio Gioiello, Giuseppe Natale, Cosimo Rubino, Claudio Ruggiero, Mauro Vitale.

venerdì 28 dicembre 2012

Ancora "M'impegno"

E’ in distribuzione da oggi il secondo numero di “M’impegno”, il bollettino informativo, su carta stampata, della mia attività di Consigliere Comunale. Chi non dovesse riceverne copia direttamente a casa, potrà trovarlo, gratuitamente, presso le edicole e nei più frequentati luoghi di ritrovo latianesi.

domenica 23 dicembre 2012

Allo sbando

Sarà affisso nei prossimi giorni il seguente manifesto, sottoscritto da tutti i Consiglieri Comunali di opposizione. L’iniziativa è condivisa, nella sostanza, anche da altri soggetti politici locali: primo fra tutti la Federazione dei Verdi che, pur non avendo propri rappresentanti nella Pubblica Assise Cittadina, ha sempre proseguito, con coerenza, una qualificata azione politica al servizio della comunità latianese.
Credo che l’esigenza di reagire all’immobilismo politico in cui, da ben più di un anno, si è cacciata la maggioranza guidata dal Sindaco Antonio De Giorgi, nonché l’ormai matura, comune, volontà di sottrarre Latiano ad un interventismo sporadico (e sempre più spesso emergenziale) per affidarne finalmente le sorti ad un progetto di sviluppo sostenibile proiettato verso un futuro lungo, possano rappresentare il fondamento di una coesione responsabile, aperta ad ulteriori contributi (insperati fino ad un recente passato) che probabilmente non tarderanno a rendersi visibili già dalle prossime settimane.


Il Sindaco Antonio De Giorgi ha cambiato tutti gli Assessori Comunali ma la nomina della nuova Giunta non è bastata a far ritrovare coesione alle forze politiche di maggioranza.
Addirittura non è stato possibile svolgere  - per l’assenza del Sindaco, del Presidente del Consiglio Comunale e dei Consiglieri della maggioranza -  la prima convocazione della Pubblica Assise Cittadina nel corso della quale si sarebbero dovuti sostituire i Consiglieri Comunali dimissionari che hanno assunto l’incarico assessorile.
In tale circostanza i rappresentanti dell’opposizione hanno voluto evidenziare il permanere di quello stato di confusione e di conflittualità, all’interno della maggioranza, che ormai da più di un anno blocca l’azione amministrativa comunale ed impedisce ogni seria iniziativa progettuale nell’interesse della comunità latianese.
Riteniamo che il Sindaco Antonio De Giorgi non possa che prendere atto del fallimento del progetto politico da lui guidato e  - nella consapevolezza della complessità e della molteplicità dei problemi della comunità latianese rimasti finora irrisolti -  attendiamo ora un suo atto finale di dignità e che ponga fine alla situazione determinatasi.
Fin d’ora i gruppi di opposizione, compattamente e nel dissentire ad iniziative amministrative rispondenti ad esigenze individuali (varianti al Piano di Fabbricazione e lottizzazioni), ritengono necessario porre immediatamente all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale i seguenti argomenti:
  1. Discussione e approvazione del Documento Preliminare Programmatico del PUG;
  2. Discussione sullo stato di abbandono del palazzetto dello sport;
  3. Discussione sullo stato di attuazione dell’ampliamento del Cimitero comunale;
  4. Discussione sullo stato di attuazione di tutte le opere pubbliche, già finanziate, programmate dalla precedente Amministrazione Comunale.

I Consiglieri Comunali di opposizione (Udc, Partito Democratico, Ecopacifisti, Fli, Pdl):
Gabriele Argentieri, Giovanni Bruno, Angelo Caforio, Giovanni Calcagno, Antonio Gioiello, Giuseppe Natale, Cosimo Rubino, Claudio Ruggiero, Mauro Vitale.

venerdì 14 dicembre 2012

Il Sindaco di Latiano ha nominato la nuova Giunta Comunale. La montagna ha partorito il topolino?

La nuova Giunta comunale latianese avrà l’arduo compito di rilanciare una attività amministrativa che da ormai più di un anno risentiva delle tensioni presenti all’interno della maggioranza.
Si vedrà ora se la “cura” del turnover sarà servita a far ritrovare vigore alle azioni e lucidità ai progetti.
Il sindaco Antonio De Giorgi si è determinato una nuova opportunità per proporsi con un programma di governo chiaro e realistico, sgombro dalle demagogie della campagna elettorale e dai trionfalismi dell’esordio.
Da questo programma, oltre che dalla efficienza della squadra chiamata a realizzarlo, dipenderà la durata di questa seconda fase del mandato affidato, nella primavera del 2010, dall’elettorato latianese.
Sarà l’epilogo di una agonia politica già da lungo tempo iniziata?
Oppure sarà l’occasione per avviare una stagione lunga di buon governo e di più ambiziosi traguardi per la città di Latiano?
Lo capiremo già dalle “piccole” cose concrete che si realizzeranno nelle prossime settimane.
Penso all’allargamento del cimitero comunale, annunciato da lunghi anni (non solo dall’Amministrazione – De Giorgi) ed ormai improcrastinabile; penso ad un piano di interventi per intensificare l’illuminazione pubblica nelle zone periferiche e nelle contrade presso cui risiedono stabilmente molte famiglie; penso alla salvaguardia della rete viaria rurale, a tratti purtroppo ridotta ad un percorso di guerra; penso alla necessità di realizzare le opere pubbliche progettate dalla Amministrazione Zizzi – Ruggiero, per le quali sono stati intercettati specifici finanziamenti; penso alla calendarizzazione dell’iter che condurrà all’adozione del Pug; penso ad un più vasto e professionale sforzo di comunicazione da parte dell’Ente verso la comunità di riferimento, affinché possa stimolarsi ancora di più la partecipazione popolare al governo della Cosa Pubblica ed affermarsi definitivamente il principio di trasparenza come “costume” della buona amministrazione; penso ad un deciso investimento, peraltro coerente con le vigenti disposizioni contrattuali, per l’aggiornamento professionale continuo di tutto il personale dipendente del Comune, che è cuore e motore, strumento fondamentale per il realizzarsi del successo o del fallimento dell’azione amministrativa.
Se i riscontri andranno nella direzione auspicata, potranno ovviamente esserci ragioni di condivisione; altrimenti i percorsi continueranno a tendere verso differenti orizzonti e la costruzione di un’alternativa sarà naturale espressione della esigenza di riscatto di una comunità delusa ma non rassegnata.

martedì 11 dicembre 2012

Ci importa dello spread?

Silvio Berlusconi torna in campo e, nel giro di due – tre giorni, monopolizza l’attenzione dei media planetari.
Che l’Uomo di Arcore sapesse suonare i tasti della comunicazione, e della propaganda, con maestria più unica che rara, era già noto a tutti.
Ora però si vedrà quanti italiani decideranno di stare ancora dalla sua parte nonostante già venga spontaneo chiedersi “perché?”, nei lunghi anni del suo potere politico diretto, Egli non abbia fatto ciò che adesso auspica e rivendica per il bene di tutti noi italiani.
Una cosa, però, mi fa riflettere: i proclami di questo “Cavalier Rieccolo” suscitano almeno qualche dubbio anche nel cittadino che gli è più prevenuto.
Certo, al facile populismo, questa volta, preferiremo il ragionevole realismo (anche perché le scottature sono ancora evidenti…)… ma non sarà che, ultimamente, ci siamo un po’ troppo preoccupati degli altalenanti umori sia dell’alta finanza mondiale, sia di qualche (talvolta arrogante, talaltra egoista) Cancelleria europea?
Forse, piuttosto che pendere dalle labbra di saccenti interlocutori esterni, occorrerebbe agire con più determinazione nelle cose di casa nostra: per la riduzione dei costi della Pubblica Amministrazione (ad esempio, chi ha fatto arenare la riorganizzazione delle Province? E quei soldi che, in tal modo, lo Stato intendeva risparmiare, da dove si deciderà di prenderli?), per la lotta all’evasione fiscale, per la (vera) liberalizzazione delle professioni, per la (reale) promozione degli investimenti da parte delle famiglie e da parte delle medie e piccole imprese (con una attenzione privilegiata verso il settore agricolo che, quando esprime qualità, è traino del “made in Italy” in ogni angolo della Terra).
Tutto questo, probabilmente, acquieterebbe lo “spread” ma, soprattutto, migliorerebbe la condizione esistenziale degli italiani.

sabato 1 dicembre 2012

Un passo avanti e uno indietro.

Mi riferiscono che oggi il cine - teatro comunale sia rimasto chiuso. Era in programma, sempre nell'ambito del cartellone delle iniziative inaugurali, la proiezione di due film ("L'era glaciale 4", alle ore 17,30, e "Tutti i santi giorni", alle ore 20,30) con ingresso gratuito.
La decisione di rinviare l'accesso del pubblico sarebbe scaturita dalla presa d'atto della mancanza del collaudo per le proiezioni cinematografiche.
Insomma, dopo la manifestazione di ieri sera, sul cine-teatro latianese è calato per la prima volta il sipario, almeno per qualche altro giorno, in attesa che tutto sia, anche formalmente, in ordine.
Non è stata una bella figura, per chi  - per rimanere in tema cine-teatrale -  si è assunto la "regia" dell'intervento di ristrutturazione. E non è stata neppure una bella prova di coordinamento con chi ha stilato il programma della inaugurazione (se il problema, infatti, è stato per il cinematografo, si sarebbe potuto non prevedere la proiezione dei film ed organizzare quindi altre forme di rappresentazione).
A voler guardare il bicchiere mezzo pieno, però, occorre dare atto al Sindaco di aver fatto, almeno in tale circostanza, la cosa più giusta: si dice "the show must go on" - lo spettacolo deve continuare; ebbene, questa volta era in effetti più difficile fermarlo, lo spettacolo, piuttosto che farlo continuare.
Invece Antonio De Giorgi  - che non vive evidentemente il suo periodo politico più fortunato (anche per qualche "svista" di troppo commessa da qualcuno dei suoi ex assessori...) -  ha avuto il coraggio di affrontare la figuraccia di oggi pur di garantire la preventiva regolarizzazione delle cose.
Certo, lui  - o chi per lui -  avrebbe dovuto accertarsi di tutto prima di ufficializzare il programma della inaugurazione. Così non è stato ma ha però rimediato, sia pure all'ultima ora, mettendoci la faccia.  

giovedì 29 novembre 2012

Domani riapre il nostro cine – teatro.

La bella notizia è che domani sera, alle ore 20, sarà riaperto il teatro comunale di Latiano, dopo i lavori che ne hanno consentito la ristrutturazione interna e la messa a norma.
E’, questa, davvero una bella notizia. E pazienza se qualche assessore (del recente passato e/o del prossimo futuro: poco cambia), abbia voluto intestarsi meriti non completamente suoi, nelle vicende che hanno condotto a questo risultato da tutti atteso.
Anche il più goffo (politicamente), o il più esibizionista, non riusciranno  - a noi latianesi tutti -  a rovinarci la festa.
Accanto al Sindaco  - anche se oggi non gode di quello che si potrebbe definire un “picco” di popolarità, è il Sindaco di tutti noi latianesi -  al “taglio del nastro” domani ci sarò anche io, almeno idealmente.
I latianesi si riappropriano del loro cine – teatro comunale. E’ un passo avanti; è un segno positivo nel momento di tendenziale sfiducia che pervade un po’ tutte le famiglie.
Occorre allora fare festa, con sobrietà ma con sinceri sentimenti di partecipazione.
Una volta tanto, stiamo tutti dalla stessa parte.


venerdì 23 novembre 2012

“La storia d’Italia non è finita”

Domenica prossima, 25 novembre, alle ore 17 presso il castello ducale di Ceglie Messapica, sarà presentato il libro di Ciriaco De Mita “La storia d’Italia non è finita”. Interverranno  - oltre lo stesso on. De Mita, già Segretario nazionale della Democrazia Cristiana -  l’on. Donato Bruno (Pdl), Presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati, il sen. Nicola Latorre, Vicepresidente del gruppo Pd al Senato, l’on. Angelo Sanza, Segretario regionale Udc. Farà gli onori di casa il Sindaco di Ceglie Messapica, Luigi Caroli (Pdl). Modererà i lavori il giornalista Walter Baldacconi.  

domenica 18 novembre 2012

Con Idea Radio: con una delle voci libere di questo magnifico SUD

Questa mattina sono stato a Villa Castelli, per partecipare alla manifestazione di sensibilizzazione sull'avvenuta occupazione, da parte di Radio Padania, del canale con cui Idea Radio trasmette nella città di Brindisi (97,800 Mhz).
Il luogo dell'incontro ha avuto carattere simbolico poichè il traliccio utilizzato da Radio Padania è ubicato a Villa Castelli.
In segno di protesta, nel corso di questa mattina, Idea Radio ha ripetuto le trasmissioni dell'emittente leghista su tutte le proprie frequenze.
L'iniziativa è stata ospitata presso i mirabili locali di rappresentanza del Comune di Villa Castelli, dove hanno fatto gli onori di casa gli Assessori Ciracì e Neglia.
Ha condotto i lavori, sempre con grande diligenza ed equilibrio, il direttore del palinsesto di Idea Radio, Antonio Ligorio, affiancato dall'editore dell'emittente, Tommaso D'Angeli: emozionatissimo cuore e motore di questa ormai importante realtà che proprio oggi ha compiuto, con fierezza, i suoi primi venticinque anni di vita.
Sono intervenuti tra gli altri, oltre vari cittadini e rappresentanti di Associazioni da tutto il Salento, il sen. Giuseppe Caforio, il consigliere regionale sen. Euprepio Curto, il sindaco di Latiano accompagnato da una delegazione dell'Amministrazione Comunale, il presidente del Consiglio Comunale di San Michele Salentino, l'ex presidente della Provincia di Brindisi Nicola Frugis. Altri numerosi rappresentanti istituzionali hanno fatto pervenire i loro messaggi di adesione e di solidarietà. 
La vicenda che in questi giorni vede protagonista, suo malgrado, Idea Radio è un po' la metafora di una sistematica prevaricazione che una certa parte (non solo geografica) del nostro Paese continua a perpetrare (o a tentare di farlo) ai danni del nostro Sud.
La protesta a cui si è inteso dare voce oggi, in maniera più articolata e diffusa rispetto ai giorni scorsi, ha avuto una doppia connotazione.
E' stata anzitutto, infatti, una protesta civile contro l'illegittimità legalizzata delle grandi radio comunitarie nazionali che possono occupare, senza pagarli, i canali radiofonici, salvo prova della loro preventiva e corretta occupazione da parte di radio locali. E' un po', insomma, come la battaglia tra Davide e Golia, dove però il Golia-radio-comunitaria-nazionale compete con regole del gioco che gli sono pure favorevoli!
E poi si tratta di una protesta culturale, contro la beffa di una Radio Padania che oscura, o tenta di oscurare (Idea Radio è viva e vegeta su un ampio territorio che spazia dalla Provincia Taranto Sud alla Provincia di Brindisi e, con la copertura del nostro capoluogo di Provincia  - tuttora possiamo così definirlo... -  serve una popolazione di 280.000 abitanti), il segnale di una emittente radiofonica, appunto Idea Radio, che da venticinque anni, ogni giorno, fa del mercato non un fine ma un mezzo per dare voce a questo territorio e per essere vicina ai primi come agli ultimi di un Salento che, ormai da un po' di tempo, ha smesso i panni della rinuncia e non è più disponibile a farsi mettere i piedi in testa da chicchessia.