lunedì 8 luglio 2013

Azienda Speciale "Pio Istituto Caterina Scazzeri": attenzione anche ai diritti dei lavoratori.

E’ stata depositata stamattina la seguente interrogazione urgente del gruppo consiliare Udc al Comune di Latiano, composto da me e da Mauro Vitale.

A norma dell’art. 13 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 95 del 10/10/1996, i sottoscritti Consiglieri Comunali  del gruppo Udc formulano la seguente interrogazione da inserire all’ordine del giorno della prossima seduta della Pubblica Assise Cittadina.

PREMESSO CHE:
l’art. 6 dello Statuto dell’Azienda Speciale “Pio Istituto Caterina Scazzeri” individua i seguenti tra gli atti fondamentali della medesima Azienda Speciale: il bilancio economico di previsione triennale, il bilancio economico di previsione annuale, il conto consuntivo;

l’art. 7 di detto Statuto prevede che le Deliberazioni del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Speciale, concernenti gli atti innanzi indicati, siano soggette all’approvazione del Consiglio Comunale entro 60 giorni dal ricevimento delle stesse da parte dell’Amministrazione Comunale;

CONSIDERATO CHE
agli scriventi Consiglieri Comunali non risulta che siano stati portati all’approvazione del Consiglio Comunale i seguenti atti della richiamata Azienda Speciale: bilancio economico di previsione triennale, bilancio economico di previsione annuale (2011 e 2012), conto consuntivo (2011 e 2012);

SI CHIEDE DI CONOSCERE:
1.      se sia confermato quanto risulta agli scriventi Consiglieri Comunali, come innanzi riportato;
2.      in caso affermativo,
-          le ragioni che hanno determinato tale situazione
-          come l’Azienda Speciale intende porvi rimedio
-          se l’Amministrazione Comunale ha già pianificato un’azione finalizzata alla contestazione delle responsabilità correlate alle omissioni prodotte.
Inoltre si chiede di conoscere se la situazione gestionale in cui versa attualmente l’Azienda Speciale “Pio Istituto Caterina Scazzeri” abbia prodotto ricadute in danno dei lavoratori. In particolare, a tal proposito, si chiede di conoscere se i dipendenti dell’Azienda Speciale stiano regolarmente percependo i loro emolumenti e, in caso contrario, come intende urgentemente operare l’Amministrazione Comunale per risolvere il problema.   
Latiano, 8 luglio 2013

martedì 2 luglio 2013

I migliori se ne vanno.

Abbiamo appreso, da La Gazzetta del Mezzogiorno, la notizia delle dimissioni dell’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Latiano, Antonella Catanzaro.
Il gesto delle dimissioni non è mai stato ricorrente, soprattutto in politica e più ancora tra i banchi di chi amministra.
Eppure nelle vicende dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco De Giorgi è la seconda volta che ciò si verifica.
Le prime dimissioni furono di Antonio Distante: anche in quel caso si trattava di una delega “di peso”, quella all’Urbanistica. Ed anche in quel caso il dimissionario era (lo è tuttora, ovviamente) persona capace, competente, corretta, libera. Anche in quel caso si trattava di un assessore “tecnico”, cioè non candidatosi alle elezioni comunali e dunque non individuato nell’ambito dei gruppi consiliari. Anche in quel caso si trattava di assessore orbitante nell’area culturale – politica di SeL, il Partito del Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e dell’on. Toni Matarrelli. 
Antonella Catanzaro ed Antonio Distante (che hanno pure lo stesso nome, ma credo che questo non aggiunga nulla all’indagine delle assonanze tra le loro dimissioni…; e poi anche il Sindaco…), per il resto sono diversi: per storia personale e per percorsi formativi. 
Credo comunque  - al di là della distinzione politica appalesatasi, nella contingenza, tra me e loro -  che in entrambi i casi Latiano abbia perso validi amministratori.
La penseranno così anche il Sindaco ed il Presidente del Consiglio Comunale?

martedì 11 giugno 2013

Uffici comunali "off-limits". Ora se ne occupi il Prefetto.

Non so, davvero, se il radicalizzarsi del confronto, ormai su quasi tutti i temi, possa far invertire il desolante percorso da troppo tempo intrapreso, dalla politica latianese (tutta), lungo un viale di desolante aridità che difficilmente vedrà germogliare un futuro di duraturo e diffuso benessere per la nostra comunità cittadina. Tuttavia, di fronte alle provocazioni, ai colpi di teatro, agli atti di arroganza politica, non si può rimanere passivi. E così, mentre si continua a reagire (e la sfida, sempre più, appassiona ed offre pure gratificanti riscontri di consenso), si auspica il ripristino di un comune senso di lucidità e di responsabilità che induca ad individuare, quale unica ragione dell'impegno politico, il bene comune.
Nel perdurare del "braccio di ferro", non si esclude, peraltro, una progressione dei coinvolgimenti. Accade, dunque, che sulla vicenda della limitazione dell'accesso agli Uffici comunali disposta dal Presidente del Consiglio (ne ho parlato in altro post di questo blog), cinque Consiglieri (tra i quali io stesso) abbiano ritenuto necessario determinare il coinvolgimento diretto del Prefetto. Di ciò si è dato conto nel seguente comunicato stampa, diffuso stamane.

I consiglieri comunali Giuseppe Vitale (Indipendente), Giovanni Calcagno (Ecopacifisti), Giovanni Bruno (Fli), Mauro Vitale e Gabriele Argentieri (Udc) hanno inviato al Prefetto di Brindisi una istanza censura per la limitazione dell’accesso agli Uffici comunali, da parte dei consiglieri, disposta nei giorni scorsi  - con nota prot. n. 7246 del 28 maggio 2013 -  dal presidente della pubblica assise cittadina, Salvatore De Punzio.
In particolare, la nota del presidente del Consiglio comunale latianese invita i consiglieri a rispettare l’orario di accesso agli Uffici per l’espletamento del proprio mandato, dalle ore 12 alle ore 13 del venerdì di ogni settimana.
I cinque esponenti dell’opposizione richiamano pertanto il Testo unico per gli enti locali laddove  - articolo 43 -  tra l’altro si afferma che i consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli Uffici del Comune tutte le notizie ed informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato, e richiamano anche l’articolo 24 dello Statuto del Comune di Latiano che riconosce ad ogni consigliere il diritto di ottenere tempestivamente, dai competenti Uffici del Comune, informazioni e copia degli atti utili all’espletamento del mandato, senza alcuna spesa.
Inoltre i consiglieri Giuseppe Vitale, Giovanni Calcagno, Giovanni Bruno, Mauro Vitale e Gabriele Argentieri elencano tutte le attribuzioni del presidente del Consiglio comunale così come individuate dallo stesso Statuto comunale.    
Sulla base di tali richiami, i cinque esponenti dell’opposizione chiedono dunque al Prefetto se ritenga legittimo che la limitazione al diritto di accesso agli Uffici del Comune, nei confronti dei consiglieri comunali, possa promanare dal presidente del Consiglio e se sia censurabile, dal punto di vista sostanziale, la limitazione del diritto rivendicato.
Insomma, con questa iniziativa intrapresa dai cinque esponenti dell’opposizione si è alzato il livello del confronto con il presidente del Consiglio comunale, dopo le polemiche che avevano immediatamente accompagnato la notifica della disposizione che ha limitato l’accesso agli Uffici comunali da parte di tutti i consiglieri comunali.
F.to: I Consiglieri Comunali Giuseppe Vitale, Giovanni Calcagno, Giovanni Bruno, Mauro Vitale, Gabriele Argentieri.

lunedì 3 giugno 2013

Con i lavoratori socialmente utili del Comune di Latiano. Contro il precariato, per la stabilizzazione.

Il gruppo consiliare Udc  - composto da me e da Mauro Vitale -  ha depositato stamane, presso l’Ufficio protocollo del Comune di Latiano, una mozione che mira a rafforzare le salvaguardie in favore dei lavoratori socialmente utili attualmente occupati dall’Ente.
Questo intervento è scaturito dal presupposto che, in accoglimento di un emendamento proposto proprio dal nostro gruppo, il Consiglio comunale latianese, nella seduta del 9 luglio dello scorso anno, integrò il Regolamento di polizia mortuaria prevedendo che in caso di affidamento del servizio di gestione dei servizi cimiteriali ad idonea ditta esterna specializzata, debbano essere previste procedure atte a tutelare gli lsu già attualmente utilizzati dal Comune di Latiano presso il cimitero.
Ora io e Mauro Vitale prendiamo atto favorevolmente dell’avvenuto, puntuale, recepimento, di quanto previsto dal Regolamento comunale di polizia mortuaria, nel capitolato speciale d’appalto per l’affidamento della gestione dei servizi cimiteriali, adottato dalla Giunta comunale il 17 maggio 2013, che prevede che l’aggiudicatario debba assorbire nell’organico, prioritariamente, il personale lsu (due unità a tempo pieno) attualmente utilizzato nella struttura.
Dunque il nostro gruppo consiliare, con la mozione presentata oggi, propone di impegnare l’Amministrazione comunale a mutuare in futuro  - in relazione al conferimento della gestione esternalizzata di qualsiasi servizio rientrante nella competenza esclusiva dell’Ente -  lo spirito di maggiore coinvolgimento, proteso al completo recupero occupazionale e produttivo dei lavoratori socialmente utili interessati, già recepito nella procedura finalizzata all’affidamento della gestione dei servizi cimiteriali.
Ciò, a nostro parere, potrà avvenire anche attraverso l’agevolazione dell’accesso di tali operatori a mirati percorsi di riqualificazione professionale.   

Riporto, qui di seguito, il testo integrale della mozione:

I sottoscritti Consiglieri Comunali Gabriele Argentieri e Mauro Vitale, nel rispetto del vigente Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale della Città di Latiano, propongono l’approvazione della seguente mozione:

PREMESSO:
che, in accoglimento di un emendamento proposto dal gruppo consiliare Udc, il Consiglio Comunale, con Deliberazione n. 28 del 9 luglio 2012, ha integrato il Regolamento di Polizia Mortuaria introducendovi salvaguardie in favore dei lavoratori socialmente utili attualmente impiegati presso il cimitero di Latiano;

che tale integrazione è consistita testualmente nel seguente articolato: «in caso di affidamento del servizio ad idonea ditta specializzata, saranno previste procedure atte a tutelare i lavoratori socialmente utili utilizzati presso il cimitero».

PRESO ATTO FAVOREVOLMENTE
dell’avvenuto, doveroso, recepimento di quanto immediatamente innanzi nel capitolato speciale d’appalto per l’affidamento della gestione dei servizi cimiteriali adottato con Deliberazione della Giunta Comunale n. 75 del 17 maggio 2013 che  - all’art. 8, comma 2 -  prevede testualmente: «L’aggiudicatario, ai sensi del secondo comma dell’art. 57 del Regolamento Comunale di Polizia Mortuaria dovrà assorbire nell’organico prioritariamente il personale lsu (due unità a tempo pieno), attualmente utilizzato nella struttura».

RITENUTO
che la stabilizzazione e la valorizzazione professionale dei lavoratori socialmente utili rappresentino, per il Comune di Latiano, oltre che  - oggettivamente -  un atto di civiltà politica, anche una opportunità  - soggettiva -  di uscita da uno stato di parziale occupazione che certo non costituisce presupposto di gratificazione e di motivazione.

SI IMPEGNA
l’Amministrazione Comunale a mutuare in futuro  - in relazione al conferimento della gestione esternalizzata di qualsiasi servizio rientrante nella competenza esclusiva dell’Ente -  lo spirito di maggiore coinvolgimento, proteso al completo recupero occupazionale e produttivo dei lavoratori socialmente utili interessati, già recepito nella procedura finalizzata all’affidamento della gestione dei servizi cimiteriali. 
Ciò potrà avvenire anche attraverso l’agevolazione dell’accesso di tali operatori a mirati percorsi di riqualificazione professionale.   

F.to: Gabriele Argentieri, Mauro Vitale

mercoledì 29 maggio 2013

Singolare

I Consiglieri Comunali latianesi hanno ricevuto nelle scorse ore la nota prot. n. 7246, datata 28 maggio 2013, a firma del Presidente della Pubblica Assise Cittadina, Salvatore De Punzio, indirizzata per conoscenza anche ai Responsabili dei Servizi comunali. Oggetto della (breve) missiva: "Accesso agli Uffici comunali". Questo il testo, che puntualmente riporto: «Al fine di evitare intralcio al regolare funzionamento degli Uffici, si invitano i Consiglieri Comunali, a rispettare l'orario di accesso agli Uffici per l'espletamento del proprio mandato, dalle ore 12 alle ore 13 del venerdì di ogni settimana. Cordiali saluti.». Il significato è chiaro. Qualcuno, indulgendo alla tentazione di pensare male, ha insunuato che, più che di "non intralciare" l'attività degli Uffici, ci si stia preoccupando di "non intralciare" l'azione politica di qualche autorevole esponente del Consiglio Comunale. Io  - che addirittura temevo che noi Consiglieri Comunali fossimo assenti e distratti, che insomma avessimo perso ogni entusiasmo e che dunque ci sottraessimo, talvolta, al nostro dovere di controllo e di proposta (faccio notare, sommessamente, che, per entrambi, il presupposto è la conoscenza) lasciando, volentieri (?), in pace il "manovratore" -  mi limito ora, più semplicemente, ad osservare che le disposizioni sull'accesso agli Uffici, nel Comune di Latiano, invece di essere impartite dal Segretario Generale dell'Ente (che è il diretto responsabile della efficiente organizzazione della macchina amministrativa), per essere poi recepite e diffuse  - se riguardanti i Consiglieri Comunali -  dal Presidente della Pubblica Assise Cittadina, vengono impartite direttamente da quest'ultimo con una nota che è indirizzata, per conoscenza, ai Responsabili dei Servizi interessati. E' un fatto, questo, che può definirsi almeno "singolare"? Credo di si. Eppure temo che ormai, a Latiano, a certe cose non si faccia più nemmeno caso. 

P.S.: So che il Presidente del Consiglio Comunale ed il Segretario Generale sapranno precisare, se vorranno volgere attenzione a questo post un po' ironico ed un po' (forse) insolente, che l'iniziativa è scaturita proprio da una esigenza espressa dagli Uffici e che il Presidente, come al solito, si è prodigato per agevolare una soluzione del problema dopo aver, doverosamente, consultato il Segretario Comunale. In tal caso il mio post avrebbe però dovuto vertere sulla forma della nota indirizzata ai Consiglieri Comunali ed acquisita, solo per conoscenza, dai Responsabili dei Servizi i quali intanto, solo in base ad essa (così pare), dovranno riorganizzare le rispettive attività.     

lunedì 27 maggio 2013

Pio istituto Caterina Scazzeri: spero che non si sia già scritta la parola "fine". Ma sulla gestione va fatta chiarezza.

E' stato diffuso stamane il seguente comunicato stampa, che ha fatto seguito al deposito, presso il protocollo del Comune di Latiano, di una mozione destinata probabilmente a produrre una serie di effetti.

Sei tra i Consiglieri comunali latianesi di opposizione  - Gabriele Argentieri e Mauro Vitale (Udc), Giovanni Calcagno (Ecopacifisti), Angelo Caforio (Pdl), Giovanni Bruno (Fli), Giuseppe Vitale (Indipendente) -  a seguito di apposita istanza hanno avuto accesso ai verbali del Consiglio di amministrazione ed alle relazioni del Revisore unico dei conti dell’azienda speciale “Pio istituto Caterina Scazzeri”.
Dall’esame di tali documenti sono emerse gravissime irregolarità nella gestione finanziaria e contabile della struttura ed in particolare sono risultate spese assolutamente non riconducibili all’esercizio delle funzioni proprie dell’azienda speciale (ad esempio, fatture riguardanti l’acquisto di beni strumentali  - telefono cellulare, Iphone, netbook, stampante -  non iscritti nell’inventario aziendale, rimborsi di ristoranti, alberghi e pizzerie, fatture per regali acquistati in gioielleria).
Inoltre, sempre dai rilievi mossi dal Revisore unico dei conti, risultano significative differenze tra gli emolumenti spettanti al Direttore generale dell’azienda speciale in ragione del contratto di lavoro dallo stesso sottoscritto e quanto invece effettivamente percepito mensilmente: ciò, peraltro, senza che il Consiglio di amministrazione del “Pio istituto Caterina Scazzeri” abbia mai approvato aumenti connessi al riconoscimento di salari accessori.
Lo stesso organo revisore, nominato da pochi mesi, riporta a verbale che la legge non contempla che ci si possa recare sul posto di lavoro facendosi rimborsare le spese di carburante, come invece è avvenuto nell’azienda speciale del Comune di Latiano.
Tali elementi destano forte preoccupazione ed hanno perciò determinato i sei Consiglieri comunali a presentare, in data odierna, una mozione con la quale chiedono la convocazione urgente, in seduta monotematica, della pubblica assise cittadina, per discutere delle gravissime irregolarità venute alla luce, alla presenza del Revisore unico dell’azienda speciale affinché egli possa relazionare in merito a quanto già riportato nei verbali nonché sulla conformità, dell’azione gestionale, ai regolamenti approvati dal Consiglio di amministrazione, particolarmente per ciò che attiene l’acquisto di beni e servizi.
Infine, nella stessa mozione, i sei Consiglieri hanno invitato il Segretario generale del Comune di Latiano a valutare  - sulla base di quanto già espresso dal Revisore unico dei conti e di quanto eventualmente potrà ancora emergere nell’ambito della seduta monotematica del Consiglio comunale, ponderando anche l’urgenza delle azioni da intraprendere -  la sussistenza dei presupposti per la trasmissione degli atti alla Corte dei Conti ed alla competente Procura della Repubblica.

F.to: I Consiglieri Comunali Gabriele Argentieri e Mauro Vitale (Udc), Giovanni Calcagno (Ecopacifisti), Angelo Caforio (Pdl), Giovanni Bruno (Fli), Giuseppe Vitale (Indipendente)      

domenica 26 maggio 2013

Corsa contro il tempo

E’ stata notificata giovedì scorso, a me come agli altri Consiglieri Comunali, la nota prot. n. 6808 del 16 maggio 2013, a firma del Responsabile della Struttura V (Gestione del Territorio – Sportello Unico per l’Edilizia) del Comune di Latiano.
In tale missiva si premette che è in fase di adozione la variante al piano plano – volumetrico in zona C, località “Fieu”, comparto n. 3 del Piano di Fabbricazione.
Inoltre, con la stessa nota, si riporta l’art. 10 della Legge Regionale n. 21/2011 che in sostanza prevede che i piani attuativi sono adottati con Deliberazione della Giunta Comunale e approvati in via definitiva sempre con Deliberazione della Giunta Comunale, se conformi allo strumento urbanistico generale vigente.
Tuttavia, la stessa Legge Regionale prevede che a seguito di apposita richiesta scritta da parte della maggioranza dei Consiglieri Comunali, anche in forma cumulativa, il piano attuativo è adottato e approvato dal Consiglio Comunale anziché dalla Giunta.
Dunque il Responsabile della Struttura V del Comune di Latiano comunica che i Consiglieri Comunali potranno, entro dieci giorni dal ricevimento della nota prot. n. 6808, richiedere per iscritto di voler esaminare la proposta di variante del piano di lottizzazione in Consiglio Comunale.
Decorso detto termine, nel caso in cui dovesse pervenire un numero di richieste inferiore alla maggioranza dei Consiglieri, si procederà all’adozione del piano di lottizzazione in località “Fieu” da parte della Giunta Comunale.
Ebbene, ritengo che chi  - come me e gli altri diciannove Consiglieri Comunali -  ha chiesto il voto ai latianesi per svolgere, finché possibile, una funzione di pubblica rappresentanza e per assumerne conseguentemente la responsabilità (anche politica), non possa mai sottrarsi al dovere di esaminare, valutare ed esprimersi sulle proposte: che sia, alla fine, una espressione favorevole, o contraria, o di astensione, o di protesta.
Ciò evidentemente vale, soprattutto, quando si tratta di questioni importanti come un piano di lottizzazione.
Quali Consiglieri Comunali vorranno delegare le loro competenze alla Giunta?

giovedì 16 maggio 2013

La storia buffa

Il gruppo consiliare Udc al Comune di Latiano  - che dopo le dimissioni dal Consiglio Comunale rassegnate lunedì scorso da Claudio Ruggiero conta due componenti: io e Mauro Vitale -  ha diffuso stamane il seguente comunicato stampa.

Nel corso della seduta del Consiglio Comunale latianese che ha avuto luogo lunedì 13 maggio, è stato approvato il documento programmatico preliminare al Piano Urbanistico Generale.
Il nostro gruppo consiliare, che era stato tra quelli che più volte avevano sollecitato questo adempimento, non ha partecipato alla votazione ma ha spiegato, nel corso della discussione in aula, le ragioni del suo dissenso.
Con Deliberazione n. 62 del 24 aprile 2012 la Giunta Comunale aveva preso atto della “Proposta al Consiglio Comunale dell’adozione del Documento Programmatico Preliminare redatto dall’Ing. Claudio Conversano”. Quel documento era stato poi portato a conoscenza dei Consiglieri e discusso nelle sedi competenti da ultimo, poche settimane addietro, nel corso di una partecipata e stimolante riunione aperta della Pubblica Assise Cittadina.
La discussione che ha condotto alla approvazione del documento programmatico preliminare al Pug è stata aperta, lunedì 13 maggio, dalla relazione del Vicesindaco il quale, dando voce agli intendimenti della Giunta e delle forze di maggioranza, ha rappresentato l’opportunità politica di integrare detto documento con le varianti già approvate dal Consiglio Comunale, con la lottizzazione di contrada Smargiasso, anch’essa già approvata dall’Assise, e con le proposte di nuove lottizzazioni che risultano depositate presso il Comune di Latiano.
Il tema posto dal Vicesindaco è risultato, anche al gruppo Udc, meritevole di considerazione e di approfondimento: quelle integrazioni - alcune doverose, perché già adottate (sia pure a maggioranza) dall’organo politico, altre discutibili - determinano una rivisitazione del documento programmatico preliminare al Pug e, pertanto, la necessità di una sua rilettura, nella competente Commissione Consiliare nonché da parte del tecnico redigente (ing. Conversano), almeno a garanzia della organicità dell’elaborato.
Insomma, a nostro avviso, le considerazioni introdotte dal Vicesindaco avrebbero dovuto suggerire un rinvio della approvazione del documento programmatico preliminare al Pug.
Tuttavia, quella proposta di rinvio, non abbiamo voluto porla noi, sul tavolo.
Del resto, l’arguta intuizione rappresentata dalla Giunta e dalla maggioranza, in ordine alla necessità di aggiornare un documento consegnato al Comune di Latiano ormai più di un anno addietro, avrebbe potuto essere annunciata già nei mesi scorsi, quantomeno nel corso della seduta aperta del Consiglio Comunale monotematico sul Pug!
Invece si è preferita la strada del colpo di teatro, del blitz politico all’ultima ora.
Allora il gruppo Udc non ha voluto dare alibi a chi, ormai da tempo, studiava un modo per allontanare lo spettro di un formale avvio dell’iter che potrebbe condurre alla approvazione del Piano Urbanistico Generale.
“Volete davvero votare un documento con integrazioni che non conoscete?” (chi ha letto le proposte di nuove lottizzazioni richiamate nella relazione del Vicesindaco?), abbiamo pensato noi. “Bene, fatelo pure ed assumetene la responsabilità”.
Da parte nostra - con la decisione di non partecipare al voto e di abbandonare una discussione che per certi versi ci è apparsa paradossale sin dalle prime battute - forse avremo perso un appuntamento con “la storia” della nostra Città? Forse si.
E sin da subito abbiamo compreso che la nostra posizione sarebbe stata di difficile comprensione, da parte dei cittadini, e di agevole strumentalizzazione da parte di qualche sedicente astuto manovratore di palazzo.
Va bene, abbiamo perso un appuntamento con la storia di Latiano!
Speriamo, però, che non si tratti - come purtroppo è stato troppo spesso negli ultimi anni - solo di una storia di scartoffie, di grandi progetti destinati probabilmente a rimanere a lungo solo sulla carta (a proposito… che ne è stato della galleria commerciale di via Roma e che ne è stato della lottizzazione, approvata dalla maggioranza, di contrada Smargiasso?).
Noi siamo disponibili a ragionare, a confrontarci con tutti; non siamo condizionati da preconcetti; crediamo che la politica, in particolare negli ultimi anni, stia perdendo tutte le occasioni per FARE nell’interesse dei latianesi; continuiamo a dimostrare buona volontà e disponibilità ad offrire contributi utili, così come abbiamo fatto nel corso del Consiglio Comunale del 13 maggio quando, proprio grazie ad una soluzione politica proposta dall’Udc, è stato possibile approvare all’unanimità la modifica del Regolamento per l’assegnazione e la cessione delle aree ricadenti nella zona Pip.
Le bravate politiche, che non producono nulla di veramente utile alla Città, però, non ci appassionano affatto.

mercoledì 1 maggio 2013

Parchi accoglienti

E’ stata inserita  - all’ordine del giorno della riunione del Consiglio Comunale svoltasi lunedì scorso, 29 aprile -  la seguente interrogazione presentata, in data 8 marzo 2013, dal gruppo consiliare Udc:

Premesso che:
-                 sono pervenute numerose segnalazioni da parte di privati cittadini, soprattutto genitori e nonni, sullo stato di degrado e di abbandono in cui versano, in modo particolare, il parco San Pio ed il parco Pigna;
-                 il piano di calpestio dei suddetti parchi risulta in un umiliante stato di degrado con varie buche;
-                 lo stato di degrado segnalato dai cittadini riguarda altresì le varie attrezzature ludiche per bambini (giostre con pezzi e/o protezioni mancanti) ivi allocate;
-                 detti parchi meriterebbero una particolare cura e attenzione da parte del Comune;
-                 da troppo tempo i parchi cittadini versano in uno stato di cattiva conservazione e degrado che mal si coniuga con il decoro che invece dovrebbe avere un’area pubblica, anche in considerazione dell’approssimarsi della stagione primaverile;
-                 sono sempre più frequenti le lamentele e le segnalazioni da parte dei cittadini in merito all’abbandono di deiezioni solide animali sui marciapiedi, nonché nelle aiuole, che oltre a costituire atto di inciviltà possono comportare seri rischi per la salute dei cittadini, con particolare riferimento alle fasce più esposte,quali i bambini.
I sottoscritti Consiglieri Comunali interrogano l’Amministrazione Comunale per conoscere:
-                 se ritiene necessario un intervento urgente di manutenzione ordinaria e straordinaria dell'area giochi nei parchi della Città di Latiano;
-                 se ritiene necessario un progetto di ristrutturazione dei parchi, al fine di eliminare tutte le fonti di degrado e di pericolo che mettono a rischio l'incolumità dei bambini che li frequentano;
-                 se  ritiene necessario ed urgente organizzare un migliore, più efficiente ed efficace servizio di vigilanza dello spazio pubblico in argomento, al fine di contrastare eventuali episodi di vandalismo;
-                 se ritiene necessaria un’ordinanza che possa richiamare i proprietari degli animali da compagnia, nel rispetto della vigente normativa, a premunirsi di  idonee attrezzature di raccolta delle deiezioni, prevedendo anche di sanzionare, oltre  i mancati interventi di tempestiva pulizia, la mancata dotazione di idonei presidi.
I sottoscritti chiedono infine di conoscere la relativa tempistica di intervento.
Firmato: Gabriele Argentieri, Claudio Ruggiero, Mauro Vitale.

In Consiglio Comunale ha relazionato l’Assessore Cosimo De Falco, il quale ha riportato gli interventi effettuati, anche nelle ultime settimane, ed ha rappresentato l’impegno dell’Amministrazione Comunale per l’ulteriore incremento delle attrezzature ludiche e dell’illuminazione nonché per l’investimento in forme di comunicazione e manifestazioni tese a promuovere la cultura del verde.

sabato 27 aprile 2013

L’ampliamento della zona Pip e il sentiero (talvolta) stretto della coerenza

Ho partecipato mercoledì sera, 24 aprile, alla riunione della I Commissione Consiliare (Urbanistica, Lavori Pubblici, Assetto del Territorio, Sviluppo Economico, Programmazione, Viabilità, Traffico) di cui sono tra i componenti. L’ordine del giorno ha riportato gli argomenti, di competenza della stessa Commissione, già discussi pochi giorni prima in Conferenza dei Capigruppo e pertanto ho avuto modo di consultarmi con gli altri componenti del gruppo consiliare Udc (Claudio Ruggiero, Capogruppo, e Mauro Vitale) nonché con Giovanni Bruno (Fli) allo scopo di definire una linea di condotta condivisa.
Nel corso dei lavori della Commissione, all’unanimità, è stata anzitutto approvata una modifica del Regolamento comunale per le aree Pip, finalizzata a favorire ampliamenti attraverso il riconoscimento, agli operatori già insediatisi, di un titolo di preferenza, a parità di condizioni, per l’assegnazione di lotti contigui.
E’ stata poi discussa la proposta di ampliamento della zona Pip esistente: una iniziativa necessaria, nella cui ottica già l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Graziano Zizzi si era adoperata (dotandosi di un apposito progetto che venisse incontro alle esigenze rappresentate dagli imprenditori).
Ho dunque preso atto dello sforzo, proteso al buonsenso politico, compiuto dall’Amministrazione Comunale in carica, alcuni autorevoli esponenti della cui maggioranza, fino a non molto tempo addietro, si dicevano determinati a realizzare in altro sito (cioè non in contiguità con la zona artigianale esistente) l’ampliamento Pip.
Il mio parere pregiudizialmente favorevole è stato però condizionato alla preventiva acquisizione di una certificazione scritta  - da parte dell’ing. Conversano, tecnico incaricato della redazione del Pug -  in ordine alla compatibilità del progetto con, appunto, il redigendo Piano Urbanistico Generale di cui, finalmente, tra poche settimane, in Consiglio Comunale, andremo ad approvare il Documento Preliminare Programmatico.
Osservo che tra gli argomenti all’ordine del giorno della convocazione del Consiglio Comunale fissata per lunedì prossimo, 29 aprile, è inserito l’allargamento della zona Pip: dopo aver tergiversato finora, sorprenderebbero, oltre il repentino cambio di velocità da parte dell’Amministrazione Comunale, anche la volontà di approvare il progetto di ampliamento con urgenza, senza la certificazione di compatibilità con il Pug da noi richiesta e senza, quindi, un doveroso riesame da parte della Conferenza dei Capigruppo prima della discussione definitiva in Consiglio Comunale.  

martedì 23 aprile 2013

Preoccupa il futuro dei Servizi Sociali

Ho depositato stamattina la seguente interrogazione che il gruppo consiliare Udc al Comune di Latiano (composto, oltre che da me, da Claudio Ruggiero e Mauro Vitale) ha inteso rivolgere al Sindaco ed all’Assessore ai Servizi Sociali, nell’appalesarsi del rischio di una interruzione dei servizi di assistenza domiciliare integrata per anziani e per diversamente abili nonché del servizio di assistenza scolastica. Ciò evidentemente determinerebbe l’accrescersi del disagio per molti cittadini appartenenti a fasce deboli della popolazione nonché l’accedere ad uno stato di disoccupazione per tanti operatori, molti dei quali traggono da queste attività l’unica fonte di sostentamento economico per le loro famiglie.
Va dato atto a Mauro Vitale  - già Assessore ai Servizi Sociali nella Giunta guidata dal Sindaco Graziano Zizzi -  della costante attenzione che ripone verso queste problematiche e dell’infaticabile impegno che profonde (questa interrogazione nasce, peraltro, da una sua iniziativa) a salvaguardia della continuità dell’offerta di servizi direttamente rivolti alla persona. 

Premesso che:
- il Piano di zona è lo strumento fondamentale attraverso il quale i Comuni possono designare il sistema integrato di interventi e servizi sociali;
- il distretto socio-sanitario/ambito n. 4 risulta composto dai seguenti Comuni: Cellino San Marco, Erchie, Latiano, Mesagne, San Donaci, San Pancrazio Salentino, San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Torre Santa Susanna, con il Comune di Mesagne sede del distretto e quindi Comune capofila.
Rilevato che:
- il giorno 22 Gennaio 2013 è stata notificata, alle cooperative che svolgono i servizi previsti dai piani di zona nell’ambito territoriale n. 4, la sospensione di tutti i servizi sociali;
- la CGIL ha chiesto un incontro urgente a tutti i Sindaci dell’ambito;
- i finanziamenti dei piani di zona 2010/2012, per i servizi alla persona, risultano tutti spesi.
Considerato che:
- il Comune di Mesagne ha avuto un’anticipazione di 1 milione e 200 mila euro per gestire questi servizi per tre anni, e che il costo complessivo del trascorso piano di zona invece è stato di 8 milioni e 700 mila euro;
- non si possono privare i più deboli dei servizi necessari alla loro tutela, e che non si possono lasciare senza stipendio tante lavoratrici e lavoratori che hanno in questo lavoro l’unica fonte di sostentamento.
Il gruppo consiliare Udc di Latiano,
nell’evidenziarne la straordinaria importanza dei servizi indirizzati a fasce sociali particolarmente sensibili quali i minori, gli anziani ed i diversamente abili, ritenuto che non si possano privare i cittadini più deboli dei servizi necessari alla loro tutela e che non si possono lasciare senza stipendio tante lavoratrici e lavoratori che hanno in questo lavoro l’unica fonte si sostentamento
chiede
all’Assessore ai Servizi Sociali della Città di Latiano di relazionare in merito agli ultimi incontri del Piano di Zona e alla disponibilità di risorse che si intende prevedere sul bilancio comunale per il finanziamento dei servizi previsti nel corso dell’anno 2013 nonché sullo stato dei pagamenti effettuati in favore del  Comune capofila di Mesagne in questi tre anni di gestione amministrativa per i Servizi medesimi.
F.to: Gabriele Argentieri, Claudio Ruggiero, Mauro Vitale.

domenica 14 aprile 2013

In vendita la casa del Beato Bartolo Longo. La lasciamo andare senza muovere un dito?

Fa discutere, nelle ultime settimane, la notizia della messa in vendita di parte della casa del Beato Bartolo Longo, ubicata a Latiano, lungo via Santa Margherita, di fronte alla Torre del Solise. Si tratta di un edificio, piano terra e primo piano, risalente al XVIII secolo, con annesso frantoio che oggi è sede di una sezione, dedicata alle ceramiche, del Museo delle arti e tradizioni di Puglia.
Non discuto, ovviamente, la possibilità che un bene immobile privato possa cambiare proprietario ed essere adibito a qualsiasi uso consentito dalla legge. E’ che la disponibilità sul mercato del palazzo in cui ha dimorato il cittadino più illustre di Latiano fa riflettere sulla opportunità di affidarlo al patrimonio della collettività.
So che il  - sempre più rimpianto -  Sindaco Graziano Zizzi programmava l’acquisto di quella struttura da parte del Comune per inserirla in un itinerario storico – artistico locale.
Non voglio tirare per la giacca il Sindaco Antonio De Giorgi, sollecitandogli un impegno in continuità con gli intendimenti manifestati dal suo predecessore.
Penso, però, che di fronte ad una ampia sensibilità popolare, l’Amministrazione Comunale attualmente in carica abbia almeno il dovere di usare il proprio ruolo per farsi garante  - anche insieme ai Parroci e ad altri soggetti qualificati -  di una iniziativa (può essere una fondazione?, forse) tesa a far rientrare quel palazzo nel patrimonio pubblico della comunità latianese, magari attraverso una libera sottoscrizione. In tal modo non si impegnerebbero risorse del bilancio comunale (se non per le spese costitutive del soggetto giuridico e per le attività di sensibilizzazione pubblica) e si potrebbe attivare  - mediante una azione di coinvolgimento civico articolata in incontri, convegni, concerti a tema -  una ampia partecipazione ed un moto di riappropriazione (culturale, prima ancora che patrimoniale) di un pezzo importante della storia di Latiano.

domenica 7 aprile 2013

Massimo Ferrarese per la No Tax Area nelle zone industriali di Brindisi e Taranto

Riporto qui di seguito un comunicato stampa diffuso ieri da Massimo Ferrarese, condividendo lo spirito di questa sua iniziativa che, se incontrerà la coesione di tutte le rappresentanze istituzionali del nostro territorio, potrà aprire una nuova fase di sviluppo (peraltro in un momento  - ormai lungo e talvolta apparentemente senza fine -  di particolare sofferenza economica che attanaglia le famiglie e mortifica le legittime aspettative delle giovani generazioni).

“E' iniziata l'azione di coinvolgimento delle parti sociali per la proposta di realizzare una 'No Tax Area' sulle zone industriali di Brindisi e di Taranto, penalizzate dallo Stato per sessant'anni”.
E' quanto ha dichiarato oggi, l'ex Presidente della Provincia di Brindisi e leader del movimento 'Noi Centro', Massimo Ferrarese. “Ho appreso oggi, con soddisfazione – ha detto Ferrarese -, dal Presidente degli industriali pugliesi, Angelo Bozzetto, dell'interesse da lui verificato in Confindustria nazionale, per multinazionali pronte ad intervenire con importanti investimenti, nelle due nostre aree industriali.
Ho apprezzato molto la celerità e la determinazione con la quale il Presidente degli industriali pugliesi ha verificato la possibilità di nuovi investimenti e ritengo adesso urgente e utile unire tutte le parti sociali e quelle politiche per ottenere, attraverso l'istituzione della No Tax Area per Brindisi e Taranto, il giusto risarcimento da parte dello Stato, per tutti i danni subiti dal nostro territorio, negli ultimi decenni, e per la perdita di chance.
Nei prossimi giorni, sarà ultimata la proposta di legge e quindi consegnata a tutte le parti sociali, ai parlamentari pugliesi, al Presidente della Regione Puglia, ai consiglieri regionali e alle istituzioni locali, accompagnata dalla relativa richiesta alla comunità europea.
Con la volontà e l'impegno di tutti – ha concluso Ferrarese -, in questo momento drammatico per l'economia, abbiamo il dovere di fare tutto il possibile per rilanciare il territorio e l'occupazione in queste due aree della Puglia”.
Comunicato stampa Massimo Ferrarese, Presidente del Movimento 'Noi Centro'

mercoledì 27 marzo 2013

Mi piace!

Mi hanno segnalato il seguente post, pubblicato stamattina su Facebook dal Consigliere Regionale Fabiano Amati, e  - con l’esclamazione usata sul popolarissimo social network -  ne esprimo piena condivisione.

Dopo il fallimento dei politici – politici ora scopriamo il fallimento dei tecnici – tecnici. Attendo il giorno in cui scopriremo che la fattibilità non appartiene all’etichetta e che il rischio si riduce solo se la politica ritorna ad essere considerata un’arte (una super tecnica, appunto), che va imparata frequentando le scuole (diritto, economia, medicina, ingegneria, fisica, chimica ecc.) con profitto e andando a “bottega” di politica; senza dimenticare che la politica può essere una parentesi, che ti devi far votare e che devi avere un mestiere.

giovedì 21 marzo 2013

Liberi dalla paura

Il vero problema dell’umanità  - spiegava il filosofo Manlio Sgalambro (divenuto poi noto per la collaborazione con Franco Battiato) nel suo primo libro (La morte del sole) -  non è più quello della sua origine ma della sua fine, verso cui sembra correre.
Ma in questa istantanea  - come scattata da chi osserva, dal marciapiedi, una folla movente in strada -  talvolta si distingue qualche originalità che, come quando si “cala” la pasta nell’acqua che bolle, cheta, distoglie da ogni automatismo, desta riflessione, ammirazione, e può finalmente nutrire invertendo, forse, l’inerzia degli accadimenti: sono le testimonianze eccezionali di persone normali, che diventano esempi ed eroi.
Penso ad Antonio Manganelli, quell’uomo che ha portato un cognome complicato per un Capo della Polizia e che è venuto a mancare  - dopo aver conseguito onori e glorie, meritati -  in un’età (62 anni) in cui non si dovrebbe ancora morire (se c’è un’età in cui la morte diviene ospite accettabile).
Manganelli è stato servitore dello Stato, persona seria, forte del suo senso della responsabilità, credibile per la volontà di incarnare le Istituzioni al punto da assumerne soggettivamente le colpe prodotte da errori di altri, collega leale, attento, sensibile.
Nel tempo della rivendicazione di tutte le libertà (anche quelle che non rendono liberi…) Manganelli, ligio al suo dovere, ha lavorato per assicurare agli italiani la “libertà dalla paura”, contribuendo alla nostra sicurezza.
Probabilmente senza accorgersene, ci ha lasciato una lezione di grande civiltà.
Penso anche a Pietro Mennea, che ci ha lasciati oggi, a 60 anni, ex velocista azzurro nato a Barletta, campione olimpico a Mosca 1980 e per 17 anni detentore del record del mondo dei 200 metri. Livio Berruti, medaglia d'oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Roma 1960, lo ha ricordato così: «È stato un inno alla resistenza, alla tenacia e alla sofferenza. All'atletica italiana manca questa grande voglia di emergere e di mettersi in luce». In una intervista dello scorso anno per il Domenicale di Repubblica Pietro Mennea aveva ricordato così la sua infanzia: “noi non avevamo niente e volevamo tutto. Eravamo cinque figli, quattro maschi e una femmina. Mio padre Salvatore era sarto, mia madre Vincenzina lo aiutava, a me toccavano i lavori più umili: fare i piatti, pulire la cucina, lavare i vetri. Avevo tre anni quando mamma mi mandò a comprare un bottiglione di varechina che mi si aprì nel tragitto, porto ancora i segni sulle mani. Papà veniva da una famiglia di undici figli, due si erano fatte suore, non c'era da mangiare a casa. Quando ho iniziato a correre i calzoncini me li cuciva lui. Oggi non mi entrano più, nemmeno al braccio, ma li tengo ancora. Le prime scarpe da gara le ho prese più grandi, dovevo ancora crescere, sarebbero durate. La tv non la tenevamo, si andava al circolo degli anziani, era su un baldacchino, pagavamo 50 lire per vederla. Ce l'avevo la rabbia dentro, eccome".
A grandi uomini così, rimarremo sempre grati.   

venerdì 15 marzo 2013

Palazzetto prima di tutto?

La recente iniziativa politica dei Consiglieri Comunali Natale e Rubino ha acceso i riflettori sulla questione – palazzetto dello sport. Non che anche altre forze politiche, finora, non si fossero occupate dell’argomento ma certo è che chi fa pratica sportiva, o vi ambisce a farlo, particolarmente nella pallacanestro e nella pallavolo, vive con profondo disagio il perdurare dell’assenza di una struttura che favorirebbe le sedute di allenamento e che consentirebbe di ospitare, in un contesto idoneo sotto il profilo regolamentare, le gare dei rispettivi tornei. Ciò giustifica, evidentemente, azioni che potrebbero altrimenti essere etichettate come fughe (politiche) in avanti o tacciate di strumentalizzazione se non si volessero comprendere l’ansia e la frustrazione che pervadono quanti sono addirittura costretti, oggi, ad “emigrare” verso i Comuni limitrofi per giocare, allenarsi, competere.
So che la precedente Amministrazione Comunale (nelle cui liste ho voluto spendere la mia candidatura alle ultime elezioni comunali avendo apprezzato l’azione condotta sia dal compianto Sindaco Graziano Zizzi, sia dal suo vice, e poi sostituto, Claudio Ruggiero) si era fortemente impegnata per dotare Latiano di un nuovo palazzetto dello sport ed era riuscita, a poche settimane dalle consultazioni elettorali cittadine, a realizzare almeno la perimetrazione del manufatto. A tale messa in opera seguirono presto le più diversificate polemiche, finora mai sopite, che non mi appartengono anche in ragione della approssimativa conoscenza  - che tuttora ho -  delle contrapposte motivazioni.
So anche che l’Amministrazione Comunale in carica (sia pure su iniziativa di quell’instancabile “pontiere” che è il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Franco Giuliano) si è recentemente attivata per reperire le risorse necessarie a completare i lavori, provvedendo anche a richiedere (e poi acquisendo) in merito, dai progettisti, una doppia ipotesi: quella (più costosa) relativa alla realizzazione di un palazzetto dello sport che preveda spazi per il pubblico e quella (ben più economica) relativa alla realizzazione di una grande palestra.
Tutti, insomma, ciascuno a suo modo, “tifano” per il nuovo palazzetto e si ragiona, conti in tasca, su come approntare le soluzioni più confacenti ai bisogni della platea di sportivi (non solo praticanti…) interessata.
Alla luce della situazione socio – economica generale, e nella consapevolezza delle esigue disponibilità delle casse comunali, ma forse soprattutto in base  - lo confesso! -  al mio notoriamente tiepido approccio alla pratica sportiva agonistica (anche come tifoso), avverto però il bisogno di manifestare un libero (perché non impegna il gruppo politico a cui appartengo) pensiero sulla questione.
Per farla breve, insomma, io non credo che il nuovo palazzetto dello sport (o la grande palestra) rappresenti oggi la priorità assoluta nell’interesse della comunità latianese. Credo anzi che, sul fronte “grandi opere”, non si debba far nulla che esuli dall’utilizzo di mirati finanziamenti che siano già stati intercettati o che si dovesse riuscire ad intercettare da qui in avanti, e ciò al fine di non impegnare il bilancio comunale su interventi di significativa entità economica che determinerebbero  - in un contesto di “sofferenza” generalizzata -  l’effetto di dover trascurare altri ambiti e servizi di importanza primaria.
Per chi fa pratica sportiva  - in tempi di “magra” come questi, quando l’associazionismo no profit assume fondamentale risalto strategico nelle opzioni di governo della Cosa Pubblica -  io favorirei piuttosto un moltiplicarsi di interventi per ampliare e per attrezzare meglio le aree “verdi” pubbliche, con canestri, spazi per la pallavolo, reti e quant’altro che, per non finire presto oggetto di attenzioni vandaliche, potrebbero essere assegnati in uso a sodalizi che avrebbero dunque la gestione degli spazi e delle attrezzature con l’onere di organizzarne la libera fruizione.
Immaginerei anche la realizzazione di una pista, sempre all’aperto, dove poter praticare atletica leggera (forse esiste già un progetto, o addirittura un finanziamento, in tal senso: se dovesse essere così, acceleriamone la cantierizzazione! L’ex Assessore Comunale Francesco Summa, comunque, sul tema, ha padronanza più di tutti anche per i suoi trascorsi da atleta). E mi sforzerei di “chiudere il cerchio” (letteralmente) intorno al centro urbano, completando una sorta di anello viario (ho già pubblicato su questo blog la bella idea di Pierpaolo Parabita ma poi non sono riuscito a trovare concludenti riscontri nei progetti comunali…) dove poter dare luogo, su appositi spazi pedonali, alla sana passione per il footing e per la cosiddetta “passeggiata veloce”.
Se però si vorrà proprio completare il palazzetto (ed in tal caso comprenderei almeno la necessità, determinatasi, del recupero di quell’area, in via Einaudi, ormai simbolo di abbandono), e se lo si vorrà fare con risorse del bilancio comunale dunque in assenza di (auspicati) finanziamenti mirati, ritengo che ci si debba limitare alla soluzione economicamente meno onerosa (penso, ad esempio, ad una palestra di dimensioni regolamentari per consentire la disputa dei tornei o ad un nuovo, decoroso, pallone tensostatico).    

mercoledì 6 marzo 2013

Nodi al pettine

La Regione Puglia, con la nota prot. n. 1631 del 22 febbraio scorso che riporto qui di seguito, ha comunicato la necessità di procedere alla revoca del finanziamento ottenuto dall’Amministrazione Comunale latianese per la realizzazione di infrastrutture PIP in contrada Mariano, presso la ex discarica di rifiuti, e quindi al recupero della somma già erogata pari a € 485.009,12.
La progettazione per la quale si rilevò l’ammissibilità a tale finanziamento fu approvata con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 75 dell’8 ottobre 2001 mentre il progetto esecutivo di completamento delle opere fu approvato con Deliberazione di Giunta Comunale n. 286 dell’8 novembre 2001. L’approvazione del collaudo tecnico/amministrativo dei lavori eseguiti con il finanziamento in questione avveniva con Deliberazione di Giunta Comunale n. 170 del 2004. Con Deliberazione n. 23 del 27 giugno 2011 il Consiglio Comunale adottava la variante urbanistica per consentire la realizzazione di insediamenti produttivi in zona Mariano: sono stato l’unico tra i Consiglieri presenti in aula (assenti Claudio Ruggiero, Mauro Vitale e Antonio Gioiello) a non votare quella Deliberazione che è stata poi revocata nella seduta del 12 marzo 2012.
La Regione Puglia dettaglierà in un apposito provvedimento - si legge nella nota che segue - le ragioni della sua decisione di revoca del finanziamento e di recupero della somma erogata.
Si richiamano tuttavia, sempre nella missiva inviata dalla Regione Puglia, le “problematiche di ordine urbanistico ed ambientale” che sarebbero apparse “incompatibili con l’esigenza di corretta allocazione di risorse pubbliche specificamente destinate alla realizzazione di aree industriali o produttive funzionanti”.
Pare di capire, insomma, che prima di procedere alla urbanizzazione dell’area non si sarebbe (il condizionale è d’obbligo) perfezionata la bonifica.

mercoledì 20 febbraio 2013

Per l’avvenire

«Ebbene, siamo qui provenienti da una lunga ed utile esperienza democratica (…), siamo qui ancor oggi, non per fare delle piccole cose, non per puntellare condizioni logorate, non per provvedere all’amministrazione del passato, ma, nella salvaguardia dei valori permanenti ed essenziali della nostra tradizione e della nostra civiltà, per lavorare con tutte le nostre forze per un nuovo, più giusto, più umano assetto della nostra società. Siamo qui insomma per l’avvenire».
Aldo Moro, dal discorso al Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana, 29 luglio 1963.

domenica 17 febbraio 2013

Giovani del no profit, motore del Mezzogiorno.

Sono 1.578 le proposte pervenute alla scadenza dei bandi "Giovani del non profit per lo sviluppo del Mezzogiorno", l'iniziativa prevista nell'ambito del Piano di Azione e Coesione (Pac) e promossa dal ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione Andrea Riccardi e dal ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca.
Il 31 gennaio e il 5 febbraio scorsi, infatti, si sono chiusi i termini per la presentazione delle domande relative agli avvisi pubblici "Giovani per il Sociale" e "Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici", finalizzati a sostenere i progetti del privato sociale per il rafforzamento della coesione socio-economica nelle Regioni Convergenza. Destinatari finali, i giovani under 35 del Sud Italia che attraverso associazioni di volontariato e privato sociale, cooperative ed enti senza scopo di lucro, potranno partecipare al miglioramento dell'offerta di servizi collettivi.
In particolare sono state presentate 891 proposte per l'Avviso "Giovani per il sociale" e 687 per l'Avviso "Giovani per la valorizzazione dei beni pubblici". Le commissioni di valutazione sono già al lavoro e si prevede possano pervenire all'individuazione dei progetti da finanziare entro la prossima estate.
Sotto il profilo geografico la Sicilia, con 551 domande (35% del totale) è stata la Regione con il maggior numero di proposte, a seguire, la Campania con 403 proposte (25.5%), la Puglia con 317 (20%) e la Calabria con 273 (17.3%). Le richieste di partecipazione provenienti da altre regioni d'Italia, per entrambi gli avvisi, sono state 30 (circa il 2%).
Si ha ragione di ritenere, insomma, che dai bandi "Giovani del non profit per lo sviluppo del Mezzogiorno" possano esserci ricadute positive sul nostro territorio, per una comune utilità e per incoraggiare un no profit di giovani che è oggi, al Sud, contenitore propulsivo di entusiasmo, di creatività e di eccellenze. 

giovedì 14 febbraio 2013

"M'impegno" porta a porta

E' in distribuzione il terzo numero di "M'impegno", il mio periodico su carta stampata. Questa volta ho voluto incrementarne la diffusione, attraverso una distribuzione porta a porta, per essere presente, con il mio pensiero, nella campagna elettorale per le prossime elezioni politiche.
Essendo a tutti chiara la mia appartenenza, e note anche le mie simpatie personali, ho ritenuto di esprimere  - in via prioritaria, al di là degli orientamenti politici di ciascun lettore -  un appello a recarsi a votare, nonostante tutto ciò che oggi, talvolta comprensibilmente, induce i cittadini a diffidare della politica... e di chi fa politica.
Inoltre ho voluto  - prima di dare spazio alle questioni di rilevanza prettamente cittadina -  riportare le ragioni che hanno determinato la mancata candidatura al Parlamento di Massimo Ferrarese (il leader del mio Partito  - l'Udc -  in provincia di Brindisi), illustrando quindi i nuovi, ambiziosi, scenari verso cui si proietta ora la sua attenzione politica.

lunedì 11 febbraio 2013

M’illumino di meno 2013

Invito ad aderire  - venerdì prossimo, 15 febbraio -  a “M’illumino di meno”, la giornata del risparmio energetico promossa anche quest’anno dalla trasmissione radiofonica “Caterpillar” di Radio2.
Dalle ore 18 alle ore 19,30 si darà vita al “silenzio energetico” mentre si moltiplicheranno le iniziative di sensibilizzazione su come consumare bene e produrre energia in modo efficiente e pulito.
Alla iniziativa, che a mio avviso riveste un significativo valore etico, hanno già aderito diverse città italiane che, in nome della sostenibilità, almeno per un’ora e mezza limiteranno l’illuminazione a monumenti, piazze, uffici, aule pubbliche. Sarà osservato il risparmio energetico simbolico anche presso alcuni grandi Santuari (Sant’Antonio a Padova, ad esempio). Tanti sono i privati cittadini che offriranno un piccolo contributo di testimonianza presso le loro abitazioni. Molti commercianti sensibili al tema ridurranno all’essenziale l’illuminazione delle vetrine.

sabato 9 febbraio 2013

Allarme Coldiretti: la produzione agricola italiana copre solo il 75% dei nostri consumi.

La produzione agricola nazionale è in grado di garantire quest’anno attorno al 75 per cento del fabbisogno alimentare degli italiani per effetto del crollo dei raccolti che nel 2012 hanno raggiunto il minimo storico di 40 milioni di ettolitri per il vino, ma che fanno segnare un calo che va dal 12 per cento per l’olio di oliva al meno 15 per cento delle mele. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti nel sottolineare che a determinare il calo della produzione industriale segnalato dall’Istat nel 2012 concorre anche l’alimentare (-1,3 per cento). Se la vendemmia  - sottolinea la Coldiretti -  si è attestata sui valori minimi da quasi 40 anni per un totale di appena 40 milioni di ettolitri, la produzione italiana di olio di oliva è scesa a 4,8 milioni di quintali e quella di pomodoro da conserva si è ridotta del 12 per cento attorno ai 4,4 milioni di tonnellate. Si tratta in questi casi  - continua la Coldiretti -  degli effetti dell’andamento climatico anomalo che nell’ultimo anno, a causa del gelo invernale, della siccità estiva e dei nubifragi autunnali, ha provocato un crollo dei raccolti.. Il rischio  - denuncia la Coldiretti -  è ora quello di un aumento delle importazioni di ingredienti di diversa qualità da spacciare come “made in Italy” come il concentrato di pomodoro cinese, l'extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate provenienti dall'estero. Un pericolo che  - conclude la Coldiretti -  evidenzia la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie troppo larghe della legislazione a partire dall'obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata, voluto con una legge nazionale all'inizio dell'anno approvata all'unanimità dal Parlamento italiano, ma non applicata.
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Fin qui l’allarme, giusto, lanciato da Coldiretti. Ma occorre aggiungere una riflessione, altrettanto seria, sia sulla necessità di salvaguardia del territorio, affinché la cementificazione non continui a sottrarre spazi vitali all’ambiente, e sia sulla opportunità di una maggiore attenzione, delle giovani generazioni, verso l’agricoltura come opportunità di sviluppo, di benessere e di lavoro.   

mercoledì 30 gennaio 2013

I nomi dei Presidenti di seggio e degli Scrutatori a Latiano, per le prossime Elezioni Politiche.

Si sono svolte stamattina le procedure di nomina degli scrutatori per le Elezioni Politiche che avranno luogo il 24 ed il 25 febbraio 2013. La Commissione Elettorale Comunale  - presieduta dal Sindaco Antonio De Giorgi e composta da me e dagli altri due Consiglieri Comunali Daniele Pascariello e Giuseppe Vitale (quest’ultimo assente, oggi, per impegni di lavoro) -  ha ritenuto di non avvalersi della facoltà di nominare direttamente gli scrutatori ed ha quindi optato per un più democratico sorteggio degli stessi, in modo da evitare che i seggi siano composti, sulla base di una suddivisione politica, solo da persone in qualche modo riconducibili ai Partiti ed ai Movimenti rappresentati nella pubblica assise cittadina. Questi gli scrutatori nominati nei diversi seggi: (n. 1) Augurio Miriam, Parlati Erminia Maria, Santoro Francesca, Librale Katia; (n. 2) Damasco Cosimo, Ruggiero Ilaria, Gelsomino Marisa, Urgese Claudia Laura; (n. 3) Camassa Roberto, Truppa Igino, Tanzarella Giovanni, Caforio Rossella; (n. 4) Salonne Ilaria, Marchese Denise, Librale Giuseppe, Nigro Margherita; (n. 5) Galiano Oronzo, Ligorio Antonio, Cavaliere Cosimo, Ingrosso Patrizia; (n. 6) Madaghiele Crocifisso, Scalera Gino, Monaco Maria, Caliolo Daniela; (n. 7) Greco Cosimo, Lo Vecchio Margherita, Panelli Vincenzo; Scrascia Angela; (n. 8) Francioso Daniela, Mustich Rosangela, Corrado Addolorata, Durante Antonio Ivan; (n. 9) Montanaro Davide, Tagliente Maria Cristina, Piranisi Giovanni, Di Tommaso Pasquale; (n. 10) Ciracì Lucia, Cariolo Raffaella, Rizzo Annalisa, Volpe Angelo; (n. 11) Fitto Jole, Rubino Giovanni, Taurisano Crocifisso, Gigliola Valentina; (n. 12) Chiarella Filomena, Cervellera Stefania, Di Serio Anna Maria, Brunetti Davide; (n. 13) Schiena Giovanni, Mininno Tommaso, Salonna Antonella, Carlucci Maria Luisa; (n.14) Argentiero Giuseppe, Talema Azzurra, Rizzo Margherita, Chirico Margherita. Si è provveduto a sorteggiare anche gli scrutatori di riserva, che saranno chiamati, in ragione dell’ordine di sorteggio, in caso di eventuale comunicazione di rinuncia, da inviare all’Ufficio Elettorale Comunale prima dell’insediamento dei seggi, da parte di qualcuno degli scrutatori titolari. L’elenco ufficiale dei sorteggiati è disponibile presso l’Ufficio Elettorale Comunale e sarà pubblicato, nei prossimi giorni, anche sul sito internet del Comune. La composizione dei seggi può quindi dirsi ormai completa poichè la Corte d’Appello di Lecce ha provveduto a nominare i Presidenti di seggio: (n. 1) Antonella Argentiero; (n. 2) Massimiliano Lamendola; (n. 3) Antonio Altavilla; (n. 4) Maria Antonella Cucci; (n. 5) Gianluca Lamendola; (n. 6) Giuseppe Gatti; (n. 7) Rita Bianco; (n. 8) Giovanna Lucisani; (n. 9) Angela Caforio; (n. 10) Teodora Rizzo; (n. 11) Marcello Mauro; (n. 12) Fernando Pagliara; (n. 13) Stefano Argentiero; (n. 14) Alberto Argentiero.      

domenica 27 gennaio 2013

Elezioni politiche 2013 - cattolici in lista (quasi) ovunque.

Riporto qui di seguito due articoli di Angelo Picariello, pubblicati il 23 gennaio scorso dal quotidiano “Avvenire”, nei quali emerge, anzitutto, la presenza di candidati cattolici significativi in quasi tutte le coalizioni in lizza per le prossime elezioni politiche. E si paventa anche il “rischio – strumentalizzazione”, laddove alcune di queste candidature possano solo avere una funzione di richiamo verso le rispettive liste, senza poi poter effettivamente incidere alla prova dei fatti, ovvero quando si tratterà di assumere posizione in Parlamento, soprattutto sui “principi non negoziabili”. La prossima legislatura avrà probabilmente (penso che ormai se lo augurino tutti) una connotazione costituente poiché si dovrà proseguire l’azione riformatrice appena intrapresa. Credo allora che il profilo ideale dei Parlamentari possa avere particolare importanza ed in questo senso la presenza di cattolici, in differenti gruppi parlamentari, se non “soffocati”, o isolati, nei rispettivi contesti di riferimento, potrà essere “lievito” e portare  - a mio modo di vedere -  buoni frutti.

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«Siamo soddisfatti. La presenza dei cattolici in posizioni così rilevanti nelle liste del PdL rappresenta il riconoscimento di un impegno e una smentita per quanti, negli altri partiti, avrebbero voluto vantare un’esclusiva della rappresentanza cattolica e dipingere un PdL inviso a quel mondo».
Con queste parole Gaetano Quagliariello, al termine del travagliatissimo parto delle liste del suo partito difende un lavoro paziente e tenace per difendere un gruppo di lavoro. Il "pacchetto di mischia" di Magna carta  - l’associazione che si è distinta negli anni per la difesa dei valori non negoziabili in politica -  ha ottime prospettive di rielezione, da Maurizio Sacconi a Eugenia Roccella, da Beatrice Lorenzin allo stesso Quagliariello. Non ci sarà invece Alfredo Mantovano, che aveva lasciato il Pdl sull’onda della rottura col governo Monti e in polemica per il sostegno del partito alla legge che ha "legittimato" i genitori incestuosi. Scegliendo alla fine di restare fuori anche dalle liste di Monti per dedicarsi alla professione forense.
Nel Pdl c’è un altro gruppo di lavoro, che fa capo a Maurizio Lupi, ugualmente impegnato sul terreno della dottrina sociale, ma nell’intento di allargare il dialogo il più possibile, verso un bipolarismo mite e costruttivo. Così l’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, guidato da Lupi, è riuscito ad aggregare fino a 320 parlamentari portando a casa non poche proposte che hanno fatto breccia nell’incomunicabilità fra i poli che ha caratterizzato le passate legislature. Con Lupi correranno per la riconferma altri parlamentari a lui molto vicini come il toscano Gabriele Toccafondi e l’emiliano Raffaello Vignali. In lista anche altri parlamentari molto attenti sui temi dei valori e della famiglia come l’ex An Barbara Saltamartini e il siciliano Alessandro Pagano, espressione di Alleanza Cattolica. Al pari di Massimo Polledri, che invece è stato escluso dalla Lega Nord. Fuori dalle liste anche il presidente dei "Cattolici padani", il senatore Giuseppe Leoni.
Nell’Udc conferma, con posti da capolista, a chiaro riconoscimento di un impegno, per Rocco Buttiglione e Paola Binetti. Restano fuori invece Luisa Santolini e Luca Volontè.
Nel Pd accanto alle riconferme di Beppe Fioroni, Gigi Bobba e Nicodemo Oliverio  spicca l’assenza del costitituzionalista Stefano Ceccanti, dei cristiano sociali.
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Una presenza ridotta di new entry complici le ristrettezze del sistema elettorale che hanno imposto ai partiti di "salvare" innanzitutto gli uscenti e le dirigenze di partito. È andata meglio, per i cattolici, nelle liste per Monti che hanno aperto le loro porte prioritariamente ai neofiti della politica, ma resta  - in questo ultimo caso -  una linea politica ancora non definita, in particolare sui principi non negoziabili, lasciata all’iniziativa parlamentare.
A un primo esame delle liste dei partiti, ufficializzate lunedì, emergono luci ed ombre e il rischio "fiore all’occhiello" c’è, da verificare alla prova dei fatti. Con alcune conferme ed alcune sorprese. Una sorpresa, ad esempio nelle liste Monti è certamente Gennaro Iorio, sociologo di riferimento del movimento dei Focolari. In lista in Sicilia al numero 3  - con ampie possibilità di elezione -  al sito di Città nuova campeggia ancora una riflessione di pochi giorni fa  - indice chiaro di una scelta di impegno concretizzatasi solo all’ultimo momento -  sull’impegno dei cattolici, in grado di scatenare il dibattito, sul sito, fra gli aderenti al movimento. «Impegno plurale agenda comune», teorizza Iorio. «C’è estremo bisogno - spiega - che i cattolici maturino come cittadini che sappiano esercitare il diritto-dovere di voto, uscendo dall’atomismo elettorale. Cioè dal vivere le elezioni come fatto individuale. Bisognerebbe che i cattolici fossero capaci di vivere la tornata elettorale come comunità che discute in pubblico delle priorità del Paese  - conclude Iorio -  offrendo le proprie proposte».
Una vera e propria strategia da mettere in campo, a fronte di un’accelerazione degli eventi che ha interrotto a metà la riflessione in atto nel variegato mondo cattolico, che ha avuto negli incontri di Todi una delle espressioni più propositive. In lista per Monti, accanto a presenze di chiara impostazione laica  - laicista in taluni casi -  una pattuglia di cattolici interessante. Simonetta Saveri, ad esempio, in posizione da elezione in Liguria, avvocato civilista con un passato di dirigente, per 11 anni, della pastorale giovanile della Liguria, è balzata alla ribalta nelle scorse elezioni a sindaco di Genova come rappresentante della civica "Primavera Politica", un movimento che mette al centro i diritti della persona e la famiglia. Nomi che vanno ad affiancarsi ad altri di cui si è già parlato: il ginecologo obiettore Lucio Romano, presidente di Scienza&vita; Andrea Olivero, ex presidente delle Acli; Luigi Marino, presidente di Confcooperative; Gian Luigi Gigli, il grande neurologo che si spese per la vita di Eluana Englaro; Mario Sberna, presidente dell’associazione Famiglie numerose; Mario Marazziti, portavoce della Comunità di sant’Egidio. Tutti collocati in posizione da elezione.
Dal movimento fondato dal ministro Andrea Riccardi proviene anche Mario Giro, che corre in Campania al Senato con il numero 2, con altissime probabilità di sedere a Palazzo Madama insieme al fratello, Francesco Giro, a lungo responsabile dei rapporti con il mondo cattolico schierato con il Pdl, che prenota la rielezione nel Lazio.
Anche Mario Mauro, numero tre in Lombardia al Senato con un passato da vicepresidente della Cdo-settore scuola, guida un gruppo di esponenti della stessa estrazione, tutti con prospettiva di elezione, fra cui spicca un dirigente politico sardo collaudato come Giorgio La Spisa, vicepresidente uscente della Regione, poi Daniele Menorello, responsabile di "Rete popolare", un’aggregazione di giovani amministratori in Veneto, e un giovane imprenditore dirigente della Cdo Matteo Campodonico, 30 anni, che ha costruito la sua piccola fortuna inventandosi una banca dati per giovani calciatori, che oggi dà lavoro a 60 dipendenti e si interfaccia con i grandi club di tutto il mondo. «Ma soprattutto – spiega Mauro – mi ha colpito alla convention di Bergamo che in tanti, prima di prendere la parola, hanno voluto premettere di essere cattolici, quasi a dire che la loro voglia essere una risposta affermativa a quell’appello reiterato a dar vita a una nuova generazione di cattolici impegnati».
Tanti ancora i nomi di rilievo, in corsa per Monti: Gregorio Gitti, numero due in Lombardia 2, presidente della Fondazione Etica; il demografo Gianpiero Della Zuanna, capolista alla Camera in Veneto1; Daniele Morini, giornalista cattolico candidato al numero due in Umbria, mentre Augusta Sorriso, dirigente dell’Mcl a New York è capolista nella circoscrizione del Nord America.
Il movimento guidato da Carlo Costalli ha un suo dirigente anche nelle liste del Pdl, Teresa Restifa, capolista nella circoscrizione Australia. Nel partito di Berlusconi e Alfano la "battaglia" dei cattolici è stata soprattutto quella di salvaguardare la continuità di un impegno (di cui diamo conto nel pezzo in alto). Nell’Udc fra i nomi nuovi spicca quello di Giorgio Guerrini, fra i protagonisti di Todi come ex presidente di Confartigianato e capolista alla Camera in Toscana. «Serve  - spiega Guerrini -  una nuova classe dirigente e una nuova assunzione di responsabilità dei cattolici che vuol dire garantire maggiore competenza nel governo delle risorse pubbliche e inseguire le migliori pratiche». Torna in corsa per il Parlamento Luca Marconi, ex senatore, legato a Rinnovamento nello spirito, ora assessore alla Famiglia nelle Marche dove sarà numero tre. Per il resto il partito di Casini punta a valorizzare espressioni di impegno politico del territorio già consolidate, anche se di chiara provenienza cattolica. In questo quadro spiccano i nomi di un assessore brindisino, l’architetto Paola Baldassarre, Bartolomeo Rampinelli Rota, continuatore della collaudata tradizione bresciana di presenza e impegno, e Beppe Delfino, assessore a Cuneo e figlio d’arte.
Nel Pd, a chiusura dell’operazione liste, il partito di Bersani ha esibito un poker di neo-candidati di ispirazione cattolica. Che in realtà sono di più. Spicca il nome di Edo Patriarca, ex presidente Agesci e portavoce del Forum del Terzo settore e segretario del comitato organizzatore della Settimana sociale. Nome di spicco anche quello di Francesco Russo, esponente di Azione cattolica, vicino a Enrico Letta, e capolista in Friuli. Evocativa poi la presenza in lista di Flavia Nardelli, segretaria dell’Istituto Sturzo e figlia dell’ex leader dc Flaminio Piccoli. In corsa anche la storica Emma Fattorini, mentre in Veneto ci sarà il numero due della Cisl Giogio Santini, che lascia per un seggio (molto probabile) di senatore. Gianni Baratta, segretario confederale della Cisl, ha lasciato il sindacato per correre invece con Monti. Di rilevo, infine, il sì a Bersani di Ernesto Preziosi, pesarese, ex vicepresidente di Azione Cattolica e segretario generale dell’Istituto Toniolo, candidato al numero 6  - con prospettiva di elezione -  in Lombardia 2. L’analisi che l’ha portato ad accettare la candidatura è la presa d’atto di un «disorientamento» dei cattolici. Che hanno corso il rischio, in politica, «di rimanere frantumanti da un sistema maggioritario aggressivo e muscolare, dove solo raramente la stessa fede è stata anteposta all’appartenenza di partito». Ed è questa ora la sfida. Per tutti.
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