giovedì 27 ottobre 2016

Referendum sulla Costituzione: cosa ci ha insegnato Dossetti.

Riporto qui di seguito un articolo, che reputo molto interessante per gli spunti di approfondimento offerti, scritto da Giovanni Nicolini e pubblicato sul sito delle “Famiglie della Visitazione” (sito che invito a consultare).
Giovanni Nicolini è stato assistente dell’Azione Cattolica della Diocesi di Bologna, Direttore della Caritas della stessa Diocesi ed oggi si dedica alla comunità delle Famiglie della Visitazione, che ha fondato.
Molto importante, nella formazione di Nicolini, è stato l’incontro con Giuseppe Dossetti.

«BOLOGNA – In questo grave momento per le sorti del nostro paese, per la mia adesione alla Regola di don Giuseppe Dossetti, che fu giurista e padre costituente, ritengo che non si possa dimenticare che egli spese le ultime energie della sua vita per la difesa della Costituzione, fondamento di unità e di giustizia di tutto il nostro popolo. È quindi per me doveroso lasciarci guidare dal suo insegnamento.
Egli fortemente combatté la riforma berlusconiana e per mostrare quanto la sua posizione di allora sia del tutto attuale e applicabile alla riforma di oggi basta rileggere alcune sue affermazioni.
1. Senza ombra di dubbio Dossetti avrebbe combattuto questa riforma prima di tutto perché operazione illegittima e pericolosa: un parlamento eletto con legge dichiarata incostituzionale che si arroga il compito di cambiare un’ampia parte della Costituzione (47 articoli, pari a 1/3 della Costituzione) con stretta maggioranza politica.
In occasione della festa della liberazione del 1994 così scriveva al sindaco di Bologna:
Si tratta di impedire a una maggioranza che non ha ricevuto alcun mandato al riguardo, di mutare la nostra Costituzione: si arrogherebbe un compito che solo una nuova Assemblea Costituente, programmaticamente eletta per questo, e a sistema proporzionale, potrebbe assolvere come veramente rappresentativa di tutto il nostro popolo. Altrimenti sarebbe un autentico colpo di stato (Bazzano, 25 aprile 1994)
2. In secondo luogo perché ne risulterebbe una Costituzione di parte. I padri costituenti parlavano di “Casa comune”.  La costituzione del ‘48 fu scritta insieme e fu votata a larghissima maggioranza, 88%, da quanti erano avversari politici. La riforma di oggi invece divide gli italiani: se prevalesse il sì, metà degli italiani non si riconoscerebberonel nuovo testo della Costituzione.
Ricordando i lavori dell’Assemblea Costituente Dossetti osservava:
È qui il luogo di ricordare che questa base di largo consenso – nonostante i dibattiti assai vivaci lungo il corso di tutti i lavori e gli antagonismi che dividevano allora il paese – portò a una votazione finale del testo della Costituzione che raggiunse quasi il 90% dei componentidell’Assemblea costituente (Le radici della Costituzione, Monteveglio 16 settembre 1994).
3. Infine non si tratta di discutere se c’è qualcosa di buono nel progetto di riforma ma di difendersi dalla manipolazione del consenso.
Esprimendo la sua preoccupazione, Dossetti diceva: Ora la mia preoccupazione fondamentale è che si addivenga a referendum, abilmente manipolati, con più proposte congiunte, alcune accettabili e altre del tutto inaccettabili, e che la gente totalmente impreparata e per giunta ingannata dai media, non possa saper distinguere e finisca col dare un voto favorevole complessivo sull’onda del consenso indiscriminato a un grande seduttore: il che appunto trasformerebbe un mezzo di cosiddetta democrazia diretta in un mezzo emotivo e irresponsabile di plebiscito (Lettera ai Comitati per la difesa della Costituzione, Oliveto 23 maggio 1994).
Giovanni Nicolini»

sabato 10 settembre 2016

Rischio di riduzione del servizio di integrazione scolastica nei nove Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale di Mesagne: è giusto partire in queste condizioni?

Ho diffuso stamane il seguente comunicato stampa.

Il servizio di integrazione scolastica degli alunni diversamente abili nell’Ambito Territoriale Sociale di Mesagne è gravemente messo in discussione.
Desta infatti forte preoccupazione ciò che potrà emergere dalla definenda determinazione del correlato impegno di spesa da parte del Responsabile dell’Ufficio di Piano.
Il prospetto di organizzazione del servizio per l’anno scolastico ormai alle porte evidenzia, infatti, in media, una riduzione del 70% (settanta) delle ore: il disagio è significativamente mitigato solo nelle realtà che possono contare sulla presenza di operatori ASL.
Va ricordato che il servizio di integrazione scolastica prestato dalle cooperative è oggetto di compartecipazione alla spesa da parte dei Comuni e della Regione.
La condizione economica, assai critica, in cui, ad oggi, versano le casse degli enti locali è nota a tutti ma ciò che provoca incertezza, in questa circostanza, è la quota regionale.
Di fronte a questa situazione invito i Sindaci dei nove Comuni dell’Ambito ad operare una seria, congiunta, riflessione: è serio, è civile, far partire un servizio che incontra alti livelli di sensibilità sociale, in condizioni di profondo ripiegamento? A mio modesto parere, in tali condizioni, sarebbe più rispettoso  - al cospetto del disagio a cui, con tale servizio, si intende corrispondere -  rinviarne l’avvio!
Invito, inoltre, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ed il presidente della Commissione consiliare regionale per la Sanità ed i Servizi Sociali, Pino Romano, per la sensibilità di cui più volte hanno dato concretamente prova, ad intervenire per dare elementi di certezza a tanti minori a cui è doveroso garantire un servizio di oggettiva ed irrinunciabile utilità.
Gabriele Argentieri

sabato 3 settembre 2016

Domani sera, “Profumi di vendemmia”: quattordicesima edizione della festa della Cooperativa “L’Agricola Latianese”

La cooperativa “L’Agricola Latianese”, per quello che è oggi, è prova concreta che un futuro di benessere, per il nostro settore agricolo, è possibile.
Dopo la stagione della sfiducia e dell’abbandono dei campi, questo sembra essere il tempo di una consapevolezza nuova: l’agricoltura di qualità, la trasformazione responsabile, la commercializzazione intelligente possono offrire un’opportunità… non solo di sopravvivenza ma anche, addirittura, di ricchezza.
La cooperativa di via Torre  - anche con l’esempio personale offerto da alcuni accorti imprenditori agricoli, tra i quali lo stesso presidente Pino Schiena -  marcia verso questa direzione.
Allora la festa di domani sera non è solo un ritrovarsi, un salutare la nuova vendemmia, ma sentirsi parte di una storia, che prosegue, e dirsi disponibili a scommettere su un futuro che è qui: tra le nostre mani, sotto i nostri piedi e nell’aria che ogni momento respiriamo.
Solo noi, mai come adesso, padroni del nostro destino.

domenica 28 agosto 2016

Quanto fa un Parroco, per Latiano. (piccoli pensieri di un profano)

Giovedì 1 settembre, alle ore 19, presso la Chiesa Madre, don Angelo Altavilla celebrerà la Santa Messa di commiato dalla comunità parrocchiale latianese.
Domenica 4 settembre, alle ore 11, sempre presso la Chiesa Madre di Latiano, sarà celebrata la Santa Messa di presentazione del nuovo Parroco, don Salvatore Rubino.
Don Angelo e don Salvatore sono due “figli” della Parrocchia Santa Maria della Neve e sono… semplicemente diversi, tra loro.
Li conosco bene, entrambi, ma scriverò poco: solo l’essenziale, perché lo ritengo necessario.
Don Angelo è stato, per due volte, il mio Parroco; è stato, tutto sommato, un bravo Parroco; don Angelo è un Uomo di Chiesa e di Dio, uno con il quale è difficile “attaccare bottone” ma uno che sa essere presente quando conta, un grande lavoratore, una persona intelligente, una personalità forte almeno quanto lo fu quella di un altro Parroco ancora oggi ricordato dalla comunità latianese: don Giovanni Mauro.
Don Angelo lascia tanto alla Parrocchia ed alla città di Latiano.
Don Angelo ha celebrato il mio matrimonio con Annamaria.
Don Salvatore è quasi un mio coetaneo (è un anno più grande di me), come me ha frequentato la Scuola Elementare presso le Suore Missionarie Catechiste del Sacro Cuore (in piazza Bartolo Longo); i primi Sacramenti, a me ed a lui, sono stati impartiti da don Antonio Calò, un Parroco che, forse per l’aspetto fisico un po’ “importante”, sin da ragazzo ho sempre accostato a don (allora ancora non lo era…) Salvatore; dopo la quinta elementare lui entrò in Seminario e da quel momento l’ho visto sempre “sacerdote”; in Parrocchia, mentre io ero giovanissimo, lui era seminarista “tutto d’un pezzo”, serio, maturo; ho sempre pensato che, prima o poi, sarebbe toccato a lui, che insomma, prima o poi, don Salvatore sarebbe diventato Parroco della Chiesa Madre; credo che don Salvatore, nel corso degli anni, lungo le sue esperienze, si sia, in qualche modo, preparato a questa eventualità che oggi si realizza.
Don Salvatore è stato (per i lunghi anni ormai trascorsi forse, purtroppo, dovrei dire “fu”) presente alla mia festa di laurea.
Credo proprio che don Salvatore ce la metterà tutta, e sarà dunque anche lui un buon Parroco della Chiesa Madre.
Sono tra quelli che pensano che prima o poi don Angelo sarà Vescovo: uno di quei Vescovi che, immagino, a Papa Francesco piaccia avere.
Insomma, la grande (e complessa) comunità parrocchiale latianese di Santa Maria della Neve sta vivendo, in questi giorni, un tempo importante, di passaggio, che non lascia indifferenti.
Chi ci crede, prega perché lo Spirito Santo illumini, particolarmente in questa situazione, la mente e le azioni degli uomini.
Ho imparato che delle persone, per avere fiducia, non occorre attendere la sentenza di un giudice in Terra: lo senti e basta.
Ci ho pensato: chi lascerebbe in custodia, per un giorno, il proprio portafogli, ben pieno, a papa Francesco? Io forse no, perché al mio ritorno potrebbe averne usato il contenuto, certo per me non irripetibile, per darlo a chi ne ha più bisogno.     
Benvenuto, don Salvatore; auguri di ogni bene, don Angelo.

lunedì 8 agosto 2016

La riconoscenza verso chi ci ha dato una mano e le responsabilità, diverse, che ciascuno ha. Poche, dovute, considerazioni. Tra me e me.

So perché, in particolare nell’ultimo periodo, sempre più pressantemente, tanti Amici mi scrivono, mi parlano: non è un “tirarmi per la giacca” ma un richiamo a non disperdere quel racconto, quei progetti e quel significato politico che avevano motivato la scelta di stare con Mino Maiorano alle ultime elezioni comunali (chi sin dalla prima ora, chi  - tanti -  solo al ballottaggio).
Ebbene, per il Loro sostegno di ieri e per i Loro richiami di oggi, grazie!
E grazie anche per l’apprezzamento che qualcuno manifesta verso la mia condotta di Presidente del Consiglio Comunale.
Mi si sollecita ad intervenire efficacemente sul momento politico, su quello che per certi versi appare come lo “stallo” in cui si è cacciata la Giunta – Maiorano con la maggioranza che la sostiene.
Io non dirò degli altri, ma di me stesso.
Devo ammettere che in questo anno, ormai abbondantemente trascorso, dall’elezione di Mino Maiorano quale Sindaco di Latiano, spesso proprio io ho sbagliato.
Ho sbagliato, in generale, quando non mi sono intromesso, oltre ciò che ordinariamente compete ad un Consigliere Comunale, nelle attività della Giunta: l’ho fatto per rispetto dei diversi ruoli e compiti assegnati dall’Ordinamento vigente ma una mia maggiore disponibilità a lasciarmi coinvolgere, probabilmente, non sarebbe stata accolta con fastidio dal Sindaco e dagli Assessori.
Un mio più assiduo, seppur modesto, contributo di esperienza e di competenze, sommandosi al significativo bagaglio di cui già dispone l’Amministrazione Comunale, credo che avrebbe potuto tornare utile, anche nell’ottica della realizzazione di quello stile del “fare insieme” che ho ritenuto necessario invocare pubblicamente alcune settimane addietro.
L’errore mio più grande è stato però quello di contribuire alla redazione (e quindi di firmare, invitando anche altri Consiglieri Comunali a farlo con me) di quel documento politico del gruppo consiliare espressione della lista in cui sono stato eletto, diffuso nello scorso mese di maggio, nel quale, per l’esigenza emergente di rendere visibili le “originalità” della componente politica di maggioranza relativa, si tracciava un solco largo tra noi ed i gruppi consiliari alleati, esasperando le differenze.
Ecco, quel documento è stato un errore soprattutto mio, che non ha dato ragione di un percorso politico, dalle prospettive a mio giudizio potenzialmente ancora feconde, intrapreso con i gruppi alleati, e di un rapporto umano, di rispetto e di stima, instaurato in particolare con i rappresentanti consiliari del movimento degli Ecopacifisti (che, nell’ambito della maggioranza, considero davvero miei “fratelli maggiori” per esperienza politica).
Ora, come gli Amici che mi interpellano e mi sollecitano, anche io posso dirmi deluso da questo primo anno di noi a sostegno dell’Amministrazione – Maiorano: mi aspettavo di più, ma soprattutto non mi aspettavo che amministrare oggi una città comportasse tali e tante difficoltà oggettive. Non pensavo che si potesse lavorare tanto, come effettivamente si è lavorato, per vedere risultati non sempre soddisfacenti. Forse si sarebbe dovuto comunicare di più, ai cittadini, passo dopo passo, lo stato delle cose. Forse ci sarebbe voluto più coraggio nell’esprimere pubblicamente, fino in fondo, le nostre idee, anche quando ciò avrebbe comportato il sovvertimento dei percorsi già intrapresi dalle precedenti Amministrazioni Comunali e anche a costo di gravare sul bilancio comunale (penso ad esempio, a titolo personale e senza voler coinvolgere la coalizione nel mio libero pensiero, all’idea di “consegnare alla città” i locali del cosiddetto “centro commerciale” di via Roma, rilanciata da Edmondo Caniglia nel corso della seduta del Consiglio Comunale dello scorso venerdì 29 luglio: un’idea  - seppure non espressa per quel senso di “responsabilità” che molte volte pervade ed inibisce, o addirittura confonde, chi “sta al governo” -  che è anche mia e di altri Consiglieri Comunali di maggioranza; si potrebbero affidare quegli spazi alle Associazioni, o creare un nuovo mercato coperto, o realizzare nuovi servizi, o dare sede dignitosa al Consultorio, o tanto altro ancora; una soluzione “virtuosa”, a cui si potrebbe giungere, certo precludendosi la possibilità di introiti per il Comune, qualora chi ha già prenotato quegli spazi dovesse ripensarci).
Credo che la mia delusione quasi corrisponda a quella dello stesso Sindaco, che più di tutti si è speso in questo periodo.
Ma, lo ripeto, anche io ho la mia parte di responsabilità: se mi fossi “messo in mezzo” di più, forse, anzitutto, si sarebbe data concretezza alla mia idea, fondamentalmente radicata, della ricerca incessante del massimo coinvolgimento politico sulle decisioni e lungo i percorsi del loro maturare.
Se non mi fossi lasciato sorprendere dall’agonismo, quel documento di attacco agli alleati non avrebbe mai visto la luce e le cose buone fatte dall’Amministrazione Comunale tra luglio 2015 e maggio 2016 non avrebbero rischiato di finire all’ombra di una polemica che è stata più in quel botta e risposta di comunicati – stampa che nella realtà dei fatti.
Dunque, dopo aver messo la cenere in testa, cosa posso dire? Cosa posso fare?
Beh, ripartire dalle ceneri è, intanto, un atto di purificazione, benefico per chiunque.
E comunque, dal mio punto di vista, proprio nelle difficoltà occorre ritrovare il senso della responsabilità; non mollare, proseguire.
Troppo facile aver coltivato per un anno questa esperienza e poi, di fronte alle difficoltà, tirarsi indietro, disimpegnarsi. Ne vale la pena, a proseguire, se crediamo che domani, o dopodomani, possa esserci una Latiano migliore. In questa direzione, oggi un piccolo contributo spetta a noi offrirlo; dopo di noi toccherà ad altri.
E’ fondamentale, inoltre, a mio avviso, introdursi in questa, auspicata, nuova fase lasciando fuori l’ansia del “non riuscito” o del “non ancora fatto” poiché occorre ricordarsi le cose buone, e comunicarle: penso all’approccio avuto sui temi dell’urbanistica e della viabilità, senza posizioni preconcette, con disponibilità al confronto, con la lente della legalità; penso all’impegno profuso per dotare il Comune di Latiano di nuovi Regolamenti sul conferimento degli incarichi professionali; penso allo sforzo corale compiuto per non perdere il finanziamento sul polo museale, e la conseguente realizzazione dell’opera; penso alla costante valorizzazione della filiera corta; penso alla collaborazione con le associazioni dei consumatori; penso alla soluzione innovativa di attrarre le sponsorizzazioni dei privati su iniziative culturali volute e programmate dall’Amministrazione Comunale; penso all’impegno per un corretto smaltimento dei rifiuti solidi urbani, con ripetuti interventi ispettivi sui rifiuti scaricati nelle campagne o, comunque impropriamente, anche negli angoli del centro urbano (da cui sono talvolta scaturiti esiti sanzionatori); penso all’impianto fotovoltaico e pompe di calore nelle scuole “Filippo Errico” e “Benedetto Croce”; penso al finanziamento intercettato per effettuare indagini sulla sicurezza dei solai di alcuni edifici scolastici. E certo altro mi sfugge.
Per proseguire, oltre la buona volontà e la consapevolezza di potercela fare, ci vogliono gesti nuovi (o rinnovati): ritrovare, tutti, lo spirito che ci ha mossi a questo impegno; ricordare sempre le ragioni che ci hanno fatto scegliere, reciprocamente, come compagni di strada; liberarci dal condizionamento del confronto ed aprirci finalmente, perché sappiamo farlo, al contributo di chiunque davvero voglia darlo in direzione del bene comune.
E per proseguire occorre pure  - a mio parere -  poter contare sul sostegno degli Uffici comunali: è necessario un riordino, certo, ma per valorizzare le professionalità, non per comprimerle; alcuni settori vanno arricchiti di competenze, altri vanno decongestionati; non si tratta di operare uno “spoil system” alla latianese ma di realizzare una nuova alleanza con il personale dipendente del Comune, in funzione del conseguimento di un maggiore benessere per tutta la comunità; occorre liberare le risorse disponibili, per assumere, il più possibile, nuovo personale (anche attraverso le stabilizzazioni), sulla base di un piano triennale ben ragionato, perché penso che le Amministrazioni non sono giudicate per quanto spendono (quindi, in tal caso, per quanto assumono) ma per quanto quella spesa, purché sostenibile, produce in termini di quantità e qualità dei servizi!
Solo così credo che ci metteremo nelle condizioni per fare, fino in fondo, la nostra parte. E solo di questo, a mio modo di vedere, si tratta: di fare fino in fondo, ciascuno, la sua parte. Il mio “passo avanti” (che comunque si realizza sia nei limiti delle prerogative istituzionalmente riconosciute e sia nel rispetto delle persone che ricoprono i diversi ruoli) non è proteso a mettermi al riparo da probabili “debacle” o a riservarmi una diversa prospettiva politica; credo nel valore dell’alternanza (che può essere più drastica di un cambio di ruoli tra le forze di maggioranza e quelle di minoranza rappresentate nelle sedi istituzionali); oggi tocca a noi ed abbiamo semplicemente il dovere di mettercela tutta, magari senza dimenticare che anche la minoranza consiliare, così come ogni componente politica pur non rappresentata nella Pubblica Assise Cittadina, ha le sue competenze e sensibilità che vanno valorizzate nell’interesse di tutti.
Io, insomma, ho fatto i miei errori; non credo però di aver sbagliato a sostenere la candidatura a Sindaco di Mino Maiorano: ho ancora fiducia in lui e credo che, facendo tesoro dell’esperienza acquisita in questo primo anno, con l’educazione che lo contraddistingue, con l’affabilità che è un suo carisma, ma con maggiore fermezza, saprà guidare la “squadra” verso la realizzazione di ciò che è possibile, spiegare ai latianesi i motivi che ritardano o impediscono il conseguimento di risultati attesi, garantire la trasparenza del “palazzo” e di chi temporaneamente lo frequenta.
Se anche questo si rivelerà un errore… sarò pronto ad assumermi ogni mia ulteriore responsabilità politica.
Latiano, 8 agosto 2016
Gabriele Argentieri

martedì 21 giugno 2016

Peggio soli

Credo che le più recenti sedute del Consiglio Comunale possano aver insegnato, a tutti, qualcosa.
Credo che, da solo, nessuno vada lontano.
Credo che occorra fare di più, insieme. Credo che, insieme, si possa fare di più.
Credo che occorra valorizzare il Consiglio Comunale quale sede privilegiata di confronto e di decisione, quale organo cardine di indirizzo strategico: non possiamo limitarci ad “andare” in Consiglio Comunale quando lo sollecita l’opposizione oppure quando lo impone la legge.
Credo però che, in quella sede, dobbiamo spogliarci dalla tentazione di primeggiare, dobbiamo abbandonare la strada del confronto “muscolare” (da una parte la dialettica talvolta sprezzante, dall’altra la “mannaia” della superiorità numerica: a volte sembra un dialogo tra sordi; è comunque una performance, per tutti, impegnativa ma poco produttiva  - o addirittura controproducente -  per la comunità).
Le difficoltà e le complessità che affronta oggi chiunque si approcci a guidare un’Amministrazione Comunale sono tali da non potersi consentire la permanenza di un clima di conflittualità: soprattutto in un Comune piccolo e con poche potenzialità come quello di Latiano, laddove anche pregresse progettualità che hanno consentito di intercettare virtuosi finanziamenti, in ragione delle vigenti “regole” della finanza pubblica, possono rappresentare un capestro.
Allora, chiunque si dica disponibile ad offrire un contributo alla vita della comunità deve fare, concretamente, la sua parte: occorre l’umiltà di rendersi disponibili ad accogliere i contributi ed occorre l’umiltà di rendersi disponibili ad offrire i contributi di cui si dispone, senza strumentalizzazioni; occorrono gesti di accoglienza reciproca; sul piano del bene comune, occorre pure accantonare i personalismi; occorre far circolare le informazioni affinché tutti siano messi, sempre, nella condizione di partecipare consapevolmente.
Sono convinto che il Consiglio Comunale sia la più alta espressione civica della comunità.
E Latiano dispone anche di una Società Civile vivace e capace. Ci sono forze politiche non rappresentate in Consiglio Comunale che  - dopo questa parentesi temporale che mi vede, indegno, tra i protagonisti -  avranno la loro giusta opportunità: anche del loro contributo, già oggi, non si può fare a meno.
Non è il tempo, questo, dell’autosufficienza.
Credo, invece, che sia, questo, il tempo della corresponsabilizzazione: nel rispetto della volontà popolare, certo, ma anche nel rispetto dell’intelligenza e della dignità di ciascuno.
So che il rispetto, così come il dialogo, sono conquiste. E queste conquiste sono strumenti fondamentali se davvero si intende fare, insieme. Adoperiamoci, dunque, per stabilire condizioni di rispetto reciproco e di vero dialogo: se non si muove il primo passo, non si inizia a camminare.
La campagna elettorale è finita ormai da un anno; si tornerà a votare solo fra quattro anni: rendiamoli, quanto più è possibile, utili alla comunità!
Da oggi si deve voltare pagina: chi  - a partire da me -  non dovesse rendersi disponibile ad un cambio di rotta, credo che dovrà assumersene la responsabilità di fronte ai latianesi.
Gabriele Argentieri

mercoledì 1 giugno 2016

“Si può fare” Art & Friends

La Cooperativa Sociale "Si Può Fare", che a Latiano gestisce l'omonimo Centro Diurno, organizza per questa sera, mercoledì 1 giugno 2016, a partire dalle ore 20:30 presso il Parco Robinson (nei pressi della stazione ferroviaria), la prima edizione di “Si può Fare” Art&Friends. 
L'evento rappresenta un momento d'incontro con i ragazzi ospiti del Centro Diurno, i familiari e tutta la cittadinanza al termine del primo anno di attività del Centro Diurno “Si può Fare”.
E’ prevista la partecipazione dei "Cantieri Teatrali Koreja", noti per la capacità di sperimentare sempre nuove tecniche teatrali, che a partire dal prossimo mese di settembre avvieranno una collaborazione con il Centro Diurno “Si può Fare" di Latiano, offrendo così agli ospiti un ulteriore interessante laboratorio.

sabato 7 maggio 2016

Amici, c’è un problema.

Abbiamo diffuso ieri il seguente comunicato a firma, oltre che mia, del Vice – Sindaco Cosimino Albanese, degli Assessori Michele Locorotondo e Mauro Vitale, dei Consiglieri Comunali Elvira Calabrese, Andrea Chiera, Ada Di Viggiano, Mariarosaria Martina e Lidia Mingolla.
I sottoscritti Assessori e Consiglieri Comunali ritengono necessario ed urgente imprimere una svolta all’azione politica della coalizione che sostiene il Sindaco Mino Maiorano.
Dopo i primi mesi di entusiasmo  - che hanno favorito l’assunzione di iniziative coraggiose come il recupero di importanti finanziamenti ormai in fase di revoca e come il traghettamento del Comune di Latiano fuori dalle sabbie mobili dello sforamento del patto di stabilità -  si è determinata una fase di stallo che non favorisce l’assunzione di alcuna importante decisione.
Confermiamo la volontà di proseguire l’esperienza politica intrapresa poco più di un anno addietro, con tutte le forze politiche che hanno sostenuto il progetto del Sindaco Maiorano. Contestualmente, affermiamo di non essere più disponibili a continue discussioni improduttive, puntualmente generate da alcune componenti della maggioranza, che ad oggi hanno determinato un forte freno all’attività amministrativa.
Riportiamo dunque, qui di seguito, le nostre proposte per risolvere alcune importanti e complesse questioni che non vedono ancora una soluzione:
1.     Per la nuova sede della Caserma dei Carabinieri evidenziamo che l’unica proposta finora discussa tra i cittadini  - ovvero quella di utilizzare l’attuale sede della Scuola dell’Infanzia ubicata in via Scazzeri -  rimane, a nostro avviso, seria oltre che finanziariamente sostenibile. Tale proposta dovrebbe però giungere in Consiglio Comunale, il prossimo 12 maggio, corredata di una bozza progettuale di riqualificazione del plesso “Bartolo Longo” in una vera e propria CITTADELLA DELLA SCUOLA che accolga dignitosamente, come vero e proprio campus, oltre le sezioni di Scuola Primaria attualmente ivi allocate, anche le sezioni di Scuola dell’Infanzia che oggi sono ospitate nelle strutture di via Scazzeri e via Trieste. Il finanziamento di tale progetto dovrebbe assumere priorità assoluta nelle previsioni del Bilancio 2016 del Comune di Latiano, da approvare entro le prossime settimane. Fino alla realizzazione di tale progetto, già abbozzato dall’Ufficio Tecnico Comunale, riteniamo che la Scuola dell’Infanzia di via Scazzeri non debba subire alcun trasferimento. Pertanto l’impegno da assumere nella prossima seduta del Consiglio Comunale deve essere anche quello di comunicare all’Arma dei Carabinieri tempi certi per la realizzazione della nuova opera e per la successiva disponibilità dei locali di via Scazzeri.
Qualora questa soluzione non dovesse incontrare unanime consenso nella maggioranza, proponiamo di valutare l’allocazione della nuova sede della Caserma dei Carabinieri presso i locali posti al piano terra di Palazzo dei Domenicani (ex sede del Comando dei Vigili Urbani): tali locali risultano già disponibili, non essendo stati oggetto sostanziale del complessivo intervento di recupero e ristrutturazione ormai in fase di completamento.
Ulteriori soluzioni non risultano immediatamente praticabili poiché le altre strutture comunali attualmente disponibili (palazzina PIRP ed ex biblioteca comunale di via Roma) sono sottoposte a vincoli di destinazione.
2.     Per il Centro Polivalente Anziani riteniamo di dover confermare l’allocazione presso la ex Biblioteca Comunale di via Roma. In una società che tende ad invecchiare, riteniamo che i servizi per la popolazione anziana assumano particolare rilevanza e pertanto deve essere cura dell’Amministrazione Comunale assicurare la propria costante presenza, accanto al mondo associativo, nella progettazione delle attività e nella gestione del Centro Polivalente Anziani.   
3.     Riteniamo che si debba restituire al traffico veicolare il tratto di via Roma antistante la ex Biblioteca Comunale, auspicando comunque il moltiplicarsi di iniziative (come già avviene con il mercato settimanale di “Campagna Amica”) che prevedano una chiusura occasionale. Sul tema delle chiusure al traffico veicolare di tratti del centro storico, riteniamo che si debba replicare, anche presso altre sedi, l’esperienza intrapresa in piazza Umberto I, con chiusure in concomitanza di iniziative realizzate dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con le Associazioni e con le attività commerciali.
4.     Riteniamo che  - nonostante le prescrizioni pervenute da parte dei Vigili del Fuoco e nella consapevolezza delle responsabilità che da esse discendono -  non si debba procedere alla chiusura al traffico del tratto di strada compreso tra le due Chiese di Sant’Antonio e Cristo Crocifisso. La situazione determinatasi costringe alla deviazione completa del traffico dei mezzi pesanti (compresi gli autobus di linea) lungo itinerari periferici. Inoltre riteniamo che si debba provvedere ad operare verifiche e collaudi statici, adottando misure di monitoraggio che garantiscano comunque la viabilità ordinaria.   
5.     Sosteniamo la creazione di una Casa Civica della Musica  - con il coinvolgimento del Conservatorio di Taranto, dell’Istituto Comprensivo di Latiano, del Liceo delle Scienze Umane - Liceo Linguistico “E. Palumbo” e dell’Associazionismo di settore, come da protocollo d’intesa già sottoscritto il 30 aprile 2016 -  a cui assegnare locali al primo piano di palazzo Imperiali.     
6.     Riteniamo di dover procedere all’affidamento di un incarico legale ad un esperto di provata esperienza, al fine di individuare una soluzione che consenta il riconoscimento dei debiti assommati dall’azienda speciale “Pio Istituto Caterina Scazzeri” negli anni 2013, 2014 e 2015 ponendo al riparo i Consiglieri Comunali, l’Amministrazione Comunale ed il Sindaco da qualsivoglia responsabilità di natura contabile, patrimoniale e personale.
7.     Riteniamo che si debba dare mandato esclusivo all’Assessore alle Opere Pubbliche per la definizione di una proposta per il completamento del “palazzetto dello sport” entro termini massimi compatibili con le legittime aspettative della Comunità latianese.
Il tema dell’Urbanistica assume valenza strategica per la definizione del futuro della nostra Città; tale rilevanza richiede la promozione costante di iniziative protese alla partecipazione, di tutte le componenti politiche presenti nella Comunità latianese e di tutti i Cittadini, per l’individuazione di un progetto condiviso. Pertanto risulta necessario realizzare un coinvolgimento sulla definizione sia dei percorsi e sia degli obiettivi da perseguire.    

mercoledì 27 aprile 2016

Talenti al femminile: bella iniziativa di Ada Di Viggiano.

Si svolgerà venerdì prossimo, 29 aprile, a partire dalle ore 18 presso la suggestiva cornice di palazzo Imperiali, la prima edizione di “Talenti al femminile”, manifestazione organizzata dall’Amministrazione Comunale latianese – Assessorati alle Attività Produttive ed alla Cultura, in collaborazione con Women Talent System, l’associazione socio – culturale Heperia, la Pro Loco e la Biblioteca Civica Gilberto De Nitto.
Saranno presentati i preziosi tessuti dipinti dall’artista brindisina Gianna Pettinau, sia attraverso una sfilata organizzata dalla manager di eventi Angela Howell e sia attraverso una esposizione nelle sale del palazzo.
Oltre i tessuti, saranno esposte delle creazioni in argento a sbalzo della stessa Gianna Pettinau.
L’accompagnamento musicale sarà curato, al pianoforte, da Anna Caforio.
Interverranno il Sindaco Cosimo Maiorano, gli Assessori Mauro Vitale e Paola Ingusci ed il Presidente dell’associazione Hesperia, Vincenzo Papadia.
Condurrò la serata insieme alla consigliera comunale Ada Di Viggiano, ideatrice di questa interessante iniziativa che, negli intenti, è finalizzata ad aprire una tradizione di eventi che valorizzano la capacità delle donne di affermarsi, con la loro originalità e, appunto, con i loro talenti.

domenica 10 aprile 2016

Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020. Ci siamo.

Giovedì prossimo, 14 aprile, alle ore 17,30 presso la saletta di palazzo Imperiali in Latiano (ingresso da via Attilio Spinelli) saranno presentate le opportunità per il comparto agricolo previste dal Programma di Sviluppo Rurale 2014 – 2020.
Il primo bando è stato già pubblicato, nei giorni scorsi, ed è quello relativo all’agricoltura biologica, ma ne seguiranno tanti altri, ai quali occorre fare molta attenzione poiché riportano risorse sufficienti ad imprimere una forte boccata di ossigeno all’economia, non solo agricola, locale.
L’iniziativa è stata organizzata dagli ottimi Assessori Mauro Vitale e Michele Locorotondo, che hanno raccolto la disponibilità manifestata al Comune di Latiano dall’Aipop (Associazione Produttori Olivicoli Pugliesi: a Latiano conta ben oltre cinquecento aziende agricole iscritte), dalla Legacoop (non ha bisogno di presentazioni) e dal Ci.Bi. (Consorzio Italiano per il Biologico) per la realizzazione di un incontro a carattere tecnico – informativo con alcuni tra i migliori esperti pugliesi della materia. Si annuncia la presenza numerosa di operatori agricoli, e non solo, provenienti anche dai Comuni limitrofi.
Naturalmente non si esclude di tornare sull’argomento, assai importante, anche con altri partner, nelle prossime settimane o mesi, qualora fossero avanzate proposte di analogo livello qualitativo.
Introdurranno i lavori il Sindaco, Mino Maiorano, il presidente della cooperativa “L’Agricola Latianese”, Pino Schiena, ed il presente di Aipo Un, Marco Dipierdomenico.
Relazioneranno: l’agronomo Nicola Panaro (Misura 10, Pagamenti agro – climatico – alimentari; Misura 11, Agricoltura biologica), l’agronomo Cosimo Rubino (Misura 4, Investimenti in immobilizzazioni materiali; Misura 6, Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese; Misura 6.1, Aiuto all’avviamento di imprese per giovani agricoltori) e l’agronomo Angelo Petruzzella, responsabile regionale Legacoop Agroalimentare (Il ruolo della cooperazione nel PSR Puglia).
Insomma, da non perdere.

sabato 9 aprile 2016

Il 17 aprile, al Referendum, io voto “SI”

L’ho già scritto in altre circostanze, ripetutamente anche su questo blog: non mi convince affatto il ricorso alle consultazioni referendarie per determinare  - per mano popolare -  ciò che, invece, rientra nei compiti ordinari del Legislatore.
E del resto, abbiamo avuto sin troppi esempi di come poi il Legislatore abbia di fatto ribaltato l’esito di consultazioni referendarie: un esempio su tutti, da ultimo, il Referendum del 2011 sull’acqua pubblica, che ha bloccato un processo di privatizzazione ma che si sta cercando di “tradire”  - volendo richiamarmi a quanto affermato in una recente intervista da Stefano Rodotà -  così come testimonia l’articolo 25 del Decreto Madia sui servizi pubblici, che prevede “l’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, usando quindi esattamente le parole cancellate dal voto su quel quesito referendario (nel 2012 la Corte Costituzionale, peraltro, ha dichiarato illegittime le norme che ne riproducono altre già abrogate con Referendum).
Insomma, anche se sono deluso dall’uso e dall’abuso che si fa dello strumento referendario  - soprattutto a causa di quella certa latitanza del Legislatore nazionale che, talvolta, i cittadini (o, come nel caso del Referendum sulle trivelle, le Regioni) decidono di colmare -  ho deciso di partecipare a questo prossimo Referendum.
Gli elettori, domenica 17 aprile, dovranno decidere se i permessi per estrarre idrocarburi in mare, entro dodici miglia dalla costa, cioè più o meno ventidue chilometri da terra, debbano durare fino all’esaurimento del giacimento, come avviene attualmente, oppure fino al termine della concessione. In pratica, se il Referendum dovesse passare, le piattaforme piazzate attualmente in mare a meno di dodici miglia dalla costa verranno smantellate una volta scaduta la concessione, senza poter sfruttare completamente il gas o il petrolio nascosti sotto i fondali. Non cambierà invece nulla per le perforazioni su terra e in mare oltre le dodici miglia, che proseguiranno, né ci saranno variazioni per le nuove perforazioni entro le dodici miglia, già proibite dalla Legge.
Io al Referendum del 17 aprile voto “SI” perché credo che oggi sia necessario affermare un “no”, più generale, verso un’idea di sviluppo, evidentemente sbagliata, perseguita negli ultimi trent’anni in Italia, che ha messo in secondo piano agricoltura – ambiente – cultura -turismo con i risultati che, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti.
Allora io voto “SI”.    

mercoledì 30 marzo 2016

2 aprile

Giovanni Bruno ha consegnato ieri una lettera, indirizzata a me ed al Sindaco di Latiano, con la quale propone di illuminare di blu palazzo Imperiali in occasione della “Giornata mondiale dell’Autismo”, che avrà luogo il 2 aprile.
Si tratta di un gesto simbolico, di un semplice segno di vicinanza comunitaria alle famiglie che ogni giorno convivono con i disagi dell’Autismo.
Il Sindaco, Mino Maiorano, si è prontamente adoperato per corrispondere alla proposta che Giovanni Bruno ha formulato (in qualità di genitore, tiene a precisare, e non di Consigliere Comunale).
Sarebbe importante che il prossimo 2 aprile anche altri angoli di Latiano (perché no: le case private, ad esempio) si tingessero di blu.
Grazie a Giovanni Bruno per la sua sensibilità e per l’instancabile impegno.

domenica 27 marzo 2016

Le vie del Signore… a Latiano.

E’ stata Laura, mia sorella, a farmi scoprire l’interessante pubblicazione “Le vie del Signore… - itinerari turistici religiosi a Latiano” realizzata dall’Agenzia Formativa Ulisse nell’ambito del progetto di Servizio Civile “Il turismo religioso in Puglia”.
Laura mi consulta preventivamente su tutto… ma ha puntualmente già deciso lei  - prima ancora di consultami -  cosa fare.
Laura (ovviamente insieme a Giuseppe, dunque la Scuola Rousseau) ha voluto sostenere questa pubblicazione, edita da Locorotondo e realizzata da Marina Menga e da Valeria Vacca.
Ebbene, ho letto quel volumetto: Laura, anche questa volta, ha avuto ragione (ma poi: come si fa a dire no al prof. Galasso e a Tonino Nacci?).
Si tratta di uno studio mirato alla presentazione ed alla promozione della cultura artistica locale; è un lavoro intelligente, che propone due itinerari: quello Mariano e quello del Beato Bartolo Longo; è un percorso senz’altro da proseguire.
Una guida essenziale ed al contempo completa, per le esigenze del visitatore, “una passeggiata tra le vie del paese nell’odore e il sapore del passato, che sfocia nella fiduciosa valorizzazione di ciò che di importante possiede il nostro territorio”, scrive Tonino Nacci nella presentazione.
Già, una passeggiata: quanto di più semplice e di più straordinario, al giorno d’oggi; concedersi il tempo di osservare, lentamente, la città.
Durante la seduta del Consiglio Comunale dello scorso 18 marzo, Paola Pizzi ha introdotto nella discussione proprio il tema della fruizione della città, dei suoi spazi e dei suoi significati. Paola ha invitato  - la politica ed i cittadini tutti -  a passeggiare lungo via Roma ed a pensare, o a ripensare, Latiano. Quella di Paola Pizzi credo che sia stata una riflessione matura sul tema, più generale, dell’approccio responsabile ai doveri di cittadinanza; e ritengo che, sullo stesso tema, avremo ancora molte importanti occasioni per riflettere.
Si, il volumetto “La vie del  Signore… - itinerari turistici religiosi a Latiano” è a mio avviso, anzitutto, un efficace e concreto segno di “benvenuto” a chi giunge in visita a Latiano; ma è anche realizzazione di un modo adulto di essere cittadini: custodi attenti; fruitori critici; promotori consapevoli; visionari ambiziosi quanto è giusto.      

mercoledì 16 marzo 2016

Con l’olio buono

Stiamo diffondendo stamane il seguente comunicato stampa.

A coronamento di una stagione olivicola tutto sommato positiva  - che ha registrato, nel Salento e particolarmente in Provincia di Brindisi, la produzione di olio di ottima qualità -  sabato prossimo, 19 marzo, presso Palazzo Imperiali in Latiano, avrà luogo l’evento “Un’altra giornata con l’olio buono”.
L’iniziativa, che rientra nel programma di azione a valere sui Reg. (UE) n.611/2014 e n. 615/2014 dell’AIPOP “Associazione Interprovinciale Produttori Olivicoli Pugliesi”, quale Organizzazione di Produttori del settore Olio di oliva, è organizzata dalla stessa AIPOP e dagli Assessorati alle Attività Produttive – Agricoltura ed alle Politiche Comunitarie della Città di Latiano.
Il programma si articolerà essenzialmente in due parti: la mattinata sarà rivolta ai ragazzi della scuola primaria; il pomeriggio sarà invece dedicato agli operatori della filiera ed ai consumatori.
Aprirà i lavori, alle ore 10, l’agronomo Cosimo Rubino, coordinatore tecnico dell’AIPO UN; interverranno quindi il Sindaco di Latiano, Mino Maiorano, gli Assessori Mauro Vitale e Michele Locorotondo, la Dirigente dell’Istituto Comprensivo Statale di Latiano, Ornella Manco.
Seguirà un seminario su “L’olio extravergine di oliva, base della sana alimentazione”, nell’ambito del quale relazioneranno il biologo nutrizionista Domenico De Mattia (presidente dell’Associazione “Alia Fastigia aps” Salute Benessere e Cultura Alimentare) ed il tecnologo alimentare Francesco Soleti (tecnico Aipop).
In chiusura della mattinata, visita guidata agli stands espositivi che saranno allestiti nell’atrio di Palazzo Imperiali.
Alle ore 16,30, dopo gli interventi introduttivi del Sindaco Mino Maiorano, degli Assessori Mauro Vitale e Michele Locorotondo, del Presidente del Consiglio Comunale Gabriele Argentieri e dell’agronomo Cosimo Rubino, altro seminario (“Le caratteristiche organolettiche dell’olio extra vergine di oliva”) e prove guidate di assaggio e degustazione: il tutto sotto la guida di Francesco Prudentino, chimico e docente presso l’Istituto “Pantanelli – Monnet” di Ostuni.
La giornata si chiuderà con la visita guidata degli stands espositivi, che registreranno la presenza di numerose aziende olivicole ed olearie della zona, autentici produttori di olio extra vergine.   

domenica 13 marzo 2016

Il futuro si gioca in periferia

Riporto un articolo recente (19/2/2016 ) di Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, pubblicato da Corriere della Sera - Sette, che richiama, su scala globale, sensibilità da esercitare anche negli ambiti locali.

 Nel 2007, per la prima volta nella storia del mondo, la popolazione delle città ha superato quella delle campagne. Una svolta storica. Nel 1950, solo i1 16% della popolazione mondiale abitava nelle città. In poco più di mezzo secolo, il mondo è cambiato. Sono cambiati i rapporti tra città e campagna. Oggi ci sono 450 città con píù di un milione di abitanti, mentre nel 1900 ce n’erano solo dieci. Ci sono trenta megalopoli con più di otto milioni di abitanti. Le previsioni demografiche mostrano che, nel 2020, ben nove città supereranno i venti milioni di abitanti: Città del Messico avrà 35,5 milioni, seguiranno Shanghai con 35 milioni, Beijing con 31, San Paolo con 28, Mumbai con 25. Tanti sono i problemi di una così massiccia concentrazione di popolazione (che avverrà soprattutto nel Sud del mondo): i problemi ecologici, l’approvvigionamento alimentare, l’inquinamento delle risorse idriche e anche i trasporti per una popolazione così grande. Il processo di urbanizzazione globale si accompagna sistematicamente alla creazione di grandi periferie: la cosiddetta “slumizzazione”, cioè la realizzazione di quartieri provvisori, privi di servizi, spesso vere baraccopoli. L’Africa subsahariana è il continente delle periferie: il 67% della sua gente vive negli slums. La città africana è in larga parte fatta di slums.
A livello mondiale gli abitanti degli slums sono il 31,6% della popolazione: quasi un terzo dell’umanità. È l’enorme popolo delle periferie, che avrà una parte importante nel futuro del mondo. Oggi i periferici sono un popolo di “esclusi”, continuamente messi a contatto tramite i media con modelli di vita non raggiungibili e praticabili nel loro mondo. All’inizio degli anni Novanta, lo scrittore Hans Magnus Enzensberger aveva previsto una guerra “civile” nelle città: «Nascono», aveva detto, «zone protette e munite di propri servizi di sicurezza da una parte, slum e ghetti urbani dall’altra». Questa previsione si sta avverando in alcune parti del mondo. Il problema per la “pace” e la sicurezza sta proprio nella violenza diffusa e organizzata. In alcune città c`è una vera guerra. Specie nelle città del Sud, crescono isole protette, con mura e vigilanti, a fronte di mondi periferici. L’orizzonte unitario della città si frantuma.
Diversa era la condizione della città novecentesca: il proletariato aveva un rapporto dialettico e conflittuale con il “centro”, finendo però per condividere un orizzonte politico. Oggi è diverso. Le periferie sono invece remote. Qui mancano le reti sociali. Il controllo delle istituzioni sugli spazi periferici è difficile, tanto che vaste aree finiscono sotto il dominio di mafie e cartelli internazionali o nazionali del crimine. Gli spazi sociali, vuoti di presenze istituzionali o associative, sono terre di conquista per le reti mafiose, non sempre percepite come un male dalla gente. La città del XXI secolo, in particolare la megalopoli, è sempre meno una comunità di destino. Anzi, mentre una parte di essa (opulenta) viene assorbita nei flussi globali e procede sulla via dell’intemazionalizzazione, un’altra resta ai margini, se non sprofonda, in una condizione di isolamento. Le grandi periferie urbane sono una sfida per le religioni e le Chiese, che richiamano a un destino comune degli uomini. Francesco l’ha intuito con forza: qui si gioca il futuro. Ma è anche una grande sfida per lo Stato, le istituzioni, la scuola, gli organismi democratici: fare di una periferia anonima una comunità e rianimare la città come orizzonte comune. Bisogna ricreare il tessuto umano e comunitario di tante società.

lunedì 22 febbraio 2016

Avvisi di pagamento Arneo. Le iniziative del Comune di Latiano.

Si sta diffondendo stamane il seguente comunicato stampa.

“Arneo: cosa fare?”: è questo il titolo di un incontro, a carattere informativo, che il Comune di Latiano organizza per venerdì prossimo, 26 febbraio, presso il teatro comunale Olmi a partire dalle ore 17.
L’iniziativa è stata fortemente voluta dal Sindaco, Cosimo Maiorano, e dall’Assessore comunale alle Attività Produttive, Mauro Vitale, che hanno voluto in qualche modo corrispondere al disorientamento che ha colto molti cittadini: invitati a versare il tributo al Consorzio Speciale di Bonifica dell’Arneo e, per gli effetti, a ripristinare  - in tempi non certo felici per i bilanci famigliari -  una voce di spesa che sembrava ormai appartenere al passato.
Con l’incontro di venerdì prossimo si intende dare voce alle Associazioni di rappresentanza degli agricoltori, degli imprenditori e dei consumatori, fornendo loro una opportunità per illustrare le diverse posizioni e le iniziative che, rispettivamente, si intende intraprendere.
Interverranno: Marina Leo, dell’Adoc, Angela Dell’Aquila, dell’Adusbef, Giannicola D’Amico, presidente provinciale Cia, Aldo De Sario, direttore provinciale di Coldiretti, Adriano Abate, direttore provinciale di Confagricoltura, Ercole Farina Valaori, di Confindustria.
Sono stati invitati a partecipare tutti i Sindaci della Provincia di Brindisi ed il Commissario Straordinario del Consorzio Speciale di bonifica dell’Arneo.
Modererà i lavori il Presidente del Consiglio Comunale, Gabriele Argentieri, il quale, nel corso dell’incontro, darà anche evidenza di una proposta di ordine del giorno  - presentato sabato scorso, 20 febbraio, da tutti i Consiglieri Comunali latianesi di opposizione -  con il quale si chiede un intervento del Presidente della Regione Puglia finalizzato alla sospensione degli avvisi di pagamento inviati ai contribuenti, al fine di evitare il dover ricorrere a dispendiosi contenziosi di natura tributaria a carico degli stessi, ponendo fine al contempo ad ogni eventuale pretesa, da parte del consorzio Arneo, del pregresso fino all’anno 2014. Altresì si chiede al Consiglio Regionale di discutere della questione e di ipotizzare eventuali nuove funzioni dei consorzi di bonifica o il loro accorpamento ad altri enti nonché di attuare ogni iniziativa che determini lo snellimento dei costi di funzionamento del consorzio di bonifica o addirittura la definitiva soppressione.
Nei prossimi giorni sarà convocata una Conferenza dei Capigruppo per calendarizzare la discussione in Consiglio Comunale sul predetto ordine del giorno che, per ciò che compete il ruolo ed il peso politico del Comune di Latiano nella vicenda – Arneo, potrà divenire strumento di rappresentazione di una posizione condivisa e, pertanto, più forte e, auspicabilmente, più efficace.
In Conferenza dei Capigruppo si valuteranno anche forme di azione coordinata con tutti i Comuni della Provincia di Brindisi.

sabato 6 febbraio 2016

No enfiteusi. Come è andata ieri, al Comune di Latiano.

Riporto, qui di seguito, il comunicato stampa di resoconto in merito all’incontro svoltosi ieri presso il Municipio di Latiano, sulla problematica dell’enfiteusi.  

Si è svolto venerdì scorso, 5 febbraio, presso il Municipio di Latiano, un incontro sul problema dell’Enfiteusi che sta interessando sempre più cittadini del brindisino.
Tale iniziativa ha fatto seguito all’assemblea pubblica svoltasi, sempre a Latiano, lo scorso 21 dicembre  - alla presenza, tra gli altri, del notaio Michele Errico e del Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Brindisi, Carlo Panzuti -  alla quale, a conferma della rilevanza sociale della problematica, parteciparono centinaia di persone.
Venerdì scorso sono intervenuti  - oltre al Sindaco di Latiano, Cosimo Maiorano, ed all’Assessore comunale alle Attività Produttive – Agricoltura, Mauro Vitale, veri e propri capifila di questa mobilitazione -  il Presidente del Consiglio Comunale di Latiano, Gabriele Argentieri, il Sindaco di Villa Castelli, Vitantonio Caliandro, il Vice – Sindaco di Francavilla Fontana, Concetta Somma, gli Assessori Comunali di Brindisi, Giuseppe De Maria, di San Michele Salentino, Maria Stella Menga, di Torre Santa Susanna, Antonio Epifani, una delegazione del comitato “No enfiteusi”, un rappresentante del meetup “Latiano Cinque Stelle”, Giovanni Guarini.
Purtroppo anche in questa occasione non si è registrata la partecipazione di alcuno dei Parlamentari nazionali, di tutti i gruppi politici, eletti in Puglia, che pure erano stati invitati dagli organizzatori.
Hanno fatto pervenire loro manifestazioni di interesse verso la problematica l’on. Toni Matarrelli, il sen. Dario Stefano ed i gruppi parlamentari del movimento “Cinque Stelle”.
Al termine dell’incontro è stato sottoscritto un documento d’intenti, che prevede la formulazione di una richiesta di intervento da parte del Prefetto di Brindisi, al quale si provvederà anche a richiedere apposita convocazione a scopo informativo in merito alla situazione determinatasi.
Si è convenuto, inoltre, di consultare l’Ordine degli Avvocati e l’Ordine dei Notai per ottenere una corretta quantificazione dei parametri per la determinazione dei canoni e dell’affrancazione.
Si provvederà anche ad invitare l’Ordine degli Avvocati e l’Ordine dei Notai alla predisposizione  - sulla base dell’esperienza professionale ed in considerazione del ricorrere di particolari condizioni storiche, sociali ed economiche -  di una proposta di legge per l’abrogazione dell’enfiteusi o per la determinazione di condizioni che allevino il disagio gravante sugli enfiteuti per effetto di un “risveglio”, dopo decenni di silenzio e di disinteresse, dei concedenti, che oggi tornano ad esigere il pagamento dei canoni od a proporre l’affrancazione a condizioni la cui precisa entità, allo stato attuale, vale la pena, comunque, di accertare in sede giudiziale.